S. Giovanni alle Catacombe, una poesia in pietra scritta dal Tempo e dall’Uomo

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Sicilia – Facciata della Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa – Ph. Scott Wylie

Sicilia – Facciata della Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa – Ph. Scott Wylie | CCBY2.0

di Redazione FdS

Il viaggiatore curioso che si rechi a visitare Siracusa, una delle più belle città affacciate sul Mediterraneo, scrigno prezioso di una storia plurimillenaria, non può astenersi dal raggiungere l’Akradina, uno dei 5 quartieri della città antica (Ortigia, Akradina, Tike, Neapolis, Epipolis, la cosiddetta ‘pentapoli’)  il cui nome significava “Terra dei peri selvatici”. Esso si estendeva a nord di Ortigia sino alla costa est, dove oggi si trovano le circoscrizioni di Grottasanta e Santa Lucia, ed era separato da Tike dalle mura dette ‘di Gelone’ (attualmente nei pressi della via Mazzanti). Qui si trovano un luogo e un edificio che sembrano usciti da uno di quei poetici acquerelli che i viaggiatori stranieri del ‘700 usavano abbozzare durante le loro peregrinazioni in terra di Sicilia, affascinati dalle millenarie tracce di civiltà della grande isola del Mediterraneo: è la chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, situata sul luogo dove fu sepolto il protovescovo di Siracusa, san Marciano, martirizzato sotto Gallieno e Valeriano (metà del III secolo).

Nella morbida luce di un tardo pomeriggio estivo la chiesa si mostra in tutto il suo fascino arcaico, semplice e al tempo stesso complessa come un palinsensto su cui il Tempo e l’Uomo abbiano scritto e riscritto più volte: la facciata sud distrutta dal terremoto del 1693, appare ricostruita nel ‘700 con notevoli modifiche che coinvolgono anche il portico per la cui ricostruzione furono usati elementi quattrocenteschi. A sinistra si nota invece l’antica facciata normanna contrassegnata dal rosone e dal portale decorato. Sono questi gli interventi umani cronologicamente più avanzati in un luogo che in età greca classica ospitava una latomia (cava di pietra) nella quale in età tardo ellenistica fu poi installata un’officina di vasai pertinente ad un’area cultuale pagana, mentre in età tardo-imperiale fu trasformata in area cimiteriale cristiana in uso almeno fino al 423. Attorno alla metà del VI secolo il sepolcreto fu manomesso per far posto alla cripta di S. Marciano che doveva accogliere il sarcofago con le reliquie del santo. Così sopra la cripta fu edificata la chiesa absidata, a tre navate, suddivisa da 12 colonne di tipo dorico (con allusione al numero degli apostoli), in modo che la sepoltura del Santo si trovasse in asse con l’altare, posto al centro della navata e limitato da una balaustra.

Dopo le devastazioni di età araba, la chiesa subì una serie di mutamenti col rifacimento dei muri perimetrali, il prolungamento con semicolonne dei pilastri dell’abside e della facciata, la riduzione a 10 del numero delle colonne e l’inclinazione del pavimento in direzione della facciata. Nel 1428, addossata alla parete nord, venne costruita una cappella rettangolare, preceduta da portico. Caduto in disuso, l’edificio fu concesso nel 1630 ai Carmelitani di Montesanto che inserirono all’interno una nuova struttura diversamente orientata (N-S) che occupò lo spazio delle prime due campate della chiesa preesistente. Il terremoto del 1693 che colpì la Sicilia orientale, causò gravi danni riparati nel 1705-6, quando il portico oggi visibile fu ricostruito con materiale di spoglio. Nucleo simbolico di questo antichissimo luogo di culto rimane la cripta di San Marciano posta sotto la chiesa, che ha accolto il corpo del primo vescovo fino a quando – a causa dell’invasione araba –  le ossa furono traslate a Gaeta. Nella cripta, dove nel 61 secondo la tradizione avrebbe predicato l’apostolo Paolo ed oggi luogo religioso frequentato da Cattolici e Ortodossi, si trova il sepolcro in muratura del Santo, con la piccola apertura attraverso la quale si poteva stabilire un contatto con le sacre reliquie. In età normanna lo spazio centrale attorno all’altare fu modificato con 4 pilastri che hanno incorporato i capitelli di altrettante colonne con i simboli degli Evangelisti e iscrizioni del Vangelo. Si effettuò allora anche la pavimentazione, resti della quale sono ancora visibili. Sulle pareti si possono notare tracce molto lacunose di pitture. Dal piano della Basilica si ha inoltre la possibilità di scendere a sinistra per visitare le Catacombe di San Giovanni, le più recenti fra quelle siracusane (315-360) e in uso fino alla fine del V sec.

S. Giovanni alle Catacombe rimane uno dei luoghi di maggior fascino nel contesto di un tour siracusano che non voglia limitarsi solo all’esplorazione della città barocca e dell’area archeologica più universalmente note. E’ una sorta di anello di congiunzione fra la Siracusa più antica, colonia greca fra le più attive ed agguerrite del Mediterraneo, e la Siracusa cristiana passata attraverso alterne vicende che l’hanno messa a confronto con l’avvento di nuove civiltà e nuovi regni di cui questo edificio conserva visibili tracce a chi sappia ben coglierle.
 

Siracusa: San Giovanni alle Catacombe

1. Sicilia - Facciata della Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa - Ph. Scott Wylie | CCBY2.0

Siracusa: San Giovanni alle Catacombe

2. Scorcio dell'interno del complesso della Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa - Ph. Sailko | CCBY-SA3.0

Siracusa: San Giovanni alle Catacombe

3. Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa - Ph. Davide Mauro | CCBY-SA2.5

Siracusa: San Giovanni alle Catacombe

4. Part. del portico e della facciata della Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa - Ph. Verity Cridland | CCBY2.0

Siracusa: San Giovanni alle Catacombe

5. Resti di una parte della Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa - Ph. Verity Cridland | CCBY2.0

 
Image credits: Ph. 1 Scott Wylie | CCBY2.0; Ph. 2 Sailko | CCBY-SA3.0; Ph. 3 Davide Mauro | CCBY-SA2.5; Ph. 4-5 Verity Cridland | CCBY2.0

Chiesa di S. Giovanni alle Catacombe, Siracusa
via S. Giovanni alle Catacombe
Aperto tutti i giorni dalle ore  9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,30 alle ore 17,30 (16.30 ora solare)
Ingresso Catacombe: Biglietto € 6,00 – Ridotto   € 3,00 – Ridotto scolastico € 2,00

IL LUOGO

 
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