Riaperta a Pompei la splendida Villa dei Misteri. Franceschini: «A Pompei abbiamo voltato pagina». Le immagini dopo il restauro

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Campania - Particolare del grande affresco dionisiaco della Villa dei Misteri, Pompei (Napoli), I° sec. a.C. - I° sec. d.C.  - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo | Photogallery a centro pagina

Campania – Particolare del grande affresco dionisiaco della Villa dei Misteri, Pompei (Napoli), I° sec. a.C. – I° sec. d.C. – Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo | Photogallery a centro pagina

di Redazione FdS

Il Parco Archeologico di Pompei è avviato a cambiare pagina. A dirsene convinto è il Ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini nel comunicare la riapertura della splendida Villa dei Misteri di Pompei, chiusa per restauri a partire dal marzo 2013. Gli ultimi interventi di restauro sono iniziati durante lo scorso novembre 2014. All’inaugurazione di oggi erano presenti numerosi cronisti nazionali oltre a diversi rappresentanti della stampa estera, a conferma della grande eco in tutto il mondo di qualunque fatto riguardi gli scavi di Pompei, sito inserito fra i beni culturali considerati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

“Oggi è un giorno davvero importante per Pompei - ha dichiarato il ministro Franceschini – l’Italia restituisce al mondo altre meraviglie. Abbiamo alle spalle un anno di lavoro straordinario. Abbiamo chiuso tre cantieri, altri tredici sono aperti, nove gare sono già avviate e quest’anno a vario titolo abbiamo assunto 85 persone. I visitatori – prosegue – nel 2014 sono aumentati di 200mila. Abbiamo in programma moltissime iniziative anche in occasione dell’Expo. Sappiamo che il mondo guarda con puntigliosa attenzione quel che avviene a Pompei. Oggi l’Italia è orgogliosa di dire al mondo: a Pompei abbiamo voltato pagina'”. Franceschini ha quindi precisato che il lavoro di tutela e restauro a Pompei sarà “perenne”, e che accanto ad esso “si sta ragionando anche sui servizi e sulle strutture di accoglienza, viabilità, trasporti e alberghi. Ne parliamo anche con il sindaco”.

“Si sta lavorandoha precisato il ministroper rafforzare il personale ed introdurre nuove tecnologie e anche per garantire maggior sicurezza e combattere i furti”. A quest’ultimo proposito il direttore generale del Grande Progetto Pompei, Giovanni Nistri ha sottolineato che  il 4 marzo scorso è stato firmato il contratto per la videosorveglianza, i cui lavori inizieranno nella terza decade del mese.

“Le risorseha proseguito - sono un fattore importante per Pompei, che siano quelle della Comunità Europea o quelle italiane. Ritengo che alla fine del piano dei 105 milioni di euro già stanziati e dopo aver dato alla Comunità prova di aver lavorato e speso bene le risorse messe a disposizione, faremo nuove richieste all’Ue, gestite sempre dal Grande Progetto Pompei. Nel frattempo –  svela il Ministro – ci sono attenzioni anche da sponsor privati, grazie anche all’introduzione dell’Art Bonus. Ma siccome gli accordi non sono ancora definitivi gli accordi, per ora non aggiungo altro. Ma sono sicuro che saranno definiti presto. Le risorse private potranno integrare quelle pubbliche, ma non sostituirle”.

“In occasione della restituzione ai visitatori italiani e stranieri della Villa dei Misteriha aggiuntoregistro con soddisfazione e orgoglio che ci sono miglioramenti molto importanti nello stato di conservazione dell’intero sito archeologico di Pompei e nella sua gestione. Nell’ultimo anno, grazie al forte impegno della Soprintendenza e della Direzione del Grande Progetto, l’Italia ha compiuto sforzi considerevoli. Come recentemente riconosciuto dall’Unesco – ha proseguito il Ministro – i risultati sono ‘tangibili e significativi’ dal momento che sono state eseguite sostanziali opere di restauro, principalmente nel contesto del Grande Progetto Pompei ma anche nell’ambito del programma di manutenzione ordinaria. Tutto questo è stato possibile grazie a un lavoro intenso, scrupoloso e metodico. Ci aspettiamo ancora grandi fruttiha concluso il ministrodall’opera appassionata e capace di chi è quotidianamente al lavoro sul pieno recupero degli scavi, ma il bilancio di quest’anno è positivo: c’è stato un vero e proprio cambio di passo e questo ci fa guardare con ottimismo alla rinascita di Pompei”.

