Avviate le operazioni per riprodurre la Dea in Trono di Taranto, custodita in Germania. La copia sarà visibile in Puglia da aprile 2015

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Berlino – Operazioni di scansionamento della Persefone (o Afrodite) di taranto, Altes Museum – Ph. Ines Bialas

di Kasia Burney Gargiulo

Circa un mese fa vi abbiamo dato notizia dell’avvenuta operazione di scansionamento, con laser scanner, della Dea in Trono, la splendida statua in marmo di Paros risalente al 475-450 a.C. e raffigurante la Dea Persefone (o, secondo studi più recenti, Afrodite), trafugata nel Sud Italia agli inizi del ’900 (la tesi più accreditata la vuole proveniente da Taranto), custodita per decenni al Pergamon Museum di Berlino e attualmente collocata all’Altes Museum. Apprendiamo ora della avvenuta trasmissione dei dati al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, passaggio cruciale che consentirà di avviare la realizzazione della replica che, inizialmente annunciata per fine anno, si prevede sarà conclusa entro la prima settimana di aprile 2015. In occasione della Settimana Santa, anche il secondo piano del Museo archeologico di Taranto verrà infatti aperto ai visitatori ed ospiterà, fra le altre cose, un allestimento multimediale all’avanguardia.

La copia verrà realizzata con una resina speciale ad alta densità che permetterà di simulare il marmo in cui è costruita l’opera originaria. Si tratta di una tecnica riproduttiva già utilizzata in passato dal Museo tarantino per integrare l’ipogeo delle Cariatidi di Vaste (Poggiardo) con la replica di una Cariatide e di un bassorilievo custoditi a Lecce, nel Museo provinciale «Sigismondo Castromediano». Partendo dalla scansione dell’opera in 3D, la ricostruzione tridimensionale fu allora realizzata dal coordinamento Siba (il Sistema informatico bibliotecario dell’Università del Salento), in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Caspur di Roma.

Ampio è il team impegnato nel nuovo allestimento del MarTa che comprenderà anche la copia della Dea in Trono: dalla direttrice Antonietta Dell’Aglio alle dirigenti D’Amicis, Trombetta, Masiello, Zingariello, a Luigi La Rocca direttore della Soprintendenza Archeologica, ad Augusto Ressa direttore dei lavori nel Museo. Come rende noto il MarTa, “il visitatore troverà nel nuovo percorso molti reperti mai esposti prima, e altri notissimi ma sottoposti per l’occasione a nuovi restauri o presentati con proposte spettacolari ma rigorose di ricostruzione; ritroverà la straordinaria collezione degli Ori, che da sola spingeva i turisti a visitare il Museo, riproposta in allestimenti volti non solo ad enfatizzare la suggestione del metallo prezioso ma anche a far comprendere in quali ambiti, cronologici, rituali ed economici, si faceva uso di oggetti così particolari. Nel nuovo allestimento, pertanto, le diverse tipologie di oggetti si ritrovano tutte, ma intercalate a disegnare i vari aspetti della cultura e le successive fasi della storia di Taranto; con uso anche delle moderne tecnologie multimediali, ma senza per ciò far perdere il contatto con le caratteristiche reali dell’antico”.

Per la storia rocambolesca della straordinaria Dea in Trono, rinvio i lettori al mio primo articolo sull’argomento e all’intervista all’archeologo tarantino Angelo Conte autore di un volume dedicato alla “Dea dal sorriso” nel quale lo studioso spiega le ragioni dell’attribuzione tarantina di questo capolavoro della statuaria antica.

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