Scoperto nel Salento l’unico esemplare al mondo di Quercia Elegante. Conversazione con lo scopritore

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Oreste Caroppo, scopritore dell’unico esemplare finora individuato di Quercia Elegante (Quercus caroppoi, a destra nella foto tronco e foglie) a lui intitolato

di Redazione FdS

Due giorni fa vi abbiamo dato notizia della straordinaria scoperta botanica avvenuta nel Salento a fine 2012 e da poco ufficializzata: quella di un esemplare unico al mondo di una varietà di quercia finora sconosciuta, la ‘Quercia elegante’, nome scientifico Quercus Caroppoi, dal nome dello scopritore, lo studioso salentino Oreste Caroppo. Ad ufficializzare la notizia, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali dell’Università del Salento, che ne ha inviato comunicazione al comune di Carpignano Salentino (Lecce) nel cui territorio è avvenuto il rinvenimento. FAME DI SUD ha contattato Oreste Caroppo allo scopo di avere qualche notizia più dettagliata, soprattutto in merito al contributo che la popolazione salentina, e pugliese in generale, può dare ai fini della propagazione di questa meravigliosa pianta che a quanto pare sarebbe un ‘relitto’ dell’antico manto boschivo esistente nella zona fin dall’epoca del popolo pre-greco dei Messapi.

Dottor Caroppo, ci spiega qual’è la peculiarità di questa scoperta rispetto agli esiti di altre ricerche che pur quotidianamente vengono compiute nell’ambito degli studi sull’ambiente?

Diciamo che rispetto ad altre possibili scoperte questa ha il valore aggiunto, ancor più emozionante, di poter essere condivisa, non solo come conoscenza e fruizione, ma ancor più, attraverso la ripropagazione nei nostri giardini di una creatura arborea con nuove e per noi inedite caratteristiche e che ha bisogno delle nostre cure per tornare ad inverdire il nostro Salento! Una sola sua ghianda, per un intero nuovo e bellissimo albero, ancora pieno di misteri scientifici ed interrogativi in merito alla sua odierna rarità.

Come pensate di procedere, lei e l’Università del Salento, impegnata nello studio di questa rarità botanica, nel coinvolgimento della popolazione al fine di una propagazione in tempi rapidi della Quercia Elegante?

Dobbiamo aspettare che siano mature le nuove ghiande e poi con il massimo piacere spero si possa fare una manifestazione con l’amministrazione per la diffusione delle ghiande ai più amanti delle piante, dopodichè creare una rete di comunicazione per sapere l’esito delle piantumazioni e seguire magari anche con un apposita pagina su Facebook le evoluzioni, geolocalizzando le nuove piantine con google-maps.

Cosa ne è stato delle ghiande da lei raccolte all’atto della scoperta, a fine 2012?

Per ora le ghiande del 2012 son state piantate dall’Orto Botanico Universitario di Lecce, nell’ordine delle centinaia, e da alcuni locali cultori di botanica. Da pochi giorni si è avviata la pratica dell’innesto su alberelli di leccio e quercia spinosa, per conservarne il DNA totale dell’esemplare olotipo di Carpignano per questa nuova tipologia quercina. Una tecnica che si stava perdendo, rarissima, ma che era ben praticata nell’ottocentesco prestigioso Orto Botanico di Lecce, il cui degno erede è l’odierno Orto Botanico dell’ Università del Salento. Pare, mi riferisce il professor Piero Medagli, che per questi innesti, il portainnesto migliore per le varie querce era risultato essere il cerro! Inoltre si procederà appena possibile con lo spuntare dei nuovi germogli, alla micro-ripropagazione in vitro sempre dell’olotipo di Carpignano per mantenerne l’intero genoma e ripropagarlo così più rapidamente. Questo per il momento avverrà sempre presso l’Orto Botanico di Lecce, con lo scopo di contribuire massimamente alla salvezza di questa pianta mediante ripropagazione e diffusione nell’intero Salento e non solo.

Sono in corso altri studi oltre quelli già finora attuati dalla Università del Salento?

Pochi giorni fa il prof. Medagli mi ha comunicato che si procederà anche all’analisi del DNA di questa nuova tipologia quercina. Tanti sono infatti gli interrogativi che ha sollevato questa inattesa sorpresa botanica, ad oggi unica. Interrogativi a cui con varie analisi e studi scientifici, tra cui l’analisi approfondita del DNA, si cercherà di rispondere, e probabilmente come sempre accade nella scienza, le risposte apriranno nuovi interessanti ed entusiasmanti quesiti, e così via. Il perché l’eventuale genesi ibridogena che ha dato luogo a questa quercia è così rara in natura? Quali sono i precisi parentali? Quale l’area di provenienza del polline paterno? Quando si è originato il ben più antico e grande albero di cui gli alberi attuali son polloni? Quali i microclimi e le biocenosi che erano presenti nel Salento di secoli or sono, prima dei disboscamenti intensi operati irresponsabilmente dall’uomo? Quale legame e posizione ha questa rarità nel genere delle querce, quale la sua posizione e/o contributo tassonomico nell’ evoluzione delle querce? Ecc. ecc. E poi un altro elemento di non minore fascino viene dalla dentosità e spinescenza delle foglie, che pare siano entrambi caratteri di atavismo, un connotato proprio delle proto-querce, (le querce evolutivamente più arcaiche), e qui conservatosi relitto o ripresentatosi in tutta la sua magnificenza!

Cosa si augura possa accadere dopo questa sua entusiasmante scoperta?

Spero davvero che la bellezza di questa Quercia contribuisca a salvarla dall’orlo della scomparsa, sul ciglio di una strada, tra l’asfalto e la minaccia dei diserbanti e degli incendi, dove si è manifestata, unica, ai nostri occhi e alla nostra ammirazione stupefatta! E che sia di stimolo e di slancio per riforestare tutti insieme con le nostre antiche piante l’intero nostro Salento!

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