Salerno: raccolta fondi per gli ospedali S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Chiamata alle Arti

La raccolta di fondi è stata lanciata sul sito Gofundme.com

La raccolta di fondi è stata lanciata sul sito Gofundme.com

Il fundraising è stato lanciato sulla piattaforma GoFundMe per far fronte all’emergenza coronavirus. Call per gli artisti affinché supportino l’iniziativa e un progetto di Arte terapia

di Redazione FdS

San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, due ospedali cruciali per l’assistenza sanitaria a Salerno e una storia ultrasecolare alle spalle che, per il primo – nato nel 1183, per la lungimirante e benefica iniziativa di Matteo d’Aiello, già consigliere di Guglielmo d’Altavilla re di Sicilia e dei successori – affonda le radici nella Scuola Salernitana,  la prima e più importante istituzione medica d’Europa nel Medioevo (IX secolo),  antesignana delle moderne università, e per il secondo ci riporta al 1873 quando il Comune di Salerno lo fondò grazie al cospicuo lascito del marchese Giovanni Ruggi d’Aragona. Riuniti dal 1921, i due nosocomi si ritrovano oggi a fare i conti con la pandemia di coronavirus che ha portato in superficie le lacune di un sistema sanitario nazionale la cui proverbiale eccellenza a livello internazionale è stata intaccata da anni di tagli economici e dismissioni.
 
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Il San Giovanni di Dio e il Ruggi d’Aragona – strutture di riferimento sanitario di un vasto territorio insieme agli ospedali di Salerno, Pontecagnano,  Ravello, Cava dei Tirreni, Mercato Sanseverino, al servizio di 158 Comuni, con circa 10.000 fruitori al giorno, 3.000 dipendenti, 1.000 posti letto (v. SCHEDA) –  si ritrovano oggi in drammatica difficoltà. A metà aprile è previsto il picco del COVID-19 nel sud Italia e gli operatori sanitari non sono equipaggiati in modo adeguato per cui rischiano di infettarsi. Mancano, in particolare, materiali sanitari, reagenti per test microbiologici e  sierologici, presidi per ossigenoterapia, gel disinfettanti, camici, tute, cuffie, guanti, maschere, farmaci, contenitori per materiali contaminati da incenerire, barelle di biocontenimento per trasferimento. Da qui la necessità di sviluppare il senso di partecipazione sociale, ognuno secondo le proprie peculiarità, verso la collettività.

Ad attivarsi per una raccolta fondi che convogli la generosità degli italiani su questi due importanti istituti ospedalieri è Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, membro di una famiglia di mecenati impegnati da sempre nella promozione dell’Arte e del suo valore sociale. Chiunque lo voglia può dunque effettuare da questo momento una donazione “COVID19 Ospedali Ruggi d’Aragona”, attraverso la nota piattaforma GoFundMe.
 

Gli ospedali riuniti S. Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona

Gli ospedali riuniti S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona

Alla raccolta fondi, Ruggi d’Aragona, ha voluto associare un’altra iniziativa volta a coinvolgere il mondo dell’arte. Essa nasce dall’idea che parallelamente ai normali obiettivi di visibilità ed affermazione della creatività, l’Arte può essere votata anche a una funzione sociale più diretta, portandola nelle corsie degli ospedali con funzione d’integrazione olistica e terapeutica rivolta al mondo interiore dei pazienti e del personale sanitario. Non a caso l’Arte ha da sempre caratterizzato i plessi ospedalieri ”Ruggi d’Aragona”. I loro istitutori li hanno dotati di dipinti funzionali all’interazione tra corpo, mente, emozioni come complesso unitario, prevedendo proprio la loro incidenza positiva sui processi neurosensoriali, cognitivi, emotivi ed empatici, come confermato oggi dalle neuroscienze. È stato dimostrato che quando una persona è immersa in un’attività creativa riceve una serie di sollecitazioni a livello fisico, intellettuale ed emozionale che portano a mutamenti organici e psicologici che, per i malati, potrebbe favorirne processi di guarigione. All’estero è un tema sempre più centrale e anche al Ruggi d’Aragona si vorrebbe rilanciare il progetto sulla base di quanto già elaborato nel 2016 (v. CONVENZIONE). Da qui l’idea di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona di invitare gli artisti a partecipare donando un opera simbolica, anche un piccolo disegno o un selfie artistico, che rappresenti il sostegno dell’Arte e la sua partecipazione in questo momento di grave difficoltà.
 
arteterapia

“In questa fase – dice il mecenate – basterà compilare la scheda dell’opera disponibile sul sito www.arteruggidaragona.com ed insieme a una foto del lavoro e i suoi dati, inviarla a arteeterapia.ruggi@gmail.com. Le opere saranno ritirate presumibilmente a maggio e alcune di esse saranno sorteggiate tra i finanziatori degli acquisti di materiali sanitari. Nel sito abbiamo dedicato una sezione alla “galleria virtuale” dove saranno pubblicate le opere donate. Al tempo stesso, però, l’iniziativa potrebbe anche essere il primo passo verso l’Arte terapia, ossia verso la funzione collettiva di collegamento tra  percezione e omeostasi neurofisiologica nei luoghi di sofferenza e di recupero”. 

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