Ori di Calabria. Un volume di Rosa Romano racconta i gioielli della Collezione Spadafora

Spille di produzione calabrese in lega leggera di oro, pietre in pasta vitrea e figura in smalto, XIX secolo | Collezione Spadafora

Spilla di produzione calabrese in oro, pietre in pasta vitrea e figurina in smalto, XIX secolo | Collezione Spadafora | Ph. Domenico Olivito

Il libro, presentato in Sila presso l’incantevole Torre Camigliati, è dedicato a 500 pezzi di una straordinaria collezione di ori antichi realizzati in Calabria. Uno spaccato di storia del costume, tra forme, colori, simboli, di una delle arti più affascinanti, quella dei gioielli

di Enzo Garofalo

«Per vedere le donne nel loro pieno fulgore bisogna scegliere una domenica o un giorno festivo, inoltre è consigliabile recarsi alla fonte di Santa Lucia…le loro grazie naturali sono messe in rilievo dagli elaborati ornamenti di finissimo gusto e dalle graziose acconciature con due riccioli pendenti davanti alle orecchie…». Così scriveva nel 1915 Norman Douglas parlando delle donne di San Giovanni in Fiore nel suo Old Calabria, reportage di viaggio in una delle terre meno conosciute d’Italia. E proprio nella sede del parco letterario a lui intitolato – lo splendido palazzo Barracco di Camigliatello Silano che la Fondazione Napoli ’99 di Mirella e Maurizio Barracco ha trasformato in un vivo centro di cultura e bellezza immerso nei silenzi e negli armoniosi paesaggi della Sila – si è tornati a parlare di quegli “ornamenti di finissimo gusto” al termine dell’ultima edizione della rassegna letteraria Incontri nel Parco.  A darne occasione la recente uscita del libro “Collezione Ori Antichi. Famiglia Spadafora, Maestri orafi di S. Giovanni in Fiore” (ed. Rubbettino),  frutto di un complesso lavoro di indagine storico-artistica svolto nel 2017 da Rosa Romano, studiosa della Soprintendenza di Napoli, con la collaborazione di Enrichetta Salerno, che ha seguito la procedura per l’apposizione del vincolo ministeriale su una collezione riconosciuta bene culturale di interesse nazionale, e dell’arch. Pasquale Lopetrone che, oltre ad aver segnalato la collezione, ha ideato il progetto del volume al fine di divulgarne l’importanza artistico-culturale.
 

Ori Spadafora 2

Costume tradizionale femminile di S. Giovanni in Fiore (Cs) | Credits: Orafi Spadafora

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Orecchini in oro, pietre in pasta vitrea e perline scaramazze | Collez. Spadafora

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Collana in oro a stampo | Collez. Spadafora

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Spilla in oro, pietre in pasta vitrea e figurina in smalto | Collez. Spadafora

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Spilla in oro, pietre in pasta vitrea e figurina in smalto | Collez. Spadafora

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Collana con pendente in argento e pietre in pasta vitrea | Collez. Spadafora

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Orecchini in oro, pietre in pasta vitrea e perline scaramazze | Collez. Spadafora

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Anello in oro e smalto | Collez. Spadafora

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Anello a spola in argento e smalto | Collez. Spadafora

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Spilla in oro, pietre in pasta vitrea e figurina in smalto | Collez. Spadafora|Ph. Domenico Olivito

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Bracciale in oro con perle scaramazze | Collez. Spadafora

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Anello in oro con perline scaramazze | Collez. Spadafora

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Collana a serpente, oro, inizi XX sec. | Collezione Spadafora

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Orologio femminile | Collezione Spadafora

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Banco dell'orefice | Collez. Spadafora | Credits: Orafi Spadafora

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Gran parte dei pezzi della Collezione Spadafora, S. Giovanni in Fiore (Cs)

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Spille della Collezione Spadafora, S. Giovanni in Fiore (Cs)

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Collane della Collezione Spadafora, S. Giovanni in Fiore (Cs)

Immagini dei gioielli: Domenico Olivito
 
Oltre all’autrice e al curatore che, sapientemente introdotti da Mirella Barracco Stampa, hanno illustrato al pubblico gli affascinanti contenuti del volume, erano presenti all’incontro anche Giancarlo e Monica Spadafora, due dei quattro figli di Giovambattista, uno degli artigiani più raffinati di Calabria, ideatore della collezione di ori antichi raccolti nell’arco di decenni e membro di una famiglia di orafi attiva fin dal Settecento a San Giovanni in Fiore, patria elettiva del frate Gioacchino da Fiore posto da Dante nel Paradiso come “il calavrese abate di spirito profetico dotato”. Dalle circa 600 pagine del volume, illustrato con le splendide immagini di Domenico Olivito, emerge uno spaccato di storia del costume che, muovendo dalle peculiarità dell’arte popolare orafa calabrese raffrontata con coeve produzioni europee, restituisce il racconto di una società e dei suoi riti: dall’abito tradizionale, alle sepolture, ai matrimoni e agli altri importanti momenti della vita comunitaria.
 
