Il Botticelli ritrovato. Ricomparsa in Campania una splendida Madonna con Bambino

Sandro Botticelli, Madonna con Bambino, fine XV sec. | Coll. priv.

di Redazione FdS

Tempo un anno per farla tornare al suo antico splendore e potrà finalmente essere ammirata dal pubblico degli amanti della grande arte: parliamo della Madonna con Bambino di Sandro Botticelli (Firenze, 1445 – 1510), maestro indiscusso del Rinascimento italiano che nei giorni scorsi è tornato a far parlare di sè grazie al riapparire di un capolavoro di cui si erano perse le tracce da mezzo secolo. A far riemergere il dipinto da uno spesso cono d’ombra la stessa famiglia Somma che da diversi decenni lo detiene a Gragnano (Napoli). In origine l’opera era collocata nella cappella di Santa Maria delle Grazie, luogo oggi situato nel comune di Santa Maria la Carità (resosi autonomo da Gragnano nel 1978) da cui fu successivamente rimossa per lavori di ristrutturazione, peraltro mai effettuati, e affidata alla famiglia Somma.

Sottoposto a vincolo con decreto risalente al 1931, poi confermato nel 1941 e ancora nel 1968, il dipinto è stato portato in processione per secoli; la sua esposizione alla devozione popolare è durata almeno fino agli anni ’60 del secolo scorso, ma con il passaggio nelle mani della famiglia Somma, casualmente coinciso con un riaccendersi dei riflettori sulla sua grande rilevanza artistica, è come svanito nel nulla pur continuando ad essere menzionato in pubblicazioni dedicate all’arte presente sul territorio. Questa condizione di invisibilità viene oggi giustificata dai possessori con la necessità di salvaguardare il dipinto da ladri e trafficanti d’arte da anni vivacemente attivi nel napoletano oltre che consapevoli della presenza di quella preziosa opera, il cui valore viene attualmente stimato in circa 100 milioni di euro. Per la famiglia Somma – ha raccontato di recente Nello D’Auria, sindaco di Gragnano -, la scelta di far calare l’oblio collettivo sul dipinto sarebbe stata molto sofferta, considerato che da sempre il loro grande desiderio sarebbe stato proprio quello di poterlo un giorno rendere fruibile alla collettività. Questo – aggiunge il primo cittadino – spiegherebbe come mai durante la recente processione della Madonna delle Grazie uno dei membri della famiglia Somma abbia deciso di confidargli che il dipinto non era affatto perduto, ma semplicemente custodito nella massima discrezione.

STORIA DEL DIPINTO

Secondo quanto racconta lo storico Peppe Di Massa, autore del libro L’arte negata (edito dal Centro di Cultura e Storia di Gragnano e Monti Lattari “Alfonso Maria Di Nola”), il dipinto – risalente con buona probabilità alla fase matura dell’attività del Botticelli -, sarebbe arrivato in Campania alla fine del XV secolo per decisione di papa Sisto IV; quest’ultimo avrebbe ricevuto l’opera in dono dallo stesso autore, al quale era particolarmente cara poichè le fattezze della Vergine erano quelle della amata Simonetta Cattaneo Vespucci, scomparsa all’età di 23 anni e sua musa in diversi capolavori. Scopo di questo grande gesto di liberalità da parte del pontefice sarebbe stato quello di ingraziarsi la famiglia de’ Medici spingendoli a finanziare il completamento della Cappella Sistina. La destinazione campana dell’opera era giustificata dal fatto che la celebre famiglia fiorentina a quel tempo stava acquistando alcune proprietà nella campagna napoletana per avviare una produzione vinicola. Il dipinto fu così destinato alla piccola cappella di Santa Maria delle Grazie, nella periferia gragnanese. E’ questa una ricostruzione che figura anche nella autorevole biografia di Botticelli pubblicata nel 1989 dall’inglese Ronald W. Lightbown, tra i massimi esperti del maestro fiorentino.

FUTURO DI UN CAPOLAVORO

Con il riaccendersi dei riflettori su questo capolavoro, esso è stato preso in consegna dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e affidato alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’area metropolitana di Napoli che ne ha confermato l’autenticità. L’immediatezza del recupero – che il caso ha voluto avvenisse proprio mentre in città si inaugurava l’esposizione temporanea (fino al 31 gennaio 2024) dell’Adorazione dei Magi di Sandro Botticelli, prestato dagli Uffizi al Museo diocesano di Donnaregina – è stata dovuta alle pessime condizioni in cui versa il dipinto. E’ infatti quanto mai urgente un intervento di restauro che consolidi la pellicola pittorica, colpita da molti distacchi e cadute di colore, e consenta di sanare le alterazioni cromatiche dovute a ridipinture e alla ossidazione delle vernici protettive applicate nel corso degli anni. A tale scopo è già certo l’affidamento del dipinto all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma. Circola notizia che terminato il restauro, l’opera sarà esposta a Napoli in modo permanente in un museo da stabilirsi, e ciò sia nel caso che gli accertamenti in corso sulla legittimità della proprietà privata da parte della famiglia Somma dovessero dare esito negativo, con conseguente passaggio del dipinto nel patrimonio dello Stato italiano, sia nell’opposto caso di conferma della suddetta legittimità. A tale notizia si è sovrapposto l’auspicio, espresso in una nota dal Comitato per gli Scavi di Stabia, che il quadro, “dopo gli opportuni restauri e la conclusione del procedimento avviato dal Ministero della Cultura, venga restituito al pubblico ed esposto in un museo dell’area stabiana, a partire dalla Reggia di Quisisana dove già esiste un museo statale. Questo in attesa di un eventuale, auspicabile recupero della originaria cappella di Madonna delle Grazie”.

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