Rinasce Notre-Dame: affidato al calabrese Livio De Luca il progetto digitale di restauro

L'architetto Livio De Luca

L’architetto Livio De Luca

di Redazione FdS

Terminata la fase diagnostica dei danni che l’incendio dell’aprile 2019 ha provocato alla Cattedrale di Notre-Dame, uno dei luoghi simbolo di Parigi e dell’intera Francia, è in fase di elaborazione il grande progetto di restauro che – ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron – sarà ”il cantiere del secolo…simbolo della Francia che resiste”; un impegno colossale che, secondo l’annuncio ufficiale, dovrebbe garantire la riapertura dell’edificio entro il 2024. Cinque anni di lavori la cui fase propedeutica è costituita dalla elaborazione di un progetto digitale in 3D che si avvale di milioni di coordinate e fotografie ad altissima risoluzione di cui si ha disponibilità grazie all’opera di documentazione tramite fotogrammetria e digitalizzazione con laser scanner in 3D svolta prima dell’incendio da Andrew J. Tallon, professore di Arte e Architettura del Vassar College di Poughkeepsie (NY), negli Stati Uniti, prematuramente scomparso nel 2018. Nella mole di dati sono confluiti anche quelli raccolti per la creazione del noto videogame “Assassin’s Creed: Unity”, che si è abbondantemente avvalso di tecnologia 3D e prevede una serie di ambientazioni proprio in Notre-Dame, nonché – con funzione di raffronto – quelli raccolti dopo l’incendio dalla società francese Art Graphique et Patrimoine (AGP), che permetteranno di evidenziare le alterazioni provocate dal fuoco in vari elementi dell’edificio. Insomma una vera manna per chi dovrà occuparsi della ricostruzione della cattedrale perché quei dati ne consentiranno il recupero in conformità al suo assetto originario.
 

La cattedrale di Notre-Dame in fiamme, aprile 2019 - Image source

La cattedrale di Notre-Dame in fiamme, aprile 2019 – Image source

A far sì che tutti quei dati vengano assemblati con rigore scientifico dando corpo ad un progetto di realtà virtuale che sarà fondamentale nel guidare passo passo architetti e restauratori, è stato chiamato l’architetto italiano Livio De Luca, 45 anni, originario del suggestivo borgo tirrenico calabrese di Amantea (Cosenza), specializzato in fotomodellazione architettonica, una tecnica che consente di ricostruire in 3D strutture reali a partire da immagini ottenute attraverso un preliminare processo di digitalizzazione del patrimonio architettonico (all’argomento De Luca ha dedicato un manuale pubblicato dall’editore Flaccovio, oltre ad innumerevoli pubblicazioni su riviste scientifiche). Più nello specifico, all’architetto è stato affidato l’incarico di coordinare un gruppo di ricercatori del CNRS (l’equivalente dell’italiano CNR) e del Ministero della Cultura, impegnati – anche attraverso l’uso di robotica e intelligenza artificiale – nello sviluppo di un sistema che permetterà di programmare e seguire tutte le operazioni di restauro della cattedrale, secondo quello stesso criterio di multidisciplinarietà che storicamente ha caratterizzato la costruzione di cattedrali come Notre-Dame, col conseguente coinvolgimento – allora come oggi – di numerose persone. Un lavoro immenso (che va dalla definizione del singolo elemento architettonico o decorativo a quella del tipo di materiale di cui era composto, alla provenienza di quest’ultimo) per il cui completamento – spiega De Luca – si andrà certamente oltre la data prevista per la semplice riapertura al pubblico dell’edificio.
 

