Il segreto della ninfa Scrimbia: conversazione con l’autrice del romanzo, Maria Concetta Preta

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 Copertina del libro <em>Il segreto della ninfa Scrimbia</em>, di Maria Concetta Preta (Ed. Meligrana)

 Copertina del libro Il segreto della ninfa Scrimbia, di Maria Concetta Preta (Ed. Meligrana)

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Io fui la ninfa Scrimbia, splendida nel fulgore di Vibona,
mi precipitai al crollo della città gemendo i tristi fati.
Le mie copiose lacrime resero perenne la fonte
che preserva il mio nome per l’eternità.
(G. Paolo Lazzaro, sec. XVI)

di Alessandra Scriva

Carissimi amici di Famedisud sono di nuovo qui per una nuova chiacchierata con la scrittrice calabrese Maria Concetta Preta, che il prossimo 29 Maggio presenterà al Sistema Bibliotecario Vibonese il suo primo romanzo: “Il segreto della ninfa Scrimbia” (Meligrana ed.), giunto alla seconda edizione in seguito al favorevole riscontro delle giurie di diversi premi letterari nazionali e di un pubblico sempre più vasto e attento. Questa sarà l’occasione non solo per rilanciare l’opera pubblicata per la prima volta nel 2012, ma soprattutto per avviare un dibattito sul fatiscente stato dei Beni Culturali di Vibo Valentia. Sarà allestita a tal fine una mostra delle opere dell’artista Saverio Di Francia, incentrate sui luoghi descritti nel libro, accompagnata da un reportage fotografico e dalla proiezione di un cortometraggio che, seguendo le orme dei due protagonisti del romanzo, Fiorella e Adriano, farà da suggestiva guida proprio a questi luoghi.

Del profilo letterario di Maria Concetta Preta vi ho già parlato nello scorso articolo riguardo alla sua ultima pubblicazione: “Rosaria, detta Priscilla e le altre”, mi tocca ora – come avevo promesso – svelarvi il “segreto” della sua opera prima.

Ma si può svelare un segreto, Maria Concetta?

Certo che no carissima Alessandra! Un segreto è tale in quanto rimane irrisolto fino all’ultima pagina e non potrò mai svelarlo, neanche ai fedelissimi lettori di Famedisud, che invece invito a divenire fan della mia ninfa Scrimbia. Ti posso anticipare che il romanzo è un piccolo “rompi-capo” creato secondo il modulo del genere mistery-noir, incentrato su una cupa leggenda della Magna Grecia da me riadattata e romanzata: si tratta della metamorfosi in una fonte di una ninfa delle acque (naiade), Scrimbia, gemente per un perduto amore. Nella mia città avanzano i resti del prospetto architettonico seicentesco dell’omonima fontana e proprio da questo rudere disconosciuto è partita l’idea della vicenda che catapulta il lettore in un’atmosfera misteriosa e intrigante. Si tratta di un giallo archeologico pieno di suspense e colpi di scena, in un Sud d’Italia ricco di tradizioni popolari e superstizioni.

Sicuramente hai stimolato la curiosità dei lettori, ai quali mi sento di dire che questo libro è del tutto avvincente e “inchioda” dalla prima all’ultima pagina, popolato com’è di luoghi, oggetti, personaggi reali e immaginari che ne fanno un multiforme affresco di Vibo Valentia dall’antico al moderno, riesumata dalla tua fantasiosa penna d’autrice. Ma perché Scrimbia…e perchè Vibo Valentia?

È presto detto. Prima di tutto perché sono un’amante di miti classici e ho ritenuto di far cosa grata presentando agli altri quanto io conosco e intendo divulgare attraverso la formula coinvolgente del romanzo che, rispetto al saggio espositivo, ha sicuramente il vantaggio di avvincere più lettori possibili ed è per me la forma migliore per coniugare leggenda, fantasia e realtà storica. Ho scelto poi di ambientare la vicenda nella città in cui sono nata, vivo e lavoro per farla conoscere il più possibile, per far riacquistare pregio alla sua millenaria storia spesso dimenticata e, soprattutto, per denunciare lo stato in cui versa l’immane patrimonio dei beni culturali della città e del territorio.

La scrittrice Maria Concetta Preta

La scrittrice Maria Concetta Preta

Quindi è stata l’indignazione la molla per lo scrivere ” Il segreto della ninfa Scrimbia”?

