Un polpo a spasso per il mare di Posillipo…con vista sul Vesuvio

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Campania – Polpo comune (Octopus vulgaris), Posillipo, Golfo di Napoli | Ph. Pasquale Vassallo – All rights reserved – Fds: courtesy dell’Autore

Un polpo a spasso per il mare di Posillipo…con vista sul Vesuvio

“Il polpo quando tenta di mangiarsi il mollusco nella conchiglia spesso dalle valve di questa che si serrano rimane ferito nei tentacoli, e lui per impedire che quella le possa serrare, astutamente getta una pietruzza dentro le valve, che la conchiglia non può più chiudere, e così lui divora il mollusco che la abita; allo stesso modo, con astuzia, s’appiattisce sulle pietre per sembrar pietra ai pesciolini”
Tommaso Campanella

Il Polpo comune (Octopus vulgaris) è un mollusco cefalopede con numerose specie diffuse in tutti i mari e gli oceani che vive su fondi rocciosi o sabbiosi, non oltre i 200 m. E’ un cromatoforo poiché ha la capacità di mimetizzarsi rapidamente adeguandosi all’ambiente grazie alla presenza nell’epidermite di particolari cellule, cromatofori appunto, controllate direttamente dal cervello. Ha otto tentacoli e due serie di ventose che lo distinguono dal moscardino (Eledone moschata) che ne ha una.

Quella in copertina è una splendida e suggestiva foto a pelo d’acqua realizzata con la tecnica denominata “over-under” (sopra-sotto) scattata dal fotografo subacqueo napoletano Pasquale Vassallo. L’inventore di questa tecnica subacquea è il fotografo statunitense del National Geographic David Doubilet (New York, 28 novembre 1946). L’immagine si è classificata al secondo posto nella categoria Natura al prestigioso concorso fotografico organizzato dalla rivista statunitense Natural Geographic Nat Geo Italia edizione 2011.

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Campania – Part. di mosaico dalla Casa del Fauno Danzante, Pompei, I° sec. d.C. – Ph. Marie Lan-Nguyen | Public domain

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Puglia – Part. di mosaico pavimentale dal Succorpo della Cattedrale di San Sabino, Bari. Nell’immagine è visibile il dettaglio con il polpo, che compare nel mosaico accanto ad altri pesci. Il pavimento risale alla prima e più antica basilica paleocristiana, costruita nel V secolo d. C. Di questo primo edificio sono visibili i resti di varie strutture sia murarie sia pavimentali; in particolare nell’ambiente ovest si può ammirare il cosiddetto “mosaico di Timoteo”, dal nome del committente citato nell’iscrizione, un cristiano che ottemperando ad un voto finanziò la decorazione della sala. Il mosaico è realizzato in piccole tessere policrome che delineano un vasto campo centrale, con motivo a scaglie, contornato da una cornice decorata con animali acquatici e pesci, tra cui il polpo. Racemi e fiori circondano l’iscrizione in latino, che nel ricordare il voto sciolto da Timoteo, esprime l’esultanza della comunità cristiana barese che “si rallegra nel suo Vescovo Andrea”. Su questa basilica paleocristiana fu edificato il primo duomo poi distrutto nel 1156 dal normanno Guglielmo il Malo – Ph. © Ferruccio Cornicello – All rights reserved Feart ®

Bibliografia

Egidio Trainito, Rossella Baldacconi, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo. Guida alla biodiversità degli ambienti marini, Milano, Il Castello, 2014, 5ª edizione aggiornata e ampliata, 432 p.

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