Spezzano Albanese punta su archeologia, astronomia e letteratura ed è un successo

Un momento di “E quindi uscimmo a riveder le stelle…”, Torre Mordillo (Spezzano Albanese)

di Redazione FdS

L’estate di Spezzano Albanese, borgo arbereshe in provincia di Cosenza, ha avuto momenti di punta la scorsa settimana grazie a tre eventi culturali incentrati sulle risorse storiche e paesaggistiche del territorio, con una interessante risposta di pubblico, fortemente indicativa del potere attrattivo della cultura, a palese smentita di chi considera la proposta di mediocri forme di intrattenimento come l’inevitabile cifra di questo periodo storico. Si è cominciato il 21 luglio con l’affollata inaugurazione, presso lo storico Palazzo Luci, della mostra temporanea “Abitare la Sibaritide nell’Età del Bronzo”, aperta fino al prossimo dicembre; un’esposizione che, attraverso reperti, ricostruzioni e apparati scientifici e divulgativi, intende contribuire alla valorizzazione del patrimonio archeologico locale, raccontando storie plurimillenarie che parlano al nostro tempo; un viaggio nel tempo che non solo svela le tracce di una comunità antica radicata nell’entrottera dell’Alto Jonio calabrese, ma celebra anche le connessioni culturali che hanno plasmato il Mediterraneo.

La mostra, che per Spezzano sembra preludere a un percorso per rientrare in contatto con il proprio patrimonio archeologico oggi disseminato in vari musei della Calabria, è stata organizzata in concomitanza con la nuova campagna di scavi condotta, presso il locale sito di Torre del Mordillo, da una missione archeologica internazionale guidata dalla prof.ssa Ilaria Battiloro (Mount Allison University, Canada) e dal ricercatore Mattia D’Acri (Princeton University, USA). Dopo una ricognizione di superficie nel 2023, le campagne di scavo 2024 e 2025 hanno permesso di localizzare un’area abitativa dell’Età del Bronzo, con la restituzione di reperti e preziose informazioni sulla vita quotidiana di un insediamento italico che precede di secoli l’avvento dei Greci di Sibari ma già ben inserito in una rete di scambi culturali e commerciali con il mondo mediterraneo. La campagna archeologica di quest’anno ha offerto un Open Day che il 23 luglio scorso ha permesso di assistere sul campo allo scavo e al prelievo di alcuni reperti che andranno a comporre il quadro conoscitivo dell’insediamento individuato: eccellente la risposta del pubblico che in un tardo pomeriggio ancora assolato ha popolato il pianoro di Torre Mordillo scoprendo con curiosità e interesse autentici una realtà antica di circa 4 mila anni, fatta di oggetti e usi che appartengono al DNA culturale dell’uomo di ogni tempo.

Il 25 luglio ha visto Torre Mordillo diventare lo scenario mozzafiato di “E quindi uscimmo a riveder le stelle…”, serata dedicata alla letteratura e all’astronomia, aperta dai saluti del sindaco Ferdinando Nociti e dell’Assessore all’Archeologia Giuseppe Liguori e proseguita con il dotto intervento della prof.ssa Teresa Ciliberti (Direttrice del Museo della Memoria di Ferramonti di Tarsia) dedicato ad un Giacomo Leopardi che, appena quindicenne, compose la sua straordinaria Storia dell’Astronomia, nella quale ripercorse le tappe evolutive di tale disciplina dalle origini fino ai risvolti scientifici a lui contemporanei; un intervento che ha consentito alla relatrice di affascinare con passione e competenza il folto pubblico presente sotto il cielo stellato di Torre Mordillo; cielo che subito dopo – spenta ogni luce artificiale – è stato altrettanto sapientemente illustrato col suo puntatore laser dalla prof.ssa Domenica Mortati (docente del Liceo Classico di Castrovillari), che ha coinvolto il pubblico in un excursus su miti e costellazioni del cielo estivo, ripercorrendo quelle immaginifiche simbologie dietro le quali gli antichi amavano celare le leggi che animano l’Universo. Gli intermezzi musicali di Adriano Mandato e della AMS & Art Band hanno fatto da ideale ponte tra pensiero antico e mondo contemporaneo, mentre al giornalista Enzo Garofalo (Famedisud.it, Terredamare) è stato affidato il compito di moderare la serata.

L’iniziativa, giunta quest’anno alla sua 4a edizione, è ormai diventata un appuntamento fisso e sempre più apprezzato dal pubblico, riuscendo a tracciare un sentiero virtuoso lungo il quale è quanto mai auspicabile proseguire.

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