Trovato in Molise il tartufo bianco più grande del mondo

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Esemplare gigante di tartufo bianco – Ph. dalla Rete

di Redazione FdS

Il Molise non è nuovo a certi exploit: basti pensare alle sue partecipazioni all’Asta Internazionale del Tartufo Bianco di Roma e a quando nel 2008 un tartufo bianco del peso di 1 chilo e 80 grammi, il più grande dell’anno,  finì sulla tavola del magnate cinese Stanley Ho; l’esemplare era stato trovato da un “tartufaio” di Frosolone, Ernesto Di Iorio, che lo scovò nel bosco di Salcito con l’aiuto del suo cane; il tartufo, approdato a Macao, è stato battuto all’asta per 200 mila dollari. Lo stesso cinese, battendo la concorrenza degli sceicchi arabi, se ne è aggiudicato un secondo da 900 grammi nel 2009, alla stessa asta ma per la cifra di 250 mila euro.

Solo due esempi eclatanti per ricordare quanto sia vero ciò che a suo tempo dichiarò il tartufaio Di Iorio, e cioè che “in Molise, come in Toscana ed Emilia Romagna, si trovano anche più tartufi bianchi che in Piemonte. Se più di tutti sono conosciuti i tartufi bianchi d’Alba e delle Langhe è solo perchè sono partiti prima”. Ecco infatti giungere dal Molise notizia di un nuovo record segnato nelle ultime ore, proprio mentre in Piemonte  è in corso fino al 16 novembre l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba (Cuneo): nei boschi della provincia di Campobasso è stato trovato il tartufo bianco più grande del mondo del peso di 1 chilo e 500 grammi circa, più grande quindi di quello raccolto in Croazia nel ’99, 1,310 kg, che deteneva il primato.

“Il tartufo è stato trovato tra il 3 e il 4 novembre da un cercatore molisano – spiega Vittorio Palombo, titolare del Centro Tartufi Molise e proprietario del tubero – poi si è creata un po’ di confusione sulla ‘paternita’ perché noi collaboriamo con un’azienda bolognese che ci ospita e organizzerà la cena di beneficenza di Savigno”. Infatto il tartufo sarà battuto a un’asta di beneficenza sabato prossimo a Savigno, in provincia di Bologna ed inizialmente nelle agenzie di stampa era stata riportata una provenienza errata.

“Quando il tartufo è stato trovato – ha aggiunto Palombo – pesava 1538 grammi, poi, all’atto della certificazione il peso è sceso a 1483 ma rimane il più grande del mondo avendo superato il record finora detenuto dalla Croazia”.

Il pregiatissimo tartufo si trova ora custodito in un caveau di Bologna in attesa di essere gustato dai partecipanti alla cena di beneficenza alla quale si sono già prenotate mille persone, compresi alcuni personaggi del mondo dello spettacolo. Il ricavato sarà devoluto alla ricerca contro la Sla e all’associazione ‘Animà’ che interviene in aiuto dei bambini africani.

La tradizione del tartufo bianco in Molise, sia pure instauratasi parecchio tempo dopo quella piemontese, è ormai sempre più una realtà consolidata. E’ ad esempio recentissima la due giorni dedicata al tartufo tenutasi a San Pietro Avellana, cittadina dell’Alto Molise in provincia di Isernia che dal 1996 aderisce all’Associazione Città del Tartufo. L’1 e il 4 novembre si è tenuta la 18ma Mostra Mercato del tartufo bianco pregiato, con oltre 15 espositori e numerosissimi prodotti trasformati, tra oli, salse e altre tipicità locali. Peroprio in questa occasione è stato ribadito come il 40% del tartufo bianco prodotto in Italia provenga proprio dal Molise. Il tuber magnatum pico molisano é infatti quanto a qualità non meno pregiato di quello di Alba. Ma diversamente dal più celebre fratello piemontese è ancora scarsamente conosciuto. Basti pensare che fino agli anni ’80 i contadini lo davano in pasto ai maiali, scambiando quelle pepite d’oro che uscivano dal terreno con delle semplici patate dal cattivo odore.

I tartufai ed amatori del Nord in quegli anni – raccontano a San Pietro Avellana – battevano il territorio molisano con la scusa di andare a caccia o a funghi ma in realtà miravano a fare incetta di tartufi locali. Alla fine però “i sanpietresi hanno capito che funghi e caccia c’entravano poco con queste sortite”, ha spiegato il sindaco Francesco Lombardi, “e pian piano, facendo amicizia, hanno iniziato a conoscere il prodotto. La cultura del tartufo possiamo dire che è nata qui per merito degli “stranieri”.

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