Elisir d’Amore. In scena al Petruzzelli di Bari il capolavoro di Donizetti con la regia di Mirabella e la direzione di La Malfa

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Da sinistra: il regista Michele Mirabella e il direttore d'orchestra Giuseppe La Malfa

Da sinistra: il regista Michele Mirabella e il direttore d’orchestra Giuseppe La Malfa

di Enzo Garofalo

“E’ un capolavoro col suo umorismo struggente, con la sua ironica passionalità, figlio della vecchia opera buffa del Settecento, più che di Rossini. Basti contemplare e lasciarsi conquistare dalla musica assecondando i due protagonisti, a diverso titolo, prede di amore”. In queste poche battute, estrapolate dalle più ampie note di regia di Michele Mirabella, è riassunto tutto il fascino di uno dei più begli esempi di opera comica dell’Ottocento, o per meglio dire “malincomica”, secondo il neologismo coniato dal regista di origine pugliese a sottolineare l’elemento patetico che talora vela di malinconia la spiccata vena buffa de L’Elisir d’Amore, capolavoro del compositore bergamasco Gaetano Donizetti in scena al Teatro Petruzzelli di Bari dal prossimo 11 dicembre. A presentarlo ieri mattina in conferenza stampa nel foyer superiore del Teatro, oltre al regista Mirabella c’era il giovane direttore Giuseppe La Malfa che sarà sul podio dell’Orchestra del Petruzzelli nelle sette repliche previste in cartellone. In sala anche il direttore del Coro del Teatro Franco Sebastiani, l’assistente alla regia Daniela Zedda e i membri del cast che si annuncia davvero di prim’ordine: dal soprano Maria Grazia Schiavo (Adina), una delle voci italiane più affermate ed affascinanti del repertorio classico e barocco, al tenore Aldo Caputo (Nemorino), voce pugliese dalla brillante carriera internazionale, già apprezzato dal pubblico barese in altre produzioni del Petruzzelli, al basso-baritono Domenico Colaianni (Dulcamara), habitué del palcoscenico barese e memorabile interprete di tanti ruoli buffi e di carattere nei teatri italiani ed esteri. Di tutto rispetto anche il curriculum degli altri due interpreti: il baritono Bruno Taddia (Belcore) e il soprano Marta Calcaterra (Giannetta).

Allergico alle elucubrazioni di certi registi pseudo-avanguardisti (“in taluni casi ci vorrebbe uno speciale nucleo dei Carabinieri a tutela del pubblico….”), appassionato ed intelligente interprete di azioni sceniche concepite nell’alveo di una tradizione rivisitata ricercando sempre l’originalità, il massimo rispetto per i significati musicali e testuali delle opere e una attenta cesellatura dei personaggi di cui ama esplorare tutte le possibili implicazioni di senso, Michele Mirabella ha descritto il suo approccio al capolavoro donizettiano con l’onestà intellettuale propria di chi il teatro lo conosce e lo ama davvero avendolo respirato e vissuto praticamente da sempre. C’è da credere che neanche stavolta deluderà il pubblico, se non altro perchè a Bari è giunta la lunga eco del clamoroso successo già riportato da questo allestimento al Teatro Lirico di Cagliari, di cui la messa in scena barese è una ripresa, con qualche novità in più che – ha spiegato il regista – attiene ad un maggiore approfondimento dei personaggi e all’inserimento di una figura inedita sulla quale non ha voluto anticipare altro se non il fatto “che in qualche modo incarna il Genio del Teatro”. Per le scene e i costumi, come sempre si è avvalso dei suoi partner storici Alida Cappellini e Giovanni Licheri, supportati dal disegno luci di Franco Angelo Ferrari.

Ai pochi che non conoscessero la trama dell’opera, ricordo che i due atti di Donizetti su libretto di Felice Romani, ispirato a Le Philtre, scritto l’anno prima da Eugène Scribe per il compositore Daniel Auber, narrano il gioco seduttivo, a tratti brillante a tratti sofferto, fra Adina, ricca, colta e civettuola fittavola, e Nemorino, contadino giovane e semplice innamorato di lei. A dare il titolo all’opera è invece l’elisir che il ciarlatano Dulcamara propone all’ingenuo ragazzotto come potente strumento per ottenere l’amore della ritrosa fanciulla, alla fine conquistato dopo una serie di peripezie che rispecchiano i parametri tradizionali dell’opera buffa. L’ambientazione è popolaresca sia pure, come afferma Mirabella, “in un panorama georgico imborghesito dalla Rivoluzione, con fittavole che hanno letto e leggono i cicli cavallereschi, ma, forse, anche il Diderot dei Gioielli Indiscreti incastonati dalle Liaisons dangereuses di Choderlos de Laclos”, a sottolineare una ricerca di riscatto culturale e sociale – evidente soprattutto nel personaggio femminile – in un’età di transizione verso la modernità, per quanto ancora densa di ”preclusioni classiste”. A dominare su tutto è la splendida musica di Donizetti, di cui il Maestro La Malfa ha giustamente sottolineato la ricchezza di invenzione, la fecondità di melodie – “affidate ad un’orchestra ricca di giovani e preparatissimi talenti” – e il ruolo di primo piano assegnato al coro, tutti elementi nei quali si intravede lo stile di un compositore che ha metabolizzato in modo assolutamente personale la lectio del teatro settecentesco e rossiniano, con esiti di una freschezza miracolosamente illesa dal tempo.

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Elisir d'Amore. In scena al Petruzzelli di Bari il capolavoro di Donizzetti con la regia di Mirabella e la direzione di La Malfa

Un momento della conferenza stampa su L'Elisir d'amore di Donizetti - Ph. Carlo Cofano

Elisir d'Amore. In scena al Petruzzelli di Bari il capolavoro di Donizzetti con la regia di Mirabella e la direzione di La Malfa

Un momento della conferenza stampa su L'Elisir d'amore di Donizetti - Ph. Carlo Cofano

Elisir d'Amore. In scena al Petruzzelli di Bari il capolavoro di Donizzetti con la regia di Mirabella e la direzione di La Malfa

Un momento della conferenza stampa su L'Elisir d'amore di Donizetti - Ph. Carlo Cofano

Elisir d'Amore. In scena al Petruzzelli di Bari il capolavoro di Donizzetti con la regia di Mirabella e la direzione di La Malfa

Un momento della conferenza stampa su L'Elisir d'amore di Donizetti - Ph. Carlo Cofano

Elisir d'Amore. In scena al Petruzzelli di Bari il capolavoro di Donizzetti con la regia di Mirabella e la direzione di La Malfa

Un momento della conferenza stampa su L'Elisir d'amore di Donizetti - Ph. Carlo Cofano

Elisir d'Amore. In scena al Petruzzelli di Bari il capolavoro di Donizzetti con la regia di Mirabella e la direzione di La Malfa

Immagine di repertorio dell'allestimento scenico de L'Elisir d'Amore in cartellone al Teatro Petruzzelli di Bari

Teatro Petruzzelli, Bari
C.so Cavour
Prima Venerdì 11 dicembre alle 20.30 (turno A)
Repliche domenica 13 dicembre alle 18.00 (turno C), martedì 15 dicembre alle 20.30 (fuori abbonamento), mercoledì 16 dicembre alle 20.30 (turno B), venerdì 18 dicembre alle 20.30 (fuori abbonamento), domenica 20 dicembre alle 18.00 (fuori abbonamento), martedì 22 dicembre alle 20.30 (fuori abbonamento).
Biglietti in vendita al Botteghino del Teatro Petruzzelli e on-line su www.bookingshow.it
IL LUOGO

 
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