Il Grand Tour da Napoli a Otranto: al Castello Aragonese una mostra celebra il viaggio di formazione

Lancelot-Théodore Turpin de Crissé - View of a Villa, Pizzofalcone, Naples c. 1819 - Ph. Courtesy of National Gallery of Art, Washington

Lancelot-Théodore Turpin de Crissé – Veduta di una villa a Pizzofalcone, Napoli,  c. 1819 – Ph. Courtesy of National Gallery of Art, Washington

di Redazione FdS

Terminati i lavori di musealizzazione, il Castello Aragonese di Otranto ha riaperto al pubblico lo scorso 18 giugno con la suggestiva mostra Il Gran Tour da Napoli ad Otranto, esposizione che riprende una parte importante della produzione paesaggistica del Regno di Napoli, con particolare riferimento al territorio salentino. La mostra, organizzata dalla Associazione di promozione sociale “Le tradizioni mediterranee”, rimane aperta fino al 31 ottobre 2015.

Oggi si raggiungono in breve località lontanissime. Ma c’era un tempo in cui si viaggiava lentamente, soprattutto per sviluppare le proprie capacità intellettive e crescere culturalmente. Il viaggio equivaleva alla ricerca di un luogo dell’anima, una realtà in cui passare attraverso, assorbire suggestioni, cambiare.

Il fenomeno del viaggio di formazione, del cosiddetto Grand Tour, cominciò quando, nel Settecento, il Winckelmann spiegò a tutto il mondo che la culla dell’Europa era il Mediterraneo con le sue civiltà e la sua storia. Le principali tappe del percorso hanno riguardato soprattutto l’Italia, finché anche l’itinerario da Napoli ad Otranto, non diventò “il viaggio”, fonte di esperienze culturali ed umane indispensabili per l’élite aristocratica ed intellettuale continentale tra Sette ed Ottocento e dell’alta borghesia dopo la caduta dell’ancien régime.

Ebbene, la mostra al Castello di Otranto è un percorso che conduce per mano il visitatore lungo quel celebre viaggio di formazione ed ha l’ambizione di rilanciare l’idea di un turismo conoscitivo, di altissima qualità, un tempo esclusiva di pochi privilegiati, ma oggi possibile a tutti.

Un itinerario attraverso illustrazioni, vedute e scorci, carte e portolani, catturati dai più talentuosi artisti ed autori europei. A partire dalla spedizione artistico-conoscitiva dell’Abbé de Saint-Non, che diede vita ad uno dei più bei libri del mondo: Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile” – l’opera in cinque volumi del Grand Tour, il cui terzo volume racconta la Puglia. Un’incursione nel tempo, per ripercorrere le tracce di coloro che, per conto del Saint-Non da Napoli giunsero in Terra d’Otranto, artisti di primissimo piano: Hubert Robert, Louis-Jean Desprez, Chatelet, Fragonard, A. Paris, Duplessis, Derthault, Renard le cui opere sono esposte in questa mostra. Si imbarcavano tutti a Brindisi per discendere via mare sino ad Otranto e da qui a Taranto, Metaponto, Capo Colonna. Per poi continuare con Goethe, Hackert, Hamilton, Fabris, Swinburne, Kraven Keppel, Lear, Yriarte, Stendhal e tanti ancora, celebri stranieri che resero Napoli ed il suo Regno, una capitale ispiratrice di comportamenti e baluardo di cultura.

E per finire un “corpus” che consente di ribaltare la prospettiva e conoscere il mondo dall’altra parte, dal verso “italiano”: le opere commissionate a due artisti, Saverio della Gatta ed Alessandro D’Anna, e successivamente ad Antonio Berotti e Stefano Santucci, da parte di Re Ferdinando IV di Borbone che, per arricchire i soggetti dipinti sulle porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte, chiese a questi pittori di rappresentare “il modo di abbigliarsi” di tutti gli abitanti del Regno. Napoli e il suo Regno offrivano a pittori, incisori e disegnatori e poi in seguito anche a fotografi, lo spunto di infinite opportunità per consegnare immagini ai viaggiatori europei che volessero portarsi il ricordo dei luoghi visitati. Hackert, Fabris, Vianelli, Michela De Vito sono tra i più importanti artisti che si prodigarono nel genere ma ad essi si aggiunse poi un infinito stuolo di minori che non andarono mai al di là di un’onesta produzione artigianale sconfinata anche nelle cartoline.

Oggi ci raccontano una realtà di cui non sempre rimpiangiamo la perdita; ma la varia umanità, le gustose scenette di vita all’aperto, nei campi, nei giardini, per le strade, costituiscono rarità da collezione.

Presenti in questa Mostra disegni preparatori, dipinti, acquerelli, gouaches, incisioni, acqueforti, litografie, incisioni acquerellate, stampe: innumerevoli opere originali – appartenenti a diverse collezioni pubbliche e private – che porteranno il visitatore in un viaggio di suggestioni, memorie, incanto.

Castello Aragonese, Otranto
Orario visite: a Giugno dalle 10.00 alle 22.00
a Luglio, Agosto e fino al 15 settembre, dalle 10.00 alle 24.00
Biglietto: quello di ingresso al Castello, ossia 5 euro ordinario, 4 euro ridotto (bambini 6-14 anni, gruppi, ultra sessantacinquenni, disabili con accompagnatori e possessori della Otranto Card)
IL LUOGO

 
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