El Sistema di Abreu apre all’opera grazie al pugliese Sergio Monterisi. Nato il nuovo nucleo a Cannes

Immagini delle prove dell'opera "Il Gigante egoista" - Image by El Sstema France - Opera Mediterranée

Immagini tratte dalle prove dell’opera “Il Gigante egoista” (nel secondo riquadro il compositore Sergio Monterisi; nel quinto la regista Magali Thomas) – Image by El Sstema France – Opera Mediterranée

“La musica è la migliore forma di prevenzione contro tutto ciò che può far degradare la vita di un bambino”
José Antonio Abreu

di Redazione FdS

Dare uno strumento musicale ad ogni bambino per allontanarlo dalla delinquenza e offrirgli una prospettiva di vita e bellezza. E’ stato questo il sogno realizzato di José Antonio Abreu, musicista e ministro venezuelano scomparso di recente, il quale muovendo i primi passi nel 1973 in un garage di Caracas, ha dato vita a El Sistema, il programma d’inclusione sociale e di educazione musicale più visionario e audace al mondo. Da allora migliaia di nucleos sono nati in più di 90 Paesi in tutto il mondo e di recente El Sistema ha raggiunto il traguardo simbolico del milionesimo bambino che beneficia del suo insegnamento e dell’inserimento nelle sue orchestre giovanili, oltre ad aver prodotto una generazione di giovani protagonisti della scena musicale mondiale (da Gustavo Dudamel, direttore della Los Angeles Philharmonic Orchestra e pupillo di Claudio Abbado a Diego Matheuz, direttore musicale del Teatro La Fenice di Venezia). Lo slogan “la musica per cambiare la vita” è così diventato la parola d’ordine nei Paesi dallo sviluppo economico e sociale complesso in cui El Sistema si è diffuso, ma si adatta benissimo anche ai ricchi Stati occidentali, in cui negli ultimi anni la cultura (non solo musicale) è stata relegata ai margini della riflessione sulla crescita della società. “Eventi” e grandi nomi hanno preso il posto di una pratica quotidiana che sola può contribuire a quella crescita. In questo scenario, una pedagogia volta alla diffusione più democratica della musica, all’integrazione di bambini provenienti da classi sociali che non hanno reali luoghi di incontro nella società, basata su un insegnamento gratuito intensivo quanto ludico è più che mai una necessità, anche nei Paesi più sviluppati.
 

José Antonio Abreu con i bambini di El Sistema

José Antonio Abreu con i bambini di El Sistema

 
Partendo da queste considerazioni la regista francese Magali Thomas e il compositore e direttore d’orchestra pugliese Sergio Monterisi, forti dell’esperienza maturata in anni di attività artistica al servizio delle giovani generazioni, hanno creato a Cannes El Sistema Opéra Méditerranée, prima struttura del Sud della Francia integrata nella rete internazionale del Sistema Global e del Sistema Europe. A differenza però di tutti gli altri nucleos del Sistema mondiale, focalizzati sull’apprendimento di uno strumento e sulla costituzione di orchestre giovanili, con una attenzione all’attività corale spesso marginale, El Sistema Opéra Méditerranée è il primo nucleo al mondo incentrato integralmente sull’iniziazione al teatro d’opera. All’apprendimento della teoria musicale, della tecnica vocale e del canto corale si affiancano corsi di canto individuali e lunghe sessioni di regia ed espressione teatrale, finalizzati alla creazione di uno spettacolo d’opera a misura di bambino. Oltre al graduale accostamento al repertorio operistico tradizionale, infatti, la “cifra” caratterizzante la struttura di Cannes è quella di puntare alla creazione di una nuova opera ogni anno, al fine di calare i giovani partecipanti (dai 6 ai 13 anni, quasi tutti alla prima esperienza musicale) nel cuore dei processi della creazione artistica, stimolando la loro creatività, il loro senso critico e lavorando quotidianamente, nel corso delle prove, fianco a fianco dei professionisti dell’opera che si offrono con entusiasmo a questa esperienza di trasmissione del sapere maturato in anni di attività artistica.
 
Logo di El Sistema - France

Logo di El Sistema – France

 
La produzione di quest’anno, l’opera per bambini “Il Gigante Egoista” di Sergio Monterisi tratta dal racconto di Oscar Wilde, potrà avvalersi oltre che della regia di Magali Thomas (che firma anche il libretto francese) e della direzione del compositore stesso, della partecipazione di due cantanti professionisti di sicura esperienza, il baritono Richard Rittelmann (nel ruolo del Gigante) e il soprano barese Cristina Giannelli (nel ruolo della Notte), primi “padrini” d’El Sistema Opéra Méditerranée, così come dell’Ensemble di flauti e liuto costituito dai docenti di strumento dei Conservatori di Cannes, Grasse, Vence, Nizza, Villefranche-sur-Mer e Mougins (Caroline Debonne, Carine Messina, Marlène Brisard, Carole Reuge, Tania Castro, Gitte Dulat, Rim Machta).
 
I bambini che saranno protagonisti de 'Il Giagante egoista", insieme al compositore Sergio Monterisi e alla regista Magali Thomas

I bambini che saranno protagonisti de ‘Il Gigante egoista”, insieme al compositore Sergio Monterisi, alla regista Magali Thomas, al soprano Cristina Giannelli e al baritono Richard Rittelmann

 
La scelta dei soggetti degli spettacoli in corso di realizzazione non è casuale: dalla scoperta della magia e del potere dell’immaginazione di Peter Pan (realizzato con grande successo nel 2017 al Palazzo dei Festival di Cannes, che sarà ripreso nei prossimi mesi a Nizza e Draguignan) a Africa, sui testi dei poeti africani della Negritudine, è sempre presente la riflessione sulle drammatiche vicende della contemporaneità e sui possibili antidoti, come quello di restituire all’arte e alla bellezza la centralità nella vita delle persone e la possibilità di “cambiare il mondo”; fino alla storia del Gigante Egoista, che per paura di amare costruisce un muro nel suo giardino ma non può poi resistere al richiamo dell’innocenza dei bambini e lo abbatte, concedendo finalmente loro l’accesso al suo giardino. Un messaggio non da poco nell’epoca di muri che si ergono e gabbie in cui si chiudono i bambini. L’opera andrà in scena all’Espace Miramar di Cannes domenica 1° luglio 2018.

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