Importante scoperta di un team di ricerca tutto pugliese: riducendo il colesterolo nelle cellule si blocca la crescita del cancro

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Puglia - Da sin. in senso orario: i ricercatori Fabiola Bovenga, Antonio Moschetta, Carlo Sabbà

Puglia – Da sin. in senso orario: i ricercatori Fabiola Bovenga, Antonio Moschetta, Carlo Sabbà

di Redazione FdS

“Uncoupling Nuclear Receptor LXR and Cholesterol Metabolism in Cancer” è il titolo dell’articolo apparso sul numero di aprile della prestigiosa rivista scientifica Cell Metabolism . La relazione pubblicata dai tre ricercatori pugliesi Fabiola Bovenga, Antonio Moschetta e Carlo Sabbà è dedicata al ruolo del metabolismo del colesterolo nel caso di malattia tumorale. Lo studio mette in evidenza come la proliferazione delle cellule neoplastiche si blocchi con la riduzione dei livelli di colesterolo. L’effetto riduttivo sul colesterolo avverrebbe attraverso l’introduzione di una molecola in grado di stimolare l’attività del regolatore LXR nelle cellule tumorali. Tale regolatore ha la capacità di indurre l’eliminazione o la sintesi del colesterolo stesso a seconda della necessità della cellula; pertanto se si va ad alterare il metabolismo del colesterolo nella cellula tumorale, la proliferazione cellulare risulta bloccata a causa della riduzione dei livelli di colesterolo.

“Le cellule tumorali – chiarisce una nota dell’Università di Bari – sono caratterizzate da una velocità di riproduzione molto più elevata rispetto alle cellule sane, sostenuta dalla presenza e dalla disponibilità del colesterolo stesso nell’organismo”. Il team di Moschetta ha quindi somministrato alle cellule tumorali il succitato regolatore LXR che ha la capacità di indurre l’eliminazione o la sintesi del colesterolo; ha poi introdotto anche una molecola “agonista”, capace di stimolare l’attività del regolatore LXR nelle cellule tumorali, notando come la moltiplicazione delle cellule tumorali abbia subito un arresto proprio a causa della carenza di colesterolo. Si è inoltre notato come la molecola LXR sia capace di influire sull’ambiente in cui le cellule tumorali vivono, riducendone la capacità di generare metastasi. Tali riscontri sono stati osservati in vari tipi di tumore, quali il cancro del colon, quelli della mammella, della prostata e del cervello. “Lo studio – conclude l’Università di Bari – rappresenta un traguardo importante per l’intera comunità scientifica internazionale, per questo è stata pubblicata una perspective sull’ultimo numero della rivista scientifica Cell Metabolism”.

A condurre la ricerca – che si inquadra nell’ambito degli studi di nutrigenomica, ossia in quel ramo scientifico che analizza la capacità delle sostanze nutritive contenute negli alimenti di modificare l’attitudine dei geni contenuti nel DNA delle nostre cellule – è stato il dott. Antonio Moschetta, bitontino, Professore di Medicina Interna dell’Università Aldo Moro di Bari  e ricercatore dell’AIRC presso l’Istituto Tumori  “Giovanni Paolo II” sempre nel capoluogo pugliese. Nel commentare con la stampa gli esiti delli studio, Moschetta ha dichiarato che esso potrebbe porre le basi per l’elaborazione di nuove terapie anti cancro che prevedono l’utilizzo, in combinazione, dei farmaci chemioterapici già ampiamente utilizzati con farmaci ‘agonisti’ del suddetto regolatore del colesterolo LXR. “E’ una festa  per i 78 giovani collaboratori che hanno contribuito agli obiettivi del laboratorio da me diretto dal 2005 ad oggi all’Istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro, all’Istituto Tumori Giovanni Paolo II ed all’Università Policlinico di Bari” – ha aggiunto il ricercatore. “Li ringrazio tutti e spero di essere in grado di continuare ad invitare le giovani menti alla gradevole fatica che la ricerca rappresenta quando è senza colori, bandiere e barriere e solo per un nobile scopo”.

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