Napoli: il sepolcro di Don Pedro da Toledo

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Sepolcro don Pedro da Toledo 1

Napoli – Immagine della parte anteriore del sarcofago di Don Pedro da Toledo: in alto le due statue inginocchiate raffiguranti Don Pedro e la sua prima moglie, Maria Osorio y Pimentel, marchesa de Villafranca, con un elmo posto tra i due personaggi. La figura femminile a sinistra è la Temperanza, mentre quella a destra, con l’elmo, è la Fortezza, ossia due della 4 Virtù Cardinali. Nella zona centrale vi è un’iscrizione che riporta come data il 1570, ovvero l ‘anno in cui è stata conclusa l’opera – Pontificia Reale Basilica di San Giacomo degli Spagnoli – Ph. © Ciro La Rosa – FdS: Per gentile concessione dell’Autore

di Redazione FdS

A NAPOLI IL CAPOLAVORO DI GIOVANNI DA NOLA

Presso la Pontificia Reale Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, una chiesa situata nel centro storico di Napoli, in piazza Municipio, all’interno del palazzo San Giacomo, si trova il monumento funebre dedicato a Don Pedro de Toledo y Zúñiga (1484 – 1553) che fu marchese consorte di Villafranca e dal 1532 al 1553 viceré di Napoli per conto di Carlo V d’Asburgo.

Il suo arrivo a Napoli nel settembre del 1532 segnò una svolta fondamentale nella storia del Regno e della sua capitale. I 20 anni della sua amministrazione furono caratterizzati da un riassetto politico-sociale e da importanti mutamenti economici e urbanistici. Don Pedro trasformò la città di Napoli rendendola una delle roccaforti dell’Impero Spagnolo: simbolo della ricostruzione e del nuovo ruolo assunto dalla città fu il Castel Sant’Elmo, i cui cannoni dominavano la città.

Parlando del suo sepolcro, ci riferiamo a uno degli esempi più significativi della scultura rinascimentale nella città sul Golfo, opera di cui è autore in gran parte Giovanni da Nola (1488-1558) scultore e architetto campano che operò nel XVI secolo principalmente a Napoli. Questo straordinario sepolcro – cenotafio pare contenga solo le spoglie della consorte di Pedro, María Osorio y Pimentel e del figlio Garzia. Ciò perché – sebbene il monumentale sepolcro fosse stato commissionato dallo stesso don Pedro quando era ancora in vita (intorno al 1550) – la sua costruzione fu completata solo nel 1570 mentre il decesso del vicerè avvenne a Firenze nel 1553. Di conseguenza il sepolcro non fu destinato ad accoglierne le spoglie in quanto non ancora terminato. Così il nobiluomo fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze.

Il monumento, che si trova dietro l’altare dell chiesa che lo custodisce, è di forma quadrata, con un basamento decorato e con quattro capitelli corinzi agli angoli su cui poggiano le statue allegoriche delle quattro Virtù Cardinali: la Temperanza, la Prudenza, la Fortezza e la Giustizia. Le quattro sculture sono attribuite a Annibale Caccavello e Giovanni Domenico D’Auria. Al di sopra del sarcofago, si vedono poggiate due statue inginocchiate raffiguranti Don Pedro e la sua prima moglie, Maria Osorio y Pimentel, marchesa de Villafranca, con un elmo posto tra i due personaggi. Sui basamenti posti al livello delle statue, vi sono scolpiti gli stemmi familiari delle due personalità.

L’intero blocco, è caratterizzato nella parte centrale da quattro bassorilievi (uno per lato). Nella parte anteriore vi è un’iscrizione che riporta come data il 1570, ovvero l ‘anno in cui si è conclusa l’opera.

L’incisione recita:

«PETRVS TOLETVS
FRIDERICI DVCIS ALVE FILIVS
MARCHIO VILLE FRANCHE REG.NEAP.PROREX
TVRCAR.HOSTIVMQ.OMNIVM SPE SVBLATA
RESTITVTA IVSTITIA VRBE MENIIS ARCE FOROQ
AVCTA MVNITA ET EXORNATA DENIQ TOTO REG DI VITIIS
ET HILARI SECVRITATE REPLETO MONVMENTVM
VIVENS IN ECCLESIA DOTATA
ET AFVNDAMENTIS ERECTA PON MAN
VIXIT ANN.LXXIII REXIT XXI OB.MDLIII VII KL.FEBRVARII
MARIE OSORIO PIMENTEL CONIVGIS CLARIS IMAGO
GARSIA REG.SICILIE PROREX MARISQ.
PREFECTVS PARENTIB.OPT.P.MDLXX»

Lungo la facciata laterale sinistra, vi è un bassorilievo che rappresenta la Battaglia di Otranto del 1538, nella quale il viceré spagnolo si recò con le sue truppe in Puglia con il figlio Garzia e l’ammiraglio Doria per scacciare i turchi che tentavano di conquistare la cittadina pugliese. Nel bassorilievo sono mostrate scene di battaglia, un gruppo di cristiani fatti prigionieri dai turchi e Don Pedro a cavallo.

L’altro bassorilievo laterale (a destra rispetto al fronte), invece, mostra la Vittoria di Baia del 1544, contro il pirata Barbarossa, che tentava di conquistare Ischia e Pozzuoli. Nella scena sono visibili al centro il castello aragonese e sullo sfondo l’isola di Procida.

L’ultima scena, posta nella parte posteriore del sarcofago, mostra i festeggiamenti in onore dell’imperatore Carlo V in visita a Napoli nel 1535. Nella scena è presente Don Pedro che aspetta a porta Capuana l’imperatore, quest’ultimo circondato da un corteo in festa.

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