Ed in effetti l’ultimo report dell’UNESCO sulla situazione di Pompei sembra premiare gli sforzi per dare un assetto più efficace all’azione di salvaguardia di uno sei siti archeologici più amati e visitati del mondo. Il report dell’ispezione Unesco promuove l’azione del Governo, della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia e della Direzione Generale Grande Progetto Pompei e raccomanda l’estensione temporale del Grande Progetto almeno al 2016 per garantire migliori standard di lavoro e supervisione.

Ci sono miglioramenti tangibili e significativisi legge nel rapporto UNESCOnello stato di conservazione di Pompei. L’Italia ha compiuto sforzi considerevoli nell’adottare le raccomandazioni dell’Unesco World Heritage Committee. Soprattutto è chiaro che si è dato il via a gran parte delle iniziative annunciate. Sono state eseguite sostanziali opere di restauro sul sito, principalmente nel contesto del Grande Progetto Pompei ma anche nell’ambito del programma di manutenzione ordinaria. Ci sono lavori in corso in nove delle tredici domus identificate a rischio nel 2013. Invitalia e Ales, aziende sostenute dal Governo, hanno fornito rispettivamente risorse professionali aggiuntive e ulteriore personale di custodia.

La gestione del sito – si legge in un altro passaggio – è stata riorganizzata creando una speciale Soprintendenza autonoma per Pompei, Ercolano e Stabia. Ciò significa che gli sforzi possono essere concentrati sui monumenti vesuviani, senza dover avere a che fare con il museo nazionale di Napoli e tutti gli altri siti archeologici della provincia di Napoli”.

La missioneriporta ancora il rapportoha salutato positivamente questi progressi e considera superata ogni questione riguardo l’iscrizione del sito nella lista del patrimonio mondiale in pericolo […] ha constatato nei quattro giorni di attenta visita un cambiamento profondo nel comportamento della nuova Soprintendenza di Pompei. […] Abbiamo verificato che quest’anno ha preso il via un’attività sia efficace che saggiamente programmata in molti luoghi del sito bisognosi di un rapido intervento. […] Queste realizzazioni dimostrano chiaramente che allorquando si stabilisce correttamente la programmazione, il bilancio è gestito con efficacia e il personale qualificato è disponibile i lavori di restauro e di valorizzazione di una domus, per quanto sia danneggiata, divengono possibili in dei tempi ragionevoli. ” [SEGUE DOPO LA PHOTOGALLERY]

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Satiro della Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Lavori di restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Lavori di restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Lavori di restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Lavori di restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Lavori di restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Lavori di restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Lavori di restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Part. del grande affresco della Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Part. dell'affresco di Villa dei Misteri, prima del restauro - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Dopo il restauro - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Affreschi della Villa dei Misteri, prima del restauro - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

Dopo il restauro - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Riapre a Pompei la Villa dei Misteri

La sala del triclionio dopo il restauro, Villa dei Misteri, Pompei (Napoli) - Ph. Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

LA VILLA DEI MISTERI

Scoperta parzialmente nel 1909- 1910 e compiutamente nel 1929- 1930 ad opera di Amedeo Maiuri, il complesso è un esempio mirabile di commistione tra villa d’otium e villa rustica, appartenuta forse alla famiglia degli Istacidii, fra le più importanti della Pompei di età augustea. Presenta, secondo gli studi più aggiornati, un impianto architettonico risalente al I secolo a. C. con successive trasformazioni fino al momento dell’eruzione (79 d.C.).

