Ruspe sulla storia: filtrano le prime indiscrezioni sul villaggio neolitico di Bari. La Soprintendenza non lo reputerebbe storicamente rilevante

Puglia - Il sito neolitico di Palese (Bari) dopo la ricopertura di terra

Puglia – Il sito neolitico di Palese (Bari) dopo la ricopertura di terra

di Kasia Burney Gargiulo

A poche ore dalla diffusione della notizia secondo la quale il sito neolitico di 7 mila anni fa scoperto nel territorio di Palese (Bari) è stato ricoperto di terra per lasciare spazio alla costruzione di villette a schiera, sono filtrate le prime indiscrezioni circa le posizioni delle autorità competenti intorno a questa vicenda. A diffonderle il sito internet della testata pugliese PuntoTVonline.it che – sia pure parzialmente – risponde in tal modo agli interrogativi di quanti in queste ore si sono chiesti su quali basi la ditta titolare della richiesta di concessione per l’edificazione di dieci villini abbia potuto procedere allo spianamento dell’area con le ruspe.

Si tratta di una risposta parziale perchè da tali indiscrezioni si è appreso soltanto il presunto giudizio sull’area archeologica espresso dal Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia, Luigi Larocca, che a quanto pare sarebbe stato comunicato a voce in due contatti telefonici avvenuti su iniziativa rispettivamente dell’Assessore alle Culture del Comune di Bari Silvio Maselli e del consigliere comunale Michelangelo Cavone. Nelle due conversazioni, il Soprintendente avrebbe dichiarato che i reperti raccolti durante gli scavi sarebbero al sicuro nei locali della Soprintendenza, ma che la loro rilevanza non sarebbe tale da giustificare l’apposizione di un vincolo all’area in cui sono stati rinvenuti. Una valutazione che, se confermata, sorprenderebbe non poco, considerati i pareri diametralmente opposti espressi mesi fa sulla stessa area archeologica da parte di alcuni importanti studiosi del mondo accademico (come riportato anche nel nostro precedente articolo).

Ad ogni modo, al momento pare che pur avendo i proprietari dei terreni provveduto a far spianare l’area, non ci sia ancora stato da parte del Comune di Bari il rilascio di alcun permesso di costruzione anche se, in presenza di un effettivo nulla osta da parte della Soprintendenza, l’iter per tale rilascio subirebbe certamente una significativa accelerazione. Va aggiunto però che – stando ancora a quanto riporta la citata testata giornalistica ed al di là delle valutazioni espresse telefonicamente dal Soprintendente – mancherebbe ancora un documento ufficiale di chiusura delle indagini archeologiche corredato di relazione tecnica; questo almeno è quanto sarebbe stato riferito dal Comune di Bari, che quindi non avrebbe ricevuto ancora alcuna comunicazione formale da parte della Soprintendenza idonea a dar via libera definitivo ai lavori di edilizia residenziale programmati su quello che tutti speravano diventsse un importante parco archeologico.

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