Sa Carrela ‘e Nanti. Lo spericolato e spettacolare Carnevale sardo di Santu Lussurgiu

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di Redazione FdS

Dopo la giornata di prova per la corsa dei cavalli, lo scorso 23 febbraio, entra nel vivo – nei giorni del 2,3 e 4 marzo – il suggestivo carnevale sardo di Sa Carrela ‘e Nanti che si svolge ogni anno a Santu Lussurgiu, un paese della provincia di Oristano situato ai piedi del versante sud orientale della catena del Montiferru, all’interno di un cratere di origine vulcanica, in un territorio, vasto all’incirca 100 km2, posto a 500 m s.l.m. Si tratta di una manifestazione tradizionale ch fa risalire le sue origini ai tempi dei Giudici di Arborea e dei viceré spagnoli che incrementarono l’allevamento razionale dei cavalli, tanto da ottenere razze speciali per le corse.

Sa carrela ‘e nanti (“strada che si trova davanti”) è la strada in terra battuta teatro di una sfrenata e pericolosa corsa a cavallo, chiamata allo stesso modo, in cui i partecipanti, tutti rigorosamente lussurgesi e organizzati in pariglie composte da due o tre cavalieri per volta, si sfidano in bravura, provando la propria maestria equestre, l’assetto durante la corsa, la compostezza dei cavalli lungo il tortuoso percorso.

In questa esibizione l’uomo e l’animale agiscono quasi in simbiosi dando una dimostrazione di valentìa tutta al maschile. Si parte la domenica di Carnevale, quando i cavalieri si presentano a s’iscappadorzu, il punto in cui hanno inizio “sas carrelas”, ossia le corse. I cavalieri possono partecipare da soli (“a sa sola”), o correre appaiati (“a pareza”). Sa pareza può essere a due, “pareza ‘e duos”, o a tre, “pareza ‘e tres”, ma l’ultimo martedì di Carnevale può essere anche a quattro e viene chiamata “pareza ‘e bator”. La corsa più comune è la pareza a coppie oppure a tre: i cavalieri partono, corrono e arrivano insieme, uniti per le braccia, volendo simboleggiare l’unità, la concordia, l’amicizia e la solidarietà. Il lunedì, chiamato “Su Lunisi de sa Pudda” (il lunedì della gallina), il cavaliere lanciato al galoppo deve buttare a terra con un bastone, chiamato “su fuste ‘e ortzastru”, un fantoccio che ha le sembianze di una gallina (un se ne usava una vera). Il martedì l’esibizione si chiude con la premiazione dei cavalieri che hanno buttato giù più galline, e con la premiazione delle tre migliori pariglie mascherate: possono essere dati premi particolari, nonché un premio di partecipazione per tutti i cavalieri partecipanti.

Nelle corse a pariglia che si svolgono durante il Carnevale a Santu Lussurgiu, i cavalieri mostrano una grande abilità equestre e molta compostezza ed eleganza, come impongono le regole di questo genere di manifestazione che ha origini nelle esercitazioni e nelle tradizioni delle cavallerie leggere.

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Il manifesto del carnevale di Sa Carrela ‘e Nanti, edizione 2012

 
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