Procida: fra suggestioni letterarie e silenziose atmosfere, uno degli angoli più autentici del Golfo di Napoli

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Campania – Scorcio della Marina Corricella, isola di Procida (Napoli) – Ph. Porfirio | CCBY2.0

“I miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo con dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato.”
Elsa Morante, L’isola di Arturo, 1957

di Kasia Burney Gargiulo

L’altro ieri mi trovavo dalle parti di Bacoli e nonostante il cielo non fosse propriamente estivo, il Golfo di Napoli mi ha offerto un colpo d’occhio davvero notevole. In quanto napoletana non vorrei passare per una che magnifica con parzialità le bellezze della propria terra (verso la quale riesco a volte ad essere critica fino alla ferocia), ma ci sarà un motivo se tutti coloro che sono passati da queste parti – artisti, scrittori, cineasti, fotografi – sono immancabilmente rimasti folgorati da qualche aspetto di questi luoghi che per gli antichi greci – fra i primi ad abitarli – erano la sede stessa dei Campi Elisi, ossia il sacro approdo delle anime beate. Certo soprattutto nell’ultimo secolo, l’uomo ci si è messo d’impegno nel cercare di distruggere tutto, ma la Bellezza qui è talmente prepotente che ogni giorno continua a combattere la sua dura lotta contro il degrado che vorrebbe rubarle il Trono. Se ci impegnassimo un po’ tutti nel sostenerla in questa aspra battaglia, forse pur con qualche acciacco potrebbe sperare di vincere. Intanto noi di Fame di Sud la Bellezza cerchiamo di raccontarla, provando a condividere con chi ci legge la sua irresistibile forza seduttiva.

Vi voglio pertanto parlare proprio di un luogo del nostro Golfo che più di altri si offriva l’altro ieri alla mia vista: l’isola di Procida. Una affascinante scheggia di Mediterraneo che insieme alla piccola Nisida è fra le isole più vicine al litorale napoletano. Se già conoscete Ischia e Capri, le più frequentate fra le isole del Golfo, Procida è il luogo ideale per conoscere qualcosa di profondamente diverso: niente flussi turistici ininterrotti, niente glamour, niente jet set se non quello discreto ed appartato che la frequentò fra gli anni ’50 e ’60 del ‘900. Insomma se cercate ammuina (= chiassosa mondanità, per i non autoctoni) e improbabili vip, non è qui che dovete venire. Qualora invece desiderate un luogo che vi travolga con la bellezza del paesaggio regalandovi un soggiorno comodo e sereno, senza avere la sensazione di essere sotto le luci della ribalta, Procida è il vostro posto.

Un buon inizio, prima di partire, è quello di crearvi un’atmosfera “mentale”; questo almeno è il mio metodo per moltiplicare il grado di coinvolgimento emotivo che un luogo può procurarmi.  Se ad es. siete in vena di suggestioni letterarie, prima di venire a Procida non potete non leggere lo splendido romanzo della grande Elsa Morante, L’isola di Arturo, nel quale l’isola rivive in un’atmosfera affascinante e misteriosa. Proprio alla Morante è stato dedicato un premio letterario, che da diversi anni viene qui assegnato. Mentre se siete inguaribilmente romantici e volete andare più indietro nel tempo, precisamente nel 1852, potrete leggere un delizioso libretto, Graziella, scritto dal celebre autore francese Alphonse de Lamartine ai tempi del suo primo giovanile viaggio in Italia. Chi invece è più sensibile alle atmosfere cinematografiche, non può non vedere il premiatissimo film Il Postino, con l’indimenticabile Massimo Troisi, che qui è stato in gran parte girato e che dell’isola ha magnificato i panorami e la tipica architettura mediterranea; oppure Il talento di Mr. Ripley, il thriller con Matt Damon, tratto dal celebre romanzo di Patricia Highsmith. Se siete invece amanti dell’archeologia e sensibili al fascino delle millenarie radici magno-greche del Sud Italia, sappiate che ritrovamenti archeologici sulla vicinissima isoletta di Vivara parlano di insediamenti umani risalenti già al XVI – XV secolo a.C., quando coloni Micenei frequentavano questi lidi per i loro commerci. Ma le tracce più certe ci portano intorno all’VIII secolo quando Procida fu abitata dai coloni Calcidesi dell’isola di Eubea, poi soppiantati dai Greci di Cuma. L’isola non è sfuggita infine ai Romani, affezionati alle nostre coste, paradiso prediletto per le loro lussuose ville, come testimonia l’antico scrittore Giovenale, che nella terza delle sue Satire, parla di Procida come di un luogo di soggiorno solitario e tranquillo.

Oggi l’immagine di Procida è legata a strutture abitative sviluppatesi fra l’alto Medioevo e il XVIII secolo e caratterizzate da un particolare esempio di architettura spontanea, come la ritroviamo – sia pure con specifiche peculiarità – in tutte le isole del Sud. La parte abitata dell’isola si snoda tradizionalmente in nove contrade, dette grancìe: Terra Murata (la parte più antica), Corricella (un suggestivo e coloratissimo borgo di pescatori), Sent’cò con il porto commerciale di Marina Grande, San Leonardo, Santissima Annunziata (anche detta Madonna della Libera), Sant’Antuono, Sant’Antonio e Chiaiolella (un porto turistico nella zona sud). La costa –  per gran parte  compresa nell’area marina protetta Regno di Nettuno – è a tratti bassa e sabbiosa e a tratti a picco sul mare, con baie e promontori fra cui sono incastonati tre porticcioli sui diversi versanti dell’isola.

