Pino Aprile presenta ad Amendolara il suo ultimo libro “Il Sud puzza” e il comune annuncia petizione europea contro le trivellazioni nello Jonio

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Un Sud nuovo e diverso. Quello che non ti aspetteresti di trovare nel Sud piagato di tutte le piaghe, vecchie e nuove, millenarie e recenti. Un Sud di “comunità che reagiscono al disagio e all’abbandono, ricomponendosi intorno a progetti, strategie, con, e più spesso senza, l’appoggio di istituzioni o persino contro. È questo il messaggio principale contenuto nell’ultimo libro di Pino Aprile “Il Sud Puzza”. Sarà presentato venerdì 20 dicembre alle ore 18 nella Sala Consiliare del Comune di Amendolara (Cosenza). Alla manifestazione, porteranno il loro contributo, la professoressa Albina Colella geologa marina dell’Università di Potenza e l’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri.

La speciale occasione, come annunciato dal sindaco Antonello Ciminelli, sarà utile, proprio facendo tesoro delle denunce ed esortazioni di Pino Aprile, per definire procedura della petizione da mandare a Bruxelles, come proposto dall’europarlamentare Aldo Patriciello, contro le trivellazioni da parte delle multinazionali nel mare Jonio. Il Primo Cittadino ha invitato i colleghi del territorio e i cittadini a continuare a condividere una battaglia di civiltà partecipando all’incontro che, sarà moderato da Lenin Montesanto.

L’assenza delle istituzioni, a tutti i livelli. È questo il nuovo che l’autore vuole evidenziare nell’ultimo lavoro “Il Sud Puzza”. Spesso in combutta se non colluse con i devastatori del territorio, dell’ambiente, della salute. Di contro le tante associazioni e movimenti, autonomi all’inizio ma tra i quali comincia a stendersi una rete di collegamenti, sempre più vasta e sempre più fitta che costituisce la vera alternativa al non fare delle istituzioni. In questo viaggio nel sud, l’autore pugliese, non si limita a scandagliarne gli aspetti moderni e le aspettative ataviche, da spettatore, anche se interessato. Ma, si sporca le mani, lotta e partecipa a questo processo di riscatto e di redenzione che ha dell’eroico. Il suo viaggio attraverso il male si snoda ripercorrendo luoghi simboli come Taranto. Una delle Città più inquinate e avvelenate d’Europa, sintesi di affare e malaffare, di collusione e inerzia delle istituzioni, dove i cittadini si sono organizzati per riprendersi la Città e il loro diritto alla salute, cercando di sfuggire all’aut-aut o lavoro o salute. Ercolano, dove una donna coraggiosa ha iniziato, solitaria, una battaglia contro il pizzo, seguita poi da tanti commercianti fino a rendere libera la città. Scampia, simbolo assoluto di ogni degrado, dove tante associazioni si impegnano al recupero di bambini assediati dallo spaccio e dalla diffusione della droga. La mafia, la ndrangheta, la camorra o altre organizzazioni criminali, che si diffondono anche grazie alla paura dei cittadini, all’omertà, al bisogno che possono essere sconfitte se si leva dal territorio un moto di vergogna che induce l’orgoglio e la fiducia nel risveglio dei cittadini di fronte all’oppressione dei diritti. Da qui, passa la vera via del riscatto.

fonte: Montesanto Sas – Comunicazione & Lobbying

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