Identificato esopianeta simile alla Terra: due napoletani nel team di ricerca

Giovanni Covone, astrofisico dell’università Federico II di Napoli e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e lo studente Luca Cacciapuoti della Federico II

Giovanni Covone, astrofisico dell’università Federico II di Napoli e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e lo studente Luca Cacciapuoti della Federico II

di Redazione FdS

Durante il 235mo meeting dell’American Astronomical Society (Aas), che si sta svolgendo in questi giorni a Honolulu, nelle Hawaii, lo scorso 6 gennaio è stata annunciata la scoperta di un pianeta ”gemello” della Terra posizionato nella cosiddetta zona abitabile, ossia alla distanza ideale dalla sua stella per avere acqua liquida in superficie. Si chiama TOI 700d, è distante da noi 100 anni luce ed è stata individuato dal Transiting Exoplanet Survey Satellite, solitamente abbreviato con la sigla TESS, un telescopio spaziale progettato nell’ambito del programma Explorer della NASA, il cui scopo è la ricerca di pianeti extrasolari. Tra i partecipanti al convegno internazionale nonché tra i firmatari di uno dei tre articoli sulla scoperta sottoposti per la pubblicazione alla rivista The Astrophysical Journal, ci sono anche i campani Giovanni Covone, astrofisico dell’Università Federico II di Napoli e associato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e Luca Cacciapuoti, di Pozzuoli, studente magistrale della Federico II (gli altri studiosi italiani impegnati nello studio sono  Mario Di Sora, Giovanni Isopi e Franco Mallia dell’Osservatorio astronomico amatoriale di Campo Catino, Frosinone). L’articolo in questione, nel quale si descrive il nuovo sistema planetario, le proprietà della stella ospite e le osservazioni fotometriche di follow-up che confermano l’identità dei tre pianeti, è “The First Habitable Zone Earth-sized Planet from TESS. I: Validation of the TOI-700 System” e fa capo al team internazionale di astronomi guidato da Emily Gilbert. 
 

L'esopianeta TOI 700d - Image by NASA's Goddard Space Flight Center

L’esopianeta TOI 700d – Image by NASA’s Goddard Space Flight Center

“TOI 700d è il primo pianeta simile alla Terra scoperto dal telescopio spaziale TESS”, ha dichiarato Covone. “Il prossimo importante step – ha aggiunto – sarà verificare se esso ha un’atmosfera e quale è la sua composizione chimica. Cercheremo soprattutto tracce di ossigeno e acqua che sono le prime indicazioni importanti dell’eventuale presenza di forme di vita”.

Il pianeta TOI 700d fa parte di un sistema planetario che orbita attorno a TOI 700, una stella nana rossa che ha circa il 40 per cento della massa e delle dimensioni del nostro Sole e più o meno la metà della sua temperatura superficiale ed è situata nella costellazione del Dorado. Il sistema include anche Toi-700b e Toi-700c, ma dei tre esopianeti il più affascinante è TOI 700 d, che è più grande della Terra di circa il 20%. Esso rivolge sempre la stessa faccia alla sua stella, ma secondo gli esperti questo potrebbe non essere un limite per la nascita della vita.  A tal proposito Covone sostiene che “bisognerà vedere che tipo di vita si possa formare su un pianeta senza l’alternanza di giorno e notte, per cui TOI 700 d sarà un bel laboratorio per l’astrobiologia”.
 

Il sistema planetario TOI 700

Il sistema planetario legato alla stella TOI 700  – Image by NASA’s Goddard Space Flight Center

Ma come sono stati identificati i tre esopianeti? Il tutto – spiegano dall’Istituto Nazionale di Astrofisica – è avvenuto  “scandagliando migliaia di stelle alla ricerca di cali di luminosità dovuti al loro transito davanti al disco della stella”. Con questi tre, il numero totale dei pianeti extrasolari confermati scoperti da TESS sale a quaranta, un grande successo per un telescopio che è in orbita da poco più di un anno. In particolare, il TOI 700d, dalle dimensioni simili a quelle della Terra, si presume abbia natura rocciosa ed orbita attorno alla stella in 37 giorni, ricevendo l’80 per cento dell’energia che il nostro Sole fornisce alla Terra. La sua peculiarità, come si accennava all’inizio, è quella di trovarsi all’interno della cosiddetta zona abitabile conservativa della stella, ed è uno dei pochi pianeti dalle dimensioni della Terra scoperti finora con tale caratteristica (come alcuni pianeti nel sistema Trappist-1 e altri scoperti dal telescopio spaziale Kepler). “Naturalmente essere nella zona abitabile – ha ribadito Covone – è una condizione necessaria, ma non sufficiente per definire abitabile un pianeta, almeno fino a quando non sarà accertata la presenza di un’atmosfera”. Il sistema planetario di cui fa parte è poi a sua volta particolarmente interessante perché – ha spiegato Covone –  vede un pianeta gigante a bassa densità (Toi-700c) situato fra due pianeti di tipo terrestre (Toi-700 b e d) e questo apre nuove prospettive di studio sui meccanismi di formazione dei sistemi planetari; infatti – ha concluso Covone – “al momento non abbiamo un modello teorico per spiegare la formazione ed evoluzione di una tale configurazione”.

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