Qui la vita scorre piuttosto tranquilla, fra atmosfere silenziose e i ritmi lenti di una dimensione marinara ancora presente nelle attività di pesca che riforniscono di pesce fresco le famiglie locali e alcuni deliziosi ristorantini dei quali vi parlerò più avanti. D’estate, comoda per le attività balneari è la lunga e attrezzata spiaggia che ad ovest si affaccia su Vivara, isolotto a forma di mezzaluna, sede di una preziosa riserva naturale e collegato a Procida da un ponticello non carrozzabile. In realtà le spiaggette da esplorare sono diverse e provarne più d’una può essere un modo divertente per conoscere meglio la costa. A detta di molti – ed io concordo – la più bella è quella del Pozzo Vecchio, detta anche la Spiaggia del Postino perchè compare con le sue acque cristalline nel celebre film con Troisi: la si trova a circa un quarto d’ora dal centro dell’isola, zona ricca di negozietti old style. Il tempo invece che non dedicherete al mare potrete trascorrerlo alla scoperta del resto dell’isola, percorrendone le strette viuzze che ad ogni tortuosità riservano una qualche piccola o grande sorpresa. E se Procida vi conquista come ha conquistato me, un week-end non vi basterà per ritenervi appagati della visita.

Sebbene non sia un’isola mondana, Procida ha tuttavia i suoi luoghi più accorsati, come ad es. la zona del porto che tra caffè e piccoli ristoranti offre ore piacevoli da trascorrere. Una visita merita il Caffè Roma legato alla memoria degli scrittori Elsa Morante e Alberto Moravia, che qui amavano trascorrere il loro tempo fra conversazioni intime e momenti di feconda scrittura. Per quanto riguarda invece la cucina locale, prevalentemente di mare, non avrete certo delusioni essendo davvero ottima. Si mangia bene un po’ ovunque, ma se volete far colpo su qualche vostro ospite, la meta principale consigliata è  Marina Corricella, il borgo marinaro più antico dell’isola da cui la notte i pescatori prendono il largo per gettare le reti. Quotidianamente c’è una varietà di pescato freschissimo che a rotazione vi consente di assaggiare i piatti più disparati. Due gli indirizzi a Corricella oggetto del passaparola degli aficionados dell’isola: Caracale (via Marina Corricella 62 – tel. 081 8969192), presso cui è consigliabile prenotare essendo molto ricercato, offre una cucina di grande qualità e una location suggestiva a pochi metri dal mare;  fra i suoi piatti forti le polpettine di pesce spada, lo sformatino di melanzane e la zuppa di totani. Poi c’è La Lampara (via Marina Corricella, 88 – tel. 081 896.06.09), che gode anch’esso di una vista straordinaria associata alla proposta di piatti eccellenti come le alici ripiene, i ravioli ai gamberi, i capunti con i frutti di mare e svariate ed ottime pietanze a base di melazane. Con un po’ di scale raggiungete invece il ristorante La Conchiglia, affacciato sulla spiaggia della Chiaia, con vista sul porto di Corricella (via Pizzaco 10 – tel. 0818967602): qui troverete meraviglie come gli spaghetti coi ricci di mare, la pasta fresca con alici e peperoncini verdi, vari piatti di pesce del giorno e una selezione di dolci mozzafiato.

Non mi rimane infine che darvi qualche consiglio per il pernottamento: se volete sperimentare un soggiorno autogestito nel cuore della storica Marina Corricella (n. 52), c’è il B&B  Borgo dei pescatori (cell. 393 7154331), che offre 4 monolocali – di cui 3 soppalcati di 44 mq – muniti di tutto (bagno, aria condizionata, angolo cottura, terrazzo) affittabili a settimana (max 5 posti letto – da 450 a 650 euro a seconda del periodo) o anche per periodi più brevi (80/100 la singola e la doppia);  altra soluzione può essere il B&B Le Querce, struttura ricettiva ricavata da una casa colonica del ‘700, immersa in un’oasi tranquilla in zona Faro di Procida (via Rinaldi 39/d – tel. 081 8968987) a due passi dal mare, con comode camere mono o bilocali (con una o due camere matrimoniali, ma con sistemazioni anche uso singola) con annessa cucina attrezzata, bagno privato, terrazzino all’aperto e parcheggio (prezzi da un minimo di 35 euro per la singola a 110 max per la doppia; prezzi invece a settimana: 290/770). Per un B&B di charme c’è Casa Bormioli (Via Principe Umberto 86 – tel. 081 8960090) nel cuore del centro storico dell’isola e con numerosi servizi fra cui piscina, giardino di agrumi, centro benessere (prezzi: da un minimo di 90 euro a un max di 180, la matrimoniale Deluxe | da 130 a 220 la quadrupla Superior). Per chi invece ama il soggiorno in hotel, c’è La Tonnara (Marina Chiaiolella 51/b – tel. 081 8969353), un quattro stelle con sede in un’antica struttura marinara affacciata sul porticciolo turistico (prezzi: da 90/160 euro, la doppia). Buon viaggio!

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Campania – Scorcio dell’isola di Procida (Napoli) – Ph. Porfirio | CCBY2.0

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