Certo che sì, Alessandra. Infatti la gloriosa storia di Monteleone di Calabria, un tempo la greca Hipponion e poi Vibo Valentia municipium romano, rischia di essere fagocitata dal degrado e dalla dimenticanza. In quanto antichista, non può che farmi orrore l’ignoranza del passato e delle proprie origini. Se sappiamo da dove proveniamo, forse capiremo dove andremo. Chi disse che “la cultura salverà il mondo” non sbagliò: è compito dell’intellettuale intervenire nel dibattito socio-politico additando possibili soluzioni e non rimanere ai margini di un voluto isolamento. Credo che la cultura sia un fattore di democrazia ed è compito di chi scrive, oltre che dilettare, far riflettere e prendere coscienza. Ho scritto questo romanzo non per riscuotere il semplice apprezzamento dei lettori, ma per coinvolgerli in un’opera di denuncia sullo stato impietoso in cui versano i luoghi da me descritti e che offrono la location alle vicende presentate.

Ti va almeno di raccontarci in sintesi qualcosa del romanzo?

“Cum gaudio maximo”! Ma qui dovrò dilungarmi un po’. Ritengo che “Il segreto della ninfa Scrimbia” sia un’opera innovativa, che ha spazzato via alcuni cliché del classico giallo di provincia, diventando in breve tempo il libro più letto in una città dove mai prima era stato scritto qualcosa del genere. Il pretesto storico è il viaggio fatto da Theodor Mommsen, il più grande classicista dell’800 premio Nobel del 1902, a Monteleone di Calabria nel 1873: questo è l’argumentum attorno a cui ho costruito la vicenda e ruotano i tanti personaggi. Ho inventato il Centenario di questa visita come termine cronologico di ambientazione, per cui tutto il narrato si snoda nel 1973 a Vibo Valentia nell’arco di una settimana in un vorticoso intreccio di coincidenze più o meno fortuite, incontri misteriosi, strane sparizioni e morti sospette, che tingono di giallo e di rosso la fantastica avventura della protagonista, la brillante epigrafista Fiorella Paribeni invitata quale ospite d’onore al Simposio culturale. Loschi figuri si aggirano nella città del sud, ricca di leggende, miti, monumenti e superstizioni, e che si è risvegliata da un lungo torpore in occasione dell’evento. Agli occhi del mio lettore-spettatore, catapultato in un “imbroglio” allettante, risorge Vibo Valentia giardino sul mare, così come fu detta la mia città dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta: è questo una sorte di nuovo corno di Amaltea sul quale fantasticavo da bambina e che ho voluto ricordare in quest’opera fa da nostalgico amarcord e che auspica una possibile palingenesi considerando l’odierna crisi.

La copertina della prima edizione del romanzo Il segreto della ninfa Scrimbia

La copertina della prima edizione del romanzo Il segreto della ninfa Scrimbia

Un’epigrafista, donna emancipata e moderna, mai convenzionale, questa Fiorella Paribeni… non è che si tratta del tuo alter-ego?

Come disse Gustave Flaubert: “Madame Bovary c’èst moi”. Sono una scrittrice sanguigna e verace, che si svela in ognuno dei personaggi creati: non credo all’impersonalità dell’arte, perciò scrivo anche per raccontarmi e soprattutto nella protagonista si ravvisa qualche tratto della mia personalità, ma c’è molto di me anche in Olga, la fedele amica di Fiorella come pure nella guida archeologica Anna Polimeni. Ma senza dubbio hai colto nel segno: è nella Paribeni che rifletto me stessa, le mie attitudini, il mio rigore, la sete di conoscenza. Una donna, affascinante e razionale, coinvolta in un mistico e cupo mistero, allietata dalla presenza di un’angelo-fantasma: Adriano, che la guiderà sui luoghi dove l’attendono incredibili rivelazioni. Scorre del sangue e la faccenda si fa ogni giorno più intrigante e colma di agghiaccianti attese per la studiosa romana che si trova invischiata in un giallo al cardiopalma, che è costretta suo malgrado a risolvere. Ma non sarà da sola: con lei il fascinoso Federico Ghislandi che tenterà di svelare un millenario segreto sepolto sotto la polvere della storia.

Dunque, una girandola di luoghi e personaggi protesi tra sacro e profano, storia e immaginazione, realtà e fantasia: ma dove inizia la finzione e finisce la verità?