Collana con pendente in argento e pietre in pasta vitrea, inizi XX sec. | Collezione Spadafora

Collana con pendente in argento e pietre in pasta vitrea, fine XIX sec. | Collezione Spadafora | Ph. Domenico Olivito

Si rivela così il ricco corredo di monili che, fra Ottocento e primi del Novecento, adornava le donne calabresi e il loro abito popolare, la pacchiana, diverso in ogni luogo per denominazione, colori, tessuti e fogge e a sua volta distinto da quello signorile improntato ai dettami della moda di Napoli. Un tratto identitario che a S. Giovanni in Fiore ha assunto, fino ad epoca recente, l’aspetto del rituortu, abito di origine seicentesca che prendeva il nome dall’omonimo copricapo bianco di lino. Indossato dalle ragazze fin dai 15-16 anni, segnava il passaggio all’età adulta ed era inizialmente abbinato a pochi preziosi gioielli donati dalla madre, in attesa di quelli più importanti, portati in dote dal futuro marito, e della jennacca, la collana a grani d’oro sferici traforati, con decorazioni in filigrana e perline scaramazze, donata dalla suocera. Erano gioielli sfarzosi lavorati con antiche tecniche a stampo e rifinitura a mano, a cesello e incisione, espressione di una lunga tradizione che la Calabria ha perpetuato insieme alle ritualità familiari e sociali. Con il lutto il costume perdeva però i suoi colori e i gioielli più vistosi lasciavano il posto ad altri più semplici e per lo più formati da perle.
 

Collare a serpente, oro, inizi XX sec. | Collezione Spadafora

Collana a serpente, oro, inizi XX sec. | Collezione Spadafora | Ph. Domenico Olivito

Dal classicismo al Liberty, l’autrice ha esposto la sua ricca relazione in un susseguirsi di collane, orecchini, bracciali, anelli, pendenti, spille, spilloni e orologi di particolare preziosità, non tanto per i materiali – di fatto i più diffusi erano in oro rosso o giallo a caratura leggera e con pietre semipreziose – quanto per le lavorazioni, le tecniche per lo più perdute e per le particolarità locali rilevabili grazie ai raffronti con altre produzioni. In tal senso particolarmente utili risultano l’inventario definitivo della Collezione Spadafora, la sua schedatura scientifica e la relazione storica approntati da Rosa Romano e tali da garantire il giusto rigore scientifico a un libro che risulta al tempo stesso facile da consultare e bello da sfogliare grazie ad immagini di alta qualità e di grande formato. 
 

Il volume di Rosa Romano edito da Rubbettino

Il volume di Rosa Romano edito da Rubbettino

Sullo sfondo di tanta creatività salvata dall’oblio del tempo, svetta la sapienza artigianale di Giovambattista Spadafora, che ha voluto questa collezione per rendere omaggio alla tradizione della lavorazione dei metalli preziosi radicata da secoli a San Giovanni in Fiore. Un retaggio di cui la sua famiglia è portabandiera da generazioni, pronta a seguire l’evoluzione del gusto ma senza rinunciare all’ininterrotta linfa che viene dal passato, come nella serie di creazioni ispirate alle visionarie tavole medievali del Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore o ai monumenti storici della Calabria. Mestiere e passione tornati a fondersi anche nella raccolta di ori antichi da mesi al centro di una mostra itinerante e prossimi a trovare collocazione stabile in un Museo con sede a S. Giovanni in Fiore che – ha spiegato l’arch. Lopetrone – si articolerà in tre sezioni: una dedicata all’arte orafa e quindi ai maestri Spadafora, alle pietre, ai metalli preziosi e agli attrezzi da lavoro; la seconda alla collezione di ori antichi; la terza alle collezioni di gioielli contemporanei.
 

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Giovambattista Spadafora, diadema in oro e pietre preziose | Credits: Orafi Spadafora

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Giovambattista Spadafora, corona sacra in oro e rosette di corallo | Credits: Orafi Spadafora

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Orafi Spadafora, lavorazione di un pezzo di arte sacra | Credits: Orafi Spadafora

 
E poiché – come afferma Giovambattista Spadafora – “l’oro è il metallo nobile che più consente all’artista di avvicinarsi all’assoluto”, non può infine non ricordarsi l’altro volto della sua ricerca artistica, quello che spazia in una Calabria terra di santi, Madonne e di un radicato senso del sacro, da cui nascono prodigiosi diademi destinati ad adornare il capo di Madonne e Gesù Bambini su altari di chiese e cappelle. In più di sessant’anni di attività ne ha realizzati oltre centocinquanta, aggiudicandosi riconoscimenti di livello internazionale che, oltre al maestro Spadafora, vanno a premiare l’essenza della Calabria migliore.

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Bracciale, oro, inizi XX sec. | Collezione Spadafora

Bracciale, oro e perle scaramazze, inizi XX sec. | Collezione Spadafora | Ph. Domenico Olivito

 

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