Le straordinarie immagini dell’eruzione del Vesuvio realizzate nel 1831 dal geologo e viaggiatore inglese John Auldjo

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Il cono del Vesuvio visto dal sentiero oltre l’Eremo – disegno di J. Auldjo litografato da F. Wenzel, tratto dal volume “Sketches of Vesuvius, with short accounts of its principal eruptions, etc. [With plates.]”, 1832 – Photo by The British Library | Public domain

“…Osvaldo e Corinna arrivarono a Napoli mentre che durava ancora l’eruzione del Vesuvio. Di giorno non si vedeva che nero fumo, che poteva confondersi con le nuvole, ma la sera avanzandosi sul balcone della loro casa, essi provarono una commozione affatto inaspettata. Quel fiume di fuoco scende verso il mare, e i suoi flutti di fiamme, simili ai flutti delle onde, esprimono, com’essi, la suuccessione rapida e continua d’infaticabile movimento. Si direbbe che la natura, allorquando si trasforma in elementi diversi, conserva non ostante sempre alcune tracce d’un pensiero unico e primiero. Cotale fenomeno del Vesuvio cagiona vera palpitazione di cuore. Noi abbiamo una tale familiarità cogli oggetti esteriori che ci avvediamo appena della loro esistenza; e in questo modo non si prova quasi mai nuova commozione nelle nostre prosaiche contrade. Ma tutto a un tratto la sorpresa che produce l’universo si rinnova al cospetto di una meraviglia incognita della Creazione: tutto il nostro essere è agitato da questo potere della natura, dal quale le occasioni sociali ci avevano distratto lungamente. Noi sentiamo che i misteri più grandi di questo mondo non si esauriscono tutti nell’uomo, e che una forza indipendente da lui lo minaccia o lo protegge secondo leggi che lui non può comprendere. Osvaldo e Corinna si ripromisero di salire sul Vesuvio; e ciò che vi era di pericoloso in quest’impresa, spargeva ancora più incanto sul programma che avremmo portato a termine insieme…”
Madame de Staël, da Corinna, ossia l’Italia (1832)

di Redazione FdS

Aveva 27 anni John Richardson Auldjo, quando nel 1831 si trovò ad assistere a Napoli ad una delle eruzioni rimaste fissate nelle cronache e nella storia visiva della città di Napoli. Numerosi sono infatti i resoconti di viaggio scritti all’epoca da stranieri di tappa in città per il loro Grand Tour dell’Italia, così come i dipinti e gli acquerelli che ritraggono il celebre vulcano mentre lancia fumo, fiamme e fiumi di lava dal cono che secoli prima era stato fatale alle città di Pompei ed Ercolano. Primo inglese (e 19a persona) ad arrampicarsi sul Monte Bianco, John R. Auldjo fu uno stimato geologo, oltre che viaggiatore, scrittore ed artista. Membro della Royal Society per il Progresso delle Scienze Naturali, nel 1831 volle visitare il Vesuvio durante un periodo di vigorosa attività eruttiva.

Si era trasferito in Europa nel 1830 dopo aver dato delega al suo avvocato per la gestione delle sue proprietà in Canada, e da allora visse a Napoli dove fu uno dei membri del circolo segreto (in odore di esoterismo) dell’archeologo sir William Gell illustre topografo della riscoperta Pompei , circolo del quale facevano parte anche personaggi come Sir William Drummond, diplomatico nonché poeta e filosofo scozzese,  Richard Keppel Craven, viaggiatore e studioso dilettante, la romanziera irlandese Lady Blessington, il romanziere poeta e drammaturgo sir Walter Scott, e il romanziere poeta drammaturgo e politico Edward Bulwer-Lytton del quale Auldjo fu intimo amico. Aldjo conobbe molto bene anche Lord Byron, spesso ospite a Napoli.

In occasione dell’eruzione del Vesuvio del 1831, Auldjo pubblicò l’anno seguente il libro “Sketches of Vesuvius, with short accounts of its principal eruptions, etc. [With plates.]” (Schizzi sul Vesuvio, con brevi resoconti delle sue eruzioni, etc. [con illustrazioni]), volume dal quale sono tratti le suggestive immagini che vi proponiamo, rese disponibili dalla British Library. Si tratta di litografie del vulcano in piena eruzione realizzate da F. Wenzel su disegno dello stesso J. Aldjo e colorate a mano. Le sue indagini sul Vesuvio furono poi premiate dalla Royal Society e dalla Royal Geographical Society. I disegni che vi presentiamo, nei loro tenui colori pastello, sono una delle più belle testimonianze di un’epoca in cui il fervore dei viaggi e degli studi naturalistici e archeologici ponevano Napoli e il Sud dell’Italia al centro delle attenzioni dell’Europa più colta.

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Images by J. R. Auldjo

1) Veduta di Napoli dall’Atrio del Cavallo, sotto il cono del Vesuvio, 1832

2) Il cono del Vesuvio visto dal sentiero oltre l’Eremo, 1832

3) Colate di lava sul lato S-E del cono del Vesuvio, 1832

4) Una grotta nella lava, 1832

5) La lava scorre lungo il bordo S-E del cratere, 1832

6) Rovine di un piccolo cono vicino al centro del Cratere, 1832

7) Il cratere del Vesuvio il 23 febbraio 1832

8) Letti di lava antica nel Fosso Grande, 1832

9) L’Eremo sul sentiero che porta al cono del Vesuvio, 1832

10) Piccolo cono visto dal lato S-E del grande cono, 1832

11) Un canale di lava fluida scorre fra due muri di lava solida, 1832

12) Carta che mostra le direzioni delle colate laviche, 1832

13) Vesuvio nella notte del 27 febbraio 1832

14) Vesuvio visto dal mare, 1832

Images by The British Library | Public domain
 

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