Ti dirò una frase di un sofista greco del V secolo riguardo alla magia dell’arte scenica: ”il teatro è un inganno ed è più saggio chi più si lascia ingannare”. In questo assioma indiscutibile sta il miracolo della mia scrittura, cioè aver voluto creare un’opera in cui non sai mai cosa accadrà nel capitolo successivo e che si ritrova formidabilmente incastonato in quello precedente, e così a seguire secondo il famoso gioco delle “scatole cinesi“, sfruttando lo schema labirintico e la tecnica “d’incastro”. Vedi, la struttura narrativa parte dallo stratagemma di una lettera iniziale che fa da antefatto e si conclude nell’epilogo con una lettera finale: è una composizione ad anello, come anche accade nell’incipit con l’incontro tra i due protagonisti, Fiorella e Adriano, e si chiude con il medesimo incontro che fa da suggello all’incredibile storia. La mia è una sfida al lettore consapevole di compiere un viaggio sospeso tra immaginazione e realtà e cercare di capire quanto e come si intersecano attraverso personaggi storici (Mommsen, Capialbi, Scarfò, il Re Ruggero e sua moglie Eremburga…) e gli altri, tutti inventati da me.

Lenoir Charles-Amable - A Nymph In The Forest, XIX sec.

Lenoir Charles-Amable – A Nymph In The Forest, XIX sec.

In questa galleria di personaggi fondamentale è la figura di Scrimbia che, nonostante non abbia un ruolo nel romanzo, aleggia sempre e ovunque con il suo enigma da svelare. Vuoi spiegare questa scelta?

Questa è una domanda interessante che non mi è mai stata rivolta prima. In effetti, tengo a precisare che questo romanzo non è incentrato sul mito della ninfa mutata in fonte e che la vicenda trae spunto da questa leggenda di cui tratto nell’apposita pubblicazione intitolata “Scrimbia tra storia, mito, fiaba e poesia” edita nel 2014. Il romanzo sfrutta l’affabulazione carica di sensualità dell’antico mito per creare un’atmosfera di sospensione, arcaica e remota come lo è l’arcadica figura di Scrimbia che io rileggo in una maniera nuova e alla quale do un’interpretazione misteriosofica, inventandomi la presenza di una setta segreta che si dedica alla prosecuzione del suo culto. Per creare un mistery avevo bisogno di un’idea forte è questa è stata Scrimbia che aveva popolato da sempre la mia inesauribile fantasia.

Qual è stato il tuo intendimento nello scrivere questa storia avvincente, che ci lascia senza un attimo di respiro e che pretende di tenerci incollati dalla prima all’ultima pagina?

Ho pensato di creare un prodotto piacevole che, in primis, intrigasse me e ti confesso che nello scrivere il romanzo mi sono divertita tantissimo e ho pensato davvero a tutti, non ad una élite. L’ambientazione a Vibo Valentia rimane un pretesto: dovunque c’è un passato che riaffiora, una memoria popolare fatta di miti, leggende, fiabe e tradizioni orali… ecco, là si sarebbe potuta ambientare una vicenda simile alla quale ho voluto dare un taglio internazionale, recuperando la figura di T. Mommsen, che visitò la mia città e forse vide l’antica fontana di Scrimbia. Da buona antichista, scrivere una storia così ha come obiettivo il recupero del passato “alleggerito“ ma non svilito nella formula del romanzo. Un passato fascinoso che, nei personaggi che ho inventato ma anche in chi leggerà, ritorna, stordisce, lascia attoniti, può cambiare le menti. E, soprattutto, fa riflettere.

Davvero interessante seguirti Maria Concetta e ancor di più leggere il tuo libro, cosa che invito a fare, per ricevere non nozioni ma reale conoscenza. Vogliamo salutarci con una frase a tema?

Nel ringraziare te Alessandra e tutti i lettori, anche quelli potenziali, del mio romanzo, chiudo con lo slogan che usai per la prima edizione de “Il segreto della ninfa Scrimbia”: la storia come non l’avete mai letta!

Grazie a te per le tue preziose risposte e per gli stimoli che ci hai offerto in questa intervista che farà da preludio per una lettura della tua opera, quanto mai intrigante e ricca di spunti di riflessione.

Ricordo ai miei lettori di Famedisud l’appuntamento con l’autrice e la sua opera presentata all’evento del 29 Maggio presso il Sistema Bibliotecario Vibonese alle ore 17.30 di cui vi darò resoconto in un prossimo contributo. Intanto, per stimolare il vostro interesse e soddisfare la vostra curiosità sul mondo letterario di Maria Concetta Preta, vi offro un piccolo assaggio del romanzo, che è acquistabile nelle librerie oppure on line.

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