Il segreto della longevità: incontriamo le cinque donne più vecchie del mondo!

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di Valerio Giancaspro*

Una volta entrati abbondantemente negli “anta” ci si comincia a chiedere quanto altro ci resta da vivere. Al contempo si cerca ci capire quale sia il segreto della longevità. Sull’argomento sono stati scritti fiumi di parole ma io voglio cercare di mantenermi coi piedi per terra ed ho fatto un po’ di ricerca. In particolare mi ha incuriosito un articolo del quotidiano inglese Independent che titolava “I segreti della longevita’: incontra le cinque donne le cui vite hanno superato i tre secoli”. Andiamole ad incontrare!!!

La foto dell’articolo inquadrava una nonnina magrissima, con pochissimi capelli bianchi, occhiali, su una sedia a rotelle che indossava una t-shirt grigia tinta unita con sopra scritto “I intend to live forever, so far so good” ovvero “Viglio vivere per sempre, finora tutto bene”. Trattasi della signora Bernice Madigan, nonnina americana del Massachusetts che adora(va) suonare il piano e leggere libri (all’epoca l’Ipad non c’era) e che riconduce il segreto della sua longevità al non aver avuto figli ed al bere vino!!!

Nonostante le mie perplessità decido di procedere con l’analisi della altre nonnine ultracentenarie.

La prima è la giapponese Misao Okawa, nata il 5 marzo 1898 e che quindi ha quansi 117 anni!!! La Okawa, che oggi vive in una casa di riposo, e che è ritratta mentre beve il suo the verde Sencha, e che è sopravvissuta a due dei suoi tre figli, attribuisce il segreto della sua longevità all’esercizio fisico, a dei buoni geni ma soprattutto al rimpinzarsi di Sushi.

La mia perplessità aumenta.

La terza nonnina è la signora Gertrude Weaver, americana dell’Arkansas, nata il 4 luglio 1898. Anche lei come la Okawa ha soli 117 anni ed è sopravvissuta a tre dei suoi quattro figli (il quarto ha 90 anni e sta morendo). Intervistata dal settimanale Time sul come ci si sente ad essere la persona piu’ vecchia d’america la Weaver ha risposto senza esitazione “Mah…non saprei. Non sono mai stata così vecchia prima d’ora!”. Al che l’intervistatore le ha chiesto quale fosse il segreto della longevità e lei ha risposto: “la gentilezza. L’essere buona con le altre persone…ed il dar da mangiare ai nipoti”. Aggiungo che la Weaver è molto popolare nella casa di riposo Silver Oaks soprattutto per la sua abilità nel danzare sulla sedia a rotelle, acquisita grazie alla sua assidua frequentazione del corso “Sittercise”: tre volte la settimana, presentarsi con partner.

Ma passiamo alla quarta nonnina, la signora Jeralean Talley, anche lei statunitense, nata il 23 maggio 1899, e quindi decisamente più giovane della Weaver. Con soli 115 anni è praticamente sua figlia! Afroamericana della Georgia la signora Talley attribuisce la sua longevitù al semplice buon senso, ma incalzata da un intervistatore del Daily Mail rivela anche che non ci puo’ fare nulla se è cosi’ vecchia, non dipende da lei! La signora, che riesce ancora a camminare, ama la pesca sportiva, ma a quanto pare non ricorda mai quanti pesci abbia preso. Al momento si sta occupando della figlia di 76 anni, la cui salute la preoccupa.

Passiamo quindi alla Signora Susannah Mushatt, statunitense dall’Alabama, nata il 6 luglio del 1899, terza di 11 fratelli e sorelle. Non ci vede piu’ da 12 anni, non ha mai fumato e bevuto, ma si rimpinza regolarmente di pollo e lardo che cucina personalmente sul barbecue. Intervistata dal settimanale Time ha rivelato che non ha segreti di longevità ma che crede in Dio.

Terminiamo la nostra rassegna con la signora Emma Morano, italiana di Verbania (vicino Varese), nata il 29 novembre 1899. La Morano ha l’hobby della distillazione, ed, intervistata dal quotidiano “La Stampa” non ha esitato ad attribuire la sua longevità ad un quotidiano bicchiere di brandy fatto in casa!!! Ha però aggiunto che mangia due uova al giorno, uno cotto ed uno crudo, pasta a pranzo ed un semplice bicchiere di…”latte” per cena.

Dunque vediamo cosa abbiamo appreso dalle nonnine ultracentenarie. Per vivere a lungo bisogna: 1. bere vino, 2. mangiare sushi, 3. essere gentile, 4. ballare sulla sedia a rotelle, 5. fare pesca sportiva ed aprirsi una distilleria abusiva di brandy. Ah dimenticavo: bere a stomaco vuoto fa male, quindi prima del brandy mangiare un uovo!!!

*Valerio Giancaspro, pugliese di Molfetta (Bari), dopo la laurea in Architettura presso il Politecnico di Bari, la partecipazione ad un progetto di ricerca del Politecnico Federale di Zurigo e un Master in Business Administration presso The Open University di Milton Keynes (Inghilterra), ha iniziato un percorso professionale che lo vede oggi impegnato come Development Manager per l’inglese McArthurGlen Group. Grande viaggiatore in Europa e nel resto del mondo per lavoro e per passione, non ha mai interrotto il suo rapporto con la terra d’origine dove torna con piacere non appena i suoi molteplici impegni gli lasciano del tempo libero. Estimatore del patrimonio culturale, ambientale ed enogastronomico del Sud Italia, ha condiviso con gli altri membri della Redazione di Famedisud l’idea di un progetto editoriale che potesse promuovere la più ampia conoscenza di uno straordinario contesto territoriale non di rado ‘invisibile’ ai più, talvolta persino agli stessi meridionali. I suoi interventi sul magazine vogliono a volte essere anche degli sguardi ironici e divertiti fuori dal Sud su temi che riguardano tutti.
latuapubblicita2
 

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