Cucujus cinnaberinus: vive in Sila il rarissimo coleottero del legno

Esemplare di Cucujus cinnaberinus (Scopoli, 1763) - Image by Sila National Park

Esemplare di Cucujus cinnaberinus (Scopoli, 1763) – Image by Sila National Park

di Redazione FdS

Il calabrese Parco Nazionale della Sila, l’antica Hyle dei Greci e la Silva dei Romani celebrata dagli scrittori dell’antichità per le sue immense foreste, prodighe di legname e di conifere da pece, con i suoi quasi 74 mila ettari di territorio posto sotto tutela, è una delle più importanti oasi di biodiversità della penisola italiana. Decima Riserva della Biosfera italiana nella Rete Mondiale dei siti di eccellenza dell’UNESCO e in corsa per ottenere il riconoscimento di bene Patrimonio dell’Umanità, si caratterizza quale ecosistema ideale per una serie di specie faunistiche endemiche come lo scoiattolo nero o il coleottero Agon Tulliaecosì come per specie che in altre zone d’Europa risultano estinte o in via di estinzione, quali la Rosalia alpinabellissimo coleottero azzurro screziato di nero, o il vistoso Cucujus cinnaberinus (Scopoli, 1763), del quale ci occupiamo in questa occasione.

Scoperto per la prima volta dal naturalista italiano Giovanni Antonio Scopoli, che lo descrisse nel suo trattato “Entomologia carniolica. Vindobonae” pubblicato nel 1763, il Cucujus cinnaberinus è presente in Europa centrale, ma rarissimo in gran parte dell’Europa occidentale e meridionale, al punto che già fra gli anni ’80 e ’90 del ‘900 lo si era ritenuto pressoché estinto in tali aree, almeno fino a quando, nel 2008, non ne furono individuati due esemplari in Piemonte. Non a caso oggi compare nella Direttiva Habitat e nella IUCN (International Union for Conservation of Nature) Red List fra le specie a rischio di estinzione ed è presente anche in molte liste nazionali delle specie minacciate. Le pratiche forestali più pericolose per questo coleottero sono la rimozione di legno morto e il taglio di alberi morenti, perché vanno a ridurre l’habitat disponibile e le sue fonti alimentari.

Dotato di una corazza piatta dal gradevole colore rosso-bruno, questo insetto vive infatti sotto la corteccia di varie specie di alberi, in habitat che vanno dalle foreste alle zone in prossimità di aree urbane, e normalmente si nutre di legno in decomposizione, sebbene sia stato visto cibarsi anche di larve di altri coleotteri.

In Sila non si vedeva da circa mezzo secolo. Nel 2008 le popolazioni di Cucujus cinnaberinus dell’Italia meridionale (Campania e Calabria) erano state dichiarate estinte, ma nel 2009, grazie ad Antonio Mazzei e Pietro Brandmayr, ricercatori dell’Università della Calabria, il coleottero è stato nuovamente avvistato nei confini del Parco. La scoperta è avvenuta durante il monitoraggio di specie protette nell’ambito del piano di gestione del Parco ed ha consentito di rilevare la presenza di abbondanti popolazioni di questo coleottero in siti con una ben sviluppata presenza di Pino laricio e una elevata disponibilità di tronchi caduti di questa sottospecie del Pinus nigra nonché albero simbolo del Parco e dell’intera Calabria. Gli studiosi ritengono che le oscillazioni climatiche possano aver giocato un ruolo determinante nella ricomparsa del coleottero. Ad ogni modo, si è trattato di una scoperta di grande rilievo perché questo insetto è considerato un importante “bioindicatore”, la cui presenza segnala il buono stato di salute dell’ambiente.

Durante il Congresso Nazionale Italiano di Entomologia del 2011, il Cucujus cinnaberinus è stato indicato fra gli elementi “da monitorare prioritariamente per ottimizzare una prassi di conservazione di biotopi forestali che si vogliano implementare con necromasse legnose, necessarie allo sviluppo di organismi saproxilici e di tutti gli elementi tipici della catena alimentare”.  Una scelta che, come è stato evidenziato, “potrebbe costituire un valido biotest per la selvicoltura ecosistemica”, ossia “una nuova proposta selvicolturale” che “tende a dare maggiore valore alla capacità portante dell’ecosistema foresta ed al ruolo della fauna forestale”.

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Bibliografia:

A. Mazzei, T. Bonacci, E. Contarini, T. Zetto, P. BrandmayrRediscovering the ‘umbrella species’ candidate Cucujus cinnaberinus (Scopoli, 1763) in Southern Italy (Coleoptera Cucujidae), and notes on bionomy, in Italian Journal of Zoology, Vol. 78, 2011, pp. 264-270

A. Mazzei, T. Bonacci, E. Contarini, T. Zetto, La biodiversità ritrovata: Cucujus haematodes e Cucujus cinnaberinus (Coleoptera, Cucujidae) nel Parco Nazionale della Sila e la loro potenzialità come bioindicatori della selvicoltura, in Atti, XXIII Congresso Nazionale Italiano di Entomologia 13-16 Giugno 2011

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