L’odierno assetto della villa si deve agli interventi che hanno avuto luogo in seguito al terremoto del 62 d.C., quando si avviò la conversione dell’edificio da villa residenziale a complesso agricolo e produttivo (vino). Al momento dell’eruzione del 79 d.C., erano in corso lavori di adeguamento della struttura da parte dell’ultimo proprietario.

Il lussuoso quartiere residenziale si trova sul lato ovest e si affacciava sul mare, impostandosi su un suggestivo asse prospettico costituito in sequenza da atrio, tablino e sala di soggiorno chiusa in fondo da una panoramica esedra semicircolare fenestrata.

Dal soggiorno con esedra si accede, attraverso un passaggio laterale, alla sala dei Misteri (riti iniziatici). Il nome della villa si deve agli affreschi che ornano questo triclinio.

LA SALA DEI MISTERI

Uno straordinario ciclo pittorico (megalografia), ampiamente discusso dagli studiosi, occupa la fascia mediana della sala, al di sopra di uno zoccolo decorato a finto marmo che funge da podio. La scena è dominata dalla coppia divina posta al centro della parete di fondo, in cui si identificano Dioniso e Afrodite (o Arianna). Le scene che convergono dalle pareti laterali verso il centro si incentrano su due temi interrelati, da un lato il mondo di Dioniso e l’iniziazione ai suoi Misteri, dall’altro la preparazione della fanciulla alle nozze (come mostrano le scene poste sulle pareti che inquadrano l’ingresso: da un lato la toletta di una sposa; dall’altro una donna ammantata seduta, forse la domina).

Il culmine della tensione narrativa è raggiunto nella scena rituale in cui una donna inginocchiata scopre il fallo, mentre un personaggio alato è intento alla flagellazione rituale mentre una menade del corteggio di Dioniso danza.

I “Misteri”

Nei riti dionisiaci, caratterizzati dall’ebbrezza del vino, dalla musica, dalla danza, satiri e baccanti, alter ego mitici degli adepti, raggiungevano uno stato di trance. L’esito del rito era anticamente collegato alla vendemmia ed era il temporaneo ritorno dell’adepto ad una condizione naturale e animalesca in cui la caccia e lo sbranamento di un animale selvaggio erano il coronamento finale.

Nel mondo italico la devozione a Bacco, dio del vino, ha radici profonde e si accompagna alla diffusione dei cosiddetti Baccanali, festività tramutate in veri e propri riti orgiastici. Il dio veniva invocato nelle cerimonie, e ai partecipanti era dato di evadere dalla realtà attraverso l’ebbrezza del vino, avvicinandosi così idealmente alla sfera divina.

Nel 186 a.C. il Senato Romano, per porre freno all’inarrestabile diffusione di queste manifestazioni di tipo misterico estranee alla religione ufficiale di Stato e destabilizzanti per l’ordine pubblico, emanò un’ordinanza, il Senatus consultum de Bacchanalibus, che ne vietava di fatto lo svolgimento. Il culto di Bacco era destinato ad ogni modo a continuare, e Pompei ne ha restituito tracce significative sino alla sua distruzione. Una straordinaria testimonianza della complessità di tali riti e dell’intreccio stretto con quello di Afrodite-Venere (in particolare per le cerimonie nuziali) è rappresentata dal ciclo degli affreschi del triclinio della Villa dei Misteri.

GLI INTERVENTI DI RESTAURO

Gli interventi di restauro, finanziati con fondi ordinari della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia per un importo di circa 900.000 euro, sono iniziati nel maggio del 2013 e hanno interessato tutti gli apparati decorativi, mosaici e pitture, degli oltre 70 ambienti in cui si articola la Villa.