Immagine elaborata in 3D di Notre-Dame ottenuta accorpando dati digitali già disponibili

Immagine elaborata in 3D di Notre-Dame ottenuta accorpando dati digitali già disponibili – Image by Livio De Luca/CNRS

Nella concretezza del lavoro di fronte al quale De Luca è venuto a trovarsi – dopo circa due decenni di impegno nel campo della digitalizzazione del patrimonio per la conservazione e il restauro – hanno dunque finito col prendere corpo, al massimo grado, tutte le sue elaborazioni tecnico-concettuali in merito alle potenzialità di una disciplina senza la quale un restauro come quello pensato per Notre-Dame sarebbe stato impossibile. Potenzialità del cui valore determinante si sono rese conto anche le istituzioni che stanno sostenendo il progetto di restauro; progetto che – tiene a sottolineare De Luca – è frutto di un lavoro di squadra, al quale – come altro contributo italiano d’eccellenza – sta collaborando anche l’Istituto Tecnologico di Pisa.
 

Immagine elaborata in 3D di Notre-Dame ottenuta accorpando dati digitali già disponibili - Image by Livio De Luca/CNRS

Immagine elaborata in 3D di Notre-Dame ottenuta accorpando dati digitali già disponibili – Image by Livio De Luca/CNRS

Ma vediamo di conoscere più nel dettaglio il percorso di Livio De Luca che in Francia è considerato uno dei grandi talenti del CNRS [di seguito il video a lui dedicato]. Laureatosi in Architettura all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, pochi mesi dopo la laurea si è trasferito all’estero per specializzarsi in un laboratorio del sud della Francia in quelle che sono le applicazioni della tecnologia digitale nel campo dell’architettura e del patrimonio. La sua – come tiene a precisare – non è stata una fuga dalla Calabria, ma un trasferimento a scopo di studio. Del resto – aggiunge -, se le realtà presso cui ci si può specializzare non sono vicine a  noi, diventa inevitabile trasferirsi, senza che questo rappresenti una fuga; semplicemente si porta la propria formazione e i propri valori a confronto con altre realtà. Accade a volte che il trasferimento diventi permanente, ma questo avviene – spiega chiamando in causa la propria esperienza – quando si incontrano possibilità di ricerca garantite da istituzioni attente agli sviluppi dell’innovazione e capaci di dare un concreto seguito ai risultati raggiunti da chi è impegnato in campo scientifico. È questo – conclude De Luca – l’elemento che fa la differenza, non necessariamente l’eccezionalità di quello che si sta facendo all’estero; anzi, spesso si tratta di attività che, se solo ci fossero le condizioni, potrebbero svolgersi anche in Italia, dove le persone preparate non mancano.
 

 
Dottore di ricerca Arts et Métiers ParisTech, Livio De Luca è ricercatore al CNRS (Centre national de la recherche scientifique) e direttore del Laboratorio UMR CNRS/MCC MAP (Modelli e simulazioni per l’architettura e il patrimonio), con sedi a Marsiglia, Nancy, Lione e Parigi, struttura scientifica che collabora con il Ministero della Cultura mettendo a sua disposizione le proprie metodologie di digitalizzazione dei monumenti storici e contribuendo a definire le linee guida del piano nazionale in tale ambito. È inoltre co-responsabile scientifico del progetto ANR SINETOMB (sistema informativo per lo studio della tomba dell’Imperatore Qianlong in Cina), co-presidente del congresso internazionale UNESCO / IEEE / EG DigitalHeritage, coordinatore di studi scientifici nazionali e internazionali ed éditeur associé di due riviste internazionali (Elsevier Journal of Cultural Heritage, ACM Journal on Computing and Cultural Heritage). Ha insegnato allo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia) ed insegna attualmente  rilievo e rappresentazione digitale a l’École nationale supérieure d’architecture de Marseille e all’Institut Image di Chalon-sur-Saône. Nel 2007 è stato insignito del prestigioso premio Pierre Bézier, mentre nel 2019 ha vinto la Médaille de l’Innovation.

Sposato con una collega siciliana, Livio De Luca vive nel Sud della Francia, ad Aubagne, una cittadina provenzale ricca di storia, circondata dalle colline care a Paul Cézanne, un luogo dove – mai dimentico della sua terra d’origine – ama dilettare i suoi amici con gustosi piatti della tradizione calabrese.

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