In alto i calici a “Radici del Sud”, Salone dei vini da vitigni autoctoni meridionali

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La siciliana Angela Galia della Vero Vini di Paceco (Trapani), è una delle tante donne premiate in questa edizione di Radici del Sud – Masseria Caselli, Carovigno (Brindisi) 9 giugno 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello
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di Ferruccio Cornicello

Si è conclusa domenica 9 giugno con la Cena di Gala “Stelle a Sud” nello splendido scenario del Resort Masseria Caselli a Carovigno (Brindisi) la cinque giorni di RADICI DEL SUD 2013, da quest’anno diventato Salone dei Vini Autoctoni Meridionali. Nato nel 2005 da una felice intuizione di Nicola Campanile, Patron di Radici Wines e dell’Associazione ProPapilla – Tourism Wine&Food, dall’apporto nel tempo dei qualificati componenti il suo Staff Manila Benedetto e Giuseppe Barretta, nonché dalle collaborazioni di esperti del calibro di Luciano Pignataro e Franco Ziliani, il festival annuale RADICI DEL SUD, giunto quest’anno alla sua 8ª edizione, è divenuto ormai un punto di riferimento per la promozione e la internazionalizzazione della vitivinicoltura da vitigni autoctoni delle regioni italiane meridionali.

L’Italia è un’area del territorio europeo che vanta una straordinaria base ampelografica, di grande importanza per la biodiversità, salita a circa 600 varietà native individuate. Coltivazione della vite e produzione del vino hanno una loro antica sorgente orientale – la copiosa variabilità genetica e grande abbondanza di varietà e di viti selvatiche unitamente ad altre tracce daterebbero la produzione del vino a 5000 anni a.C. nella regione a Nord del Caucaso nella moderna Giorgia e antica Colchide – più precisamente da attribuire ai territori culla dell’agricoltura, ossia la “Mezzaluna Fertile” del Medio Oriente, regione storica che include la Mesopotamia, il Levante e l’Antico Egitto. Se Fenici prima e Greci poi diffusero la coltura della vite in tutto il bacino del Mediterraneo, fu soprattutto durante l’Impero Romano che avvenne la penetrazione della coltura all’interno del continente europeo e Roma divenne di fatto Caput Vini. Di recente un gruppo di autorevoli esperti ha scoperto che ben 78 vitigni coltivati oggi in Europa hanno un antico genitore comune, il vitigno affidato dall’Imperatore romano Marco Aurelio Probo (Sirmio 232-282) alle sue legioni. In aggiunta, nuovi studi basati sull’analisi del DNA considerano almeno in parte indigene l’origine delle varietà europee.

Ricca, articolata e qualificata è stata l’edizione di questo primo 1° Salone dei Vini Autoctoni Meridionali. A partire dalla presenza di numerosi esponenti stranieri del variegato mondo enologico provenienti dall’Australia, dagli Usa, dall’Inghilterra e dalla Danimara piuttosto che dalla Cina, nazione al suo debutto, solo per citare alcuni Paesi. Ad impreziosire gli ambienti sin dall’ingresso al Relais Masseria Caselli di Carovigno, scelta quest’anno come location per questa ottava edizione di RADICI DEL SUD, una serie di installazioni pensate dagli organizzatori in chiave di connubio tra mondo enoico e manifestazioni artistiche e di cultura materiale ad esso legate. Tra gli altri, quello dedicato alla ceramica del vino e in particolare alla produzione artigianale della vicina e rinomata Grottaglie (Taranto), con esemplari appartenenti alla Collezione Casa Vestita, ideato da Simone Mirto e Mimmo Vestita: 50 pezzi tra grandi Giare (capasoni) e altri contenitori di varie dimensioni e cromie databili dal XVIII al XX secolo; infine riproduzioni in dimensioni ridotte del “Megariccio” di colore viola con aculei stilizzati del pugliese Iginio Iurilli, omaggio dell’artista alle tradizioni marinare della sua terra, esposto anche in occasione della 54ª Esposizione Internazionale d’Arte alla Biennale di Venezia sezione Puglia.

Ma veniamo alla parte più squisitamente ‘tecnica’ di questa prima edizione del Salone dei Vini Autoctoni Meridionali fornendo alcuni numeri. 140 le Cantine partecipanti a RADICI DEL SUD 2013, provenienti metà dalla Puglia e le restanti da Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, un numero decisamente in crescita rispetto alle adesioni dell’edizione dello scorso anno. 247 le etichette partecipanti al wine-tasting svolto nelle giornate tra il 5 e l’8 giugno, oltre 80 i vini premiati dalle due selezionate Giurie di Esperti, Nazionali e Internazionali, rispettivamente di 14 e 18 componenti tra wine-buyer, wine-writer e assaggiatori professionali, impegnate nella disamina, con degustazioni rigorosamente alla cieca, dei vini iscritti all’evento.