I lavori sono stati organizzati in lotti per consentire la visita del pubblico nelle aree non interessate dal cantiere, evitando così che un edificio tanto importante non fosse fruibile per un periodo molto lungo.

Nel corso degli anni, a partire dallo scavo degli anni Trenta, le pitture e i pavimenti di Villa dei Misteri sono stati oggetto di frequenti interventi di “micro-restauro” e manutenzione, eseguiti secondo criteri ritenuti allora corretti e di grande efficacia, ma che nel tempo hanno rivelato esiti problematici, come ad esempio l’utilizzo di cera sulle pareti, che le ha sì protette, ma al tempo stesso scurite.

I lavori, ora conclusi, sono stati preceduti da una puntuale campagna di indagine preliminare, volta all’identificazione e caratterizzazione dei materiali (elementi che compongono i dipinti, malte utilizzate per gli strati preparatori, elementi costitutivi dei pigmenti), delle tecniche pittoriche, della natura delle alterazioni cromatiche e delle incrostazioni prodottesi negli anni, studiando il manufatto antico attraverso il confronto nel tempo delle immagini dei decori.

Nello specifico sono state eseguite: termografia a infrarossi (IR), GPR (Ground Penetrating Radar), misure ad ultrasuoni, esame XRF, spettroscopia Raman. Indagini non distruttive per identificare la qualità del pigmento, i distacchi e le crepe all’interno degli strati preparatori dei dipinti, e per analizzare inoltre il degrado dei decori, al fine di individuare le soluzioni più idonee per contenere o arrestare gli effetti dei processi di deterioramento.

Interventi di consolidamento hanno invece interessato tutti gli intonaci e i pavimenti con tessere, in cocciopesto e lavapesto. Le lacune visibili sono state completamente integrate con stuccature di sacrificio, che hanno unito esteticamente i frammenti separati e consolidato le porzioni di intonaco senza iniettare sostanze estranee, nonché assorbire l’eventuale umidità di risalita.

La conservazione delle pitture è stato il principale obiettivo degli interventi, per tanto si sono mantenuti gli ultimi strati di cera, che garantiscono nel tempo una buona aderenza dei pigmenti decoesi al supporto e lo difendono dall’ossidazione. La pulitura tradizionale, finalizzata alla rimozione di strati superficiali di cera, è stata realizzata con sostanze assorbenti e solventi, oltre a impacchi localizzati in piccole porzioni per la rimozione di alterazioni chimiche di degrado.

I restauri hanno interessato anche il noto ciclo di pitture che ha reso famosa la Villa dei Misteri, sul quale in via innovativa è stata applicata una tecnologia d’avanguardia di pulitura mediante strumentazione laser.

Questa tecnica, per la prima volta applicata a una serie così estesa e importante di affreschi, costituisce una valida alternativa per le superfici estremamente sensibili agli agenti chimici e meccanici. L’utilizzo del metodo laser consente tra l’altro un’efficiente rimozione dei diversi strati protettivi utilizzati nel tempo, dimostrandosi un valido complemento alla pulitura chimica e meccanica.

La campagna di diagnostica è stata condotta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’ Università di Modena e Reggio Emilia, il Dipartimento di Diagnostica per i Beni Culturali dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, la Christian-Albrechts Universitaet di Kiel (Germania) e con il chimico Andrea Rossi.

Un ruolo rilevante nei restauri è stato ricoperto da chimici, fisici e archeologi, che hanno contribuito in vario modo a migliorare la conoscenza dei manufatti. Queste figure professionali sono state di costante supporto per lo sviluppo dell’intervento, affiancando in ogni momento l’attività e la sensibilità del restauratore.

Per la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia hanno svolto un ruolo determinante il Soprintendente Massimo Osanna; la responsabile del procedimento Grete Stefani; il direttore dei lavori Stefano Vanacore; il direttore operativo Manuela Valentini.

SCARICA IL RAPPORTO SULLO STATO DEI LAVORI DEL GRANDE PROGETTO POMPEI

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