Da un manoscritto del 1754 l’antico canto calabrese di sdegno di un amante tradito

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Quello che vi proponiamo è un antico canto popolare di Monteleone (nome della cittadina di Vibo Valentia durante il Regno di Napoli) facente parte di una raccolta di novantasei canti in dialetto monteleonese contenuti in un manoscritto di Anonimo del 1754 nel quale compaiono anche alcune  prescrizioni di medicina popolare. Il canto in oggetto è composto di pochi versi ed è una quasi furiosa manifestazione di sdegno da parte di un uomo tradito dalla sua donna, sulla quale riversa tutto il proprio rancore esprimendole l’intenzione di non volerla mai più vedere. Trascriviamo il testo in dialetto (peraltro abbastanza comprensibile), apponendo di seguito la traduzione in italiano.

Ora non si’ la mia, si’ di cu voi;
Tu ora si di tutti, già lu sai;
Ma si carnuzzi dilicati toi
Ju fu lu primu chi ti li toccai:
S’ amici, chi tu hai, vinnaru poi
E si sprupparu l’ossa ch’ iu lasciai;
Ora vaju gridandu comu voi,
“Non ti voglio, no, no…t’ abbandunai !”

Ora non sei più mia, sei di chi vuoi;
Tu ora sei di tutti, già lo sai;
Ma queste belle carni delicate
io per primo le toccai:
questi amici, che tu hai, vennero dopo di me
a spolpare le ossa che io ho lasciato;
Ora vado gridando come un bue:
“Non ti voglio…no…no, ti abbandono…!”

 

Immagine: Francesco Hayez – La Meditazione (part.), 1851

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