Napoli ritrova la sua Fiera del Libro. Incontro con Valentina Barile, scrittrice e organizzatrice

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Valentina Barile, scrittrice e organizzatrice di “Ricomincio dai Libri”, Fiera del Libro di Napoli (29 settembre – 1 ottobre 2017) | Ph. Les Flaneurs

di Carlo Picca

Cari lettori di Famedisud questo mese abbiamo incontrato Valentina Barile, scrittrice e promotrice culturale, per scambiare qualche battuta sulla sua vita e sulle sue attività. Ci soffermeremo in particolare sul suo romanzo, #mineviandanti sull’Appia antica, edito da poco (2016) da Les Flaneurs, e sulla sua attività di organizzatrice di Ricomincio dai Libri, Fiera del libro giunta alla sua quarta edizione in programma a Napoli dal 29 settembre all’1 ottobre 2017. L’evento si svolgerà nel cuore del centro storico, presso l’Ex Ospedale della Pace, in Via dei Tribunali, e vedrà la partecipazione di editori che potranno allestire un proprio spazio espositivo per la vendita e la promozione di libri di autori emergenti e non.

La fiera arriva a Napoli dopo tre edizioni di successo tenutesi a San Giorgio a Cremano e punta ad un ulteriore salto di qualità senza peraltro perdere il suo carattere di manifestazione gratuita realizzata dalle associazioni Librincircolo, La Bottega delle Parole, Parole Alate, e dalla Cooperativa Sociale Sepofà.  Non solo libri però, ma anche teatro, fotografia, danza, arte, reading, workshop di scrittura e lettura, laboratori, concerti ed altri eventi di supporto che trasformeranno la fiera in una vera e propria festa della Cultura. Le associazioni culturali, musicali, teatrali e ludiche godranno di appositi spazi dedicati in cui potranno presentare progetti che, all’insegna della freschezza e dell’innovazione, conferiranno alla fiera un carattere diverso da quello di altri eventi dedicati all’editoria.

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Valentina Barile, #mineviandanti sull’Appia antica (Les Flaneurs ed.)

Valentina, iniziamo dal tuo romanzo. Spiegaci perché un lettore dovrebbe scegliere di leggerlo…

#mineviandanti sull’Appia antica è un diario di viaggio, e già questo dovrebbe incuriosire un lettore, un non lettore, un passante. Il diario di viaggio ha dentro di sé del personale, per cui – almeno per quanto mi riguarda – racconta di più di un viaggio. Una tendenza, una generazione. Non ho mai proposto di comprare il mio libro, ma se dovessi farlo, direi: comprate il mio libro perché parla di una strada importante. Il suo racconto è leggero, semplice. Ci sono cose che vi faranno anche ridere. E forse capirete a chi appartenete.

A fine settembre si terrà la Fiera del libro di Napoli. Un appuntamento imperdibile…perché?

Ricomincio dai Libri è una delle cose che finora mi è riuscita meglio. È il mio orgoglio, è l’orgoglio di otto pazzi che vivono per la cultura. Così abbiamo cominciato, in otto. Oggi siamo cresciuti. Questo è l’anno dei cambiamenti: la quarta edizione sarà a Napoli, nel cuore del centro storico, all’Ex ospedale della pace, in via dei Tribunali. Ricomincio dai Libri è l’unica fiera del libro in Campania; di festival letterari ve ne sono, e anche tanti, ma noi vogliamo mantenere questa identità. Napoli merita attenzione, cura, e dunque, teniamo – e nessuno ci smuove da questo obiettivo – a riportare nel capoluogo quello spazio di incontro tra editori e scrittori che c’era un tempo. Vogliamo che il pensiero della Fiera del Libro ricominci a entrare nell’immaginario collettivo partenopeo. Ricomincio dai Libri ci sarà dal 29 settembre all’1 ottobre. Negli ultimi tempi abbiamo fatto rumore, e si sono accese molte luci su di noi, e di questo siamo assai contenti. Ce lo meritiamo. Napoli se lo merita. Per questo, invito tutti a partecipare.

Parlarci un po’ di te…Se ti dovessi descrivere per i nostri lettori che aggettivi utilizzeresti?

Non amo parlare di me perché mi riesce difficile, non perché non mi piaccia. Lo faccio attraverso le cose. Dove vanno i miei piedi, lì vuol dire che sono. E i miei piedi vanno verso la strada, le persone, la terra. Gli ultimi.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Italo Calvino è per me il maestro della scrittura. Ho lui come riferimento nella letteratura italiana. Ma non è l’unico. Dei miei giorni, Paolo Rumiz rappresenta il nume tutelare del giornalismo letterario italiano. Ne sono completamente impregnata. Non ne vedo altri, seppure vi siano dei bravi narratori (pochissimi). Kerouac, Chatwin, Bouvier, Banana Yoshimoto, Terzani, Tabucchi. Solo per citarne alcuni, tra i più grandi per me.

Cosa è per te la scrittura?

Un mezzo. È il mio mezzo per raccontare quello che vedo, che sento, che tocco. Che amo.

Che progetti hai per il futuro?

Che domanda difficile! Al momento, nel mio futuro ci vedo il viaggio. Sarà che ne sto pianificando un paio. Ma se mi facessi la stessa domanda tra qualche tempo ti risponderei lo stesso. È la mia unica certezza il viaggio, almeno per adesso.

Il complimento più bello e la critica che hai ricevuto e che più ti hanno colpito…

C’è una parola che mi sta a cuore: semplicità. Un principio per me. Un punto di riferimento. Che non mi costa rispettarlo: la semplicità o ce l’hai o non ce l’hai. E sento di stare bene quando le persone la riconoscono nella mia scrittura, nelle mie parole, nelle mie azioni. Ce ne sta un’altra di cosa, invece, che mi sta dando fastidio assai – in riferimento al mio libro –: l’appunto che molti camminatori integralisti fanno riguardo alla mia scelta di non aver percorso tutta la via Appia a piedi. Ma di aver utilizzato un mezzo gommato per la maggior parte del tragitto. Mi piacerebbe spiegare anche in questa circostanza alcuni dettagli che forse troppo spesso sfuggono. Viaggiare a piedi è una benedizione, un privilegio di chi ha il tempo e le risorse per farlo. Sì, perché anche il cammino a piedi, a dispetto di quanto possano millantare gli integralisti, richiede dei sacrifici e un dispendio economico non trascurabile, soprattutto se sei un giornalista indipendente e non hai sponsor che ti sostengano per tutto il viaggio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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