Il gran finale della manifestazione, aperto al grande pubblico, prende avvio domenica 9 Giugno sin dalla tarda mattinata con le degustazioni dei vini che le circa 70 Cantine, alla presenza dei produttori, mettono a disposizione degli intervenuti sui banchi di assaggio. Nel tardo pomeriggio, in una spaziosa e gremita sala della masseria dedicata ai meeting inizia l’atteso convegno dal titolo tanto suggestivo quanto beneaugurante “I vitigni autoctoni Meridionali, la nuova economia del Sud” che annovera tra i relatori, moderati dal giornalista Rai Michele Peragine, il Patron di Radici Nicola Campanile, il neo Assessore alle Politiche Agricole della Regione Puglia Fabrizio Nardoni, il giornalista enogastronomico e collaboratore storico di Radici Luciano Pignataro, il giornalista ed enologo nonché storico collaboratore di Radici Franco Ziliani, il curatore per la Puglia della Guida Slow Wine Francesco Musi e, da Boston, William Nesto di Master of Wine USA.

Terminati gli interventi, prima del gran finale che si chiude con la Cena di Gala “Stelle al Sud” organizzata dallo Staff di Radici in collaborazione con am Apulia Magazine, si passa alle Nomination degli oltre 80 vini che i 32 componenti delle due selezionate Giurie, Nazionale e Internazionale, hanno decretato essere i vincitori dell’edizione RADICI DEL SUD 2013 (qui l’elenco dei vincitori).

Arrivanno le 21,00 quando prende avvio l’accorsatissima cena di Gala allestita all’aperto nella Corte Grande della Masseria, con ampi tavoli da 10 pensati per favorire la massima convivialità – come di consueto impone la filosofia degli incontri enogastronomici a tema di ‘Aspettando Radici’ introduttivi al festival – e dove i circa 200 commensali possono liberamente abbinare tutti i vini in concorso alle interpretazioni dei piatti del menù preparati in omaggio alle cucine identitarie rappresentative dei territori di provenienza di 5 Chef stellati: Franco Laterza di Masseria Caselli Carovigno (BR), Agostino Bilotta del Risorante L’Approdo a Vibo Valantia, Paolo Barrale del Ristorante Marennà a Sorbo Serpico (AV) in località Cerza Grossa, Tony Lo Coco de I Pupi di Bagheria (PA), Sebastiano Lombardi del Ristorante Cielo della Sommità di Ostuni (BR) e Teresa Buongiorno del Ristorante Già Sotto l’Arco di Carovigno (BR).

Svuotatasi la Corte Grande e rimasti in pochi in procinto di congedarci…arriva preciso l’ormai immancabile fuori programma che i più intimi frequentatori delle serate di Radici conoscono bene. Come per magia compaiono sul tavolo prelibatezze provenienti dalle più profonde identità enogastronomiche calabro-campane (Irpine! obietterebbe l’amico Lello Tornatore) che non lasciano indifferenti – tutt’altro! – neanche alcuni ospiti stranieri in soggiorno al Relais Masseria Caselli. Le degustazioni sono accompagnate dalle evoluzioni musicali e canore dell’amico Giovanni Gagliardi e della sua inseparabile e “pazzesca” chitarra. ‘Nduja calabrese e – riportando le parole di Lello Tornatore scritte in altra sede – “una ‘spasella’ di mozzarella podolica del Monte Terminio ricavata dalla Zizzona di trechiliemmezzo che il buon Paolo Barrale ha parallelepidato per noi!!! Per non parlare poi della stupenda salsiccia affumicata e della pezzentella, ambedue Irpinia-made”. A chiudere il tutto ci pensa l’Anthemis dei monaci di Montevergine generosamente versato. Terminano qui le cinque giornate di RADICI DEL SUD 2013, o se preferite, 1° Salone dei Vini Autoctoni Meridionali. Arrivederci dunque a RADICI DEL SUD 2014, 2ª edizione del Salone dei Vini Meridionali, sempre intorno alla prima settimana di Giugno, sempre in Puglia.

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PER APPROFONDIRE:

- AA.VV. Il Gaglioppo e i suoi fratelli, Milano, Editore Techniche Nuove, 2008, p. 284
Duemilavini 2013. Bibenda. Il libro guida ai migliori vini e ristoranti d’Italia, Milano, Associazione Italiana Sommelier, 2012, p. 2048.
– Gagliardi G. – Marchionni P., Intorno a Ferrocinto. I grandi vini della Dop Terre di Cosenza Pollino incontrano l’alta ristorazione calabrese, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino Editore, 2012, p.144, ill.
Guida ai vitigni d’Italia, Bra (CN), Slow Food Editore, 2011, 2ª ed, p. 685.
I vini di Radici. Guida ai vini di Puglia e del Sud Italia, Bari, ProPapilla Tourism Wine & Food, 2012, p. 269.
I vini di Veronelli, Bergamo, Seminario Permanente Luigi Veronelli, 2012, p. 860.
La vigna di Dioniso. Vite, vino e culti in Magna Grecia, Catalogo della Mostra – Bari Palazzo Simi 18 maggio – 20 Novembre 2011, Taranto, Scorpione Editrice, 2010, p.129
– Maroni L., Annuario dei migliori vini italiani 2013, Roma, Lm Editore, 2012, p. 1368.
– Negri G. – Petrini E., Roma Caput Vini. La sorprendente scoperta che cambia il mondo del vino, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2011, p. 204.
Slow Wine.Guida 2011, Bra (CN), Slow Food Editore, 2010, p. 1216.
Vini buoni d’Italia 2012, Milano, Touring Editore, 2011, p. 767.
Vini d’Italia 2013, Roma, Gambero Rosso Holding S.p.A, 2012, p. 1023.
- www.ivinidiradici.com
www.lucianopignataro.it

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