La musica del bergamotto. Alla scoperta del bergaliuto, lo strumento musicale ideato da Fulvio Cama

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Il bergaliuto, strumento musicale costruito in legno di bergamotto (al centro l'agrume)

Il bergaliuto, strumento musicale costruito in legno di bergamotto (al centro l’agrume calabrese)

di Kasia Burney Gargiulo

Che il bergamotto – agrume dalle misteriose origini coltivato in un ristrettissimo areale della Calabria reggina – fosse un frutto straordinario, è ormai una realtà sempre più nota.  Ma quasi nessuno sa che ai numerosi utilizzi – dalla gastronomia alla cosmesi, alla farmacologia – se ne aggiunge un altro, del tutto eccezionale se non unico, data la ristretta disponibilità di materia prima. Mi riferisco all’impiego del legno della sua pianta col quale Fulvio Cama, musicista, compositore e cantastorie di Catona (Reggio Calabria), ha costruito uno strumento dall’affascinante nome di bergaliuto.

Fulvio Cama alla chitarra nel suo studio-laboratorio

Fulvio Cama alla chitarra nel suo studio-laboratorio

Da oltre vent’anni impegnato in ricerche su tradizioni e arti dei popoli mediterranei, Fulvio svolge un’intensa attività di produzione artistica e culturale, scrivendo anche libri, promuovendo in Italia e all’estero le eccellenze della Calabria e collaborando con una serie di soggetti culturali attenti alle tradizioni regionali a volte molto di più di quanto non lo siano le stesse istituzioni locali. L’idea del bergaliuto – ci racconta – è nata circa quindici anni fa, quando faceva parte della Direzione Artistica del Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria e collaborava con il direttore M° Demetrio Spagna. L’idea geniale è stata quella di realizzare uno strumento musicale che fosse costruito interamente in legno di bergamotto, per cercare anche attraverso la musica, di rivalutare una risorsa per troppo tempo trascurata, se non dimenticata.

Il progetto nacque in un momento in cui il Museo era attivissimo ed era anche dotato di un buon laboratorio di liuteria, mentre adesso versa in condizioni disastrose a seguito dell’incendio doloso che qualche anno fa lo ha quasi completamente distrutto, bruciando tantissimi preziosi materiali e strumenti musicali. La fortuna ha voluto che il bergaliuto si salvasse dalle fiamme perché in quel periodo era in possesso del suo ideatore, impegnato nel proprio studio studio casalingo a comporre un brano da eseguire con questo strumento il cui suono è molto simile a quello di un saz baglama, del mandolino e dell’oud, grazie alla sua tastiera freetless.

Ma vediamo come Fulvio è riuscito materialmente a produrre questo unicum del tutto pionieristico, se non altro per l’inedito materiale utilizzato. Il primo passo è stato quello di procurarsi un tronco di bergamotto locale, di cui in quel periodo abbondavano gli esemplari visto che le piantagioni venivano inesorabilmente dismesse. Messo a stagionare all’ombra nei locali del Museo, non appena il legno si è asciugato completamente, ne è stata ricavata una sezione eliminando la corteccia e le parti esterne: “Ricordo ancora – dice Fulvio Cama – che quando si tagliava quel ceppo con la sega, emanava un profumo meraviglioso, pertanto ne conservai i trucioli che continuarono a profumare per parecchio tempo.”

Siccome la struttura delle fibre del legno di bergamotto – spiega l’artista – non consentono di ricavarne delle fasce sottili da piegare come si fa nella liuteria convenzionale, decise di scavare il tronco per ricavarne la cassa armonica con la tecnica che si utilizza nella lavorazione della lira calabrese e nella costruzione di alcune fidule mediterranee ed orientali. Ne ricavò così un corpo unico cassa-manico, seguendo le linee e le curve che la natura conferisce al tronco. Una volta rifinito ed affinato il corpo, Fulvio applicò una sottile tavola armonica, sempre di bergamotto, incise una decorazione nel foro di risonanza col traforo a mano, ed applicò una tastiera in noce aspromontana. Nella parte terminale del manico ha ricavato la paletta praticando sei fori nel corpo del manico stesso, applicando dei piroli da violino per l’accordatura. “Dopo aver applicato il reggi corde, il capotasto ed il ponticello e montato delle corde di bouzouky greco – aggiunge – sperimentai una serie di diverse accordature, scegliendo quella che più mi interessava e, la magia fu fatta! Il suono che ne venne fuori fu molto interessante, ma la cosa più singolare fu il fatto che il legno di bergamotto suonava molto bene!”

E’ dunque nato così questo strumento unico al mondo divenuto uno dei pezzi più importanti del Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria e tutt’ora impiegato da Fulvio Cama nei suoi concerti. E mentre a distanza di anni, da calabrese vede con immenso piacere rinascere l’attenzione verso il bergamotto, Fulvio ha deciso di dare il suo contributo artistico a supporto delle numerose attività promozionali che stanno avendo luogo. Ha così inciso con Otello Profazio, celebre cantore della Calabria, un lavoro discografico che si intitola proprio “La ballata del bergamotto”, in uscita il prossimo Aprile, e che vedrà entrambi gli artisti in un tour nei teatri di tutta Italia a promuovere le tradizioni calabresi attraverso il frutto che Fulvio ama definire “il più bello del mondo”. Contemporaneamente uscirà il suo nuovo CD “L’Agorà del Cantastorie” che racconta di storie, miti e leggende della Calabria, preziose ricchezze nascoste che l’artista vuole con orgoglio fare riemergere dall’ombra affinchè siano valutate in maniera adeguata: “saremo sui palcoscenici – conclude – a manifestare la fierezza di un popolo, il nostro, dalle infinite risorse, ma che ha perduto la rotta e noi, nel nostro piccolo, cercheremo assieme di fare di tutto per ritrovarla.”

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