Fra restauri e mostre, la Diocesi di Locri-Gerace riscopre un patrimonio d’arte e crea un protocollo operativo

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Arte e Fede, Gerace 27 gennaio 2018

Arte e Fede, Gerace 27 gennaio 2018

di Redazione FdS

Sabato 27 gennaio 2017, alle ore 17,00 presso la Sala dell’Arazzo di Gerace, il Vescovo della Diocesi di Locri e Gerace, S. E. Francesco Oliva,  presenzierà alla inaugurazione della mostra realizzata per la presentazione al pubblico dei lavori eseguiti nel progetto di studio e restauro “Un’estate tra Arte e Fede nella Diocesi di Locri-Gerace 2017”. Al centro del progetto la tutela e la valorizzazione dei Beni Storico-Artistici attraverso un approccio multidisciplinare volto a coinvolgere, ad ampio spettro, le competenze di specialisti nel settore del patrimonio culturale e le nuove generazioni di studiosi, promuovendo la condivisione del sapere.

Nato da un’idea del restauratore Giuseppe Mantella, coordinato insieme a don Fabrizio Cotardo e don Angelo Festa e promosso dalla diocesi di Locri-Gerace, il progetto “Un’estate tra Arte e Fede nella Diocesi di Locri-Gerace” ha voluto aggregare competenze diverse per lo studio e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, istituendo un protocollo operativo che potrà divenire il prototipo di un futuro piano integrato di recupero e manutenzione da “esportare” anche in altre realtà territoriali vicine o lontane. Ad offrire materia di intervento già la stessa Diocesi che, estesa da Monasterace a Bruzzano nella provincia di Reggio Calabria, conserva all’interno delle proprie chiese e santuari opere di particolare rilievo sia dal punto di vista storico artistico che religioso: un patrimonio comune, spesso poco noto, che, tramite questa iniziativa, si vuole tutelare e far conoscere

Restauro di Crocifisso ligneo - Ph.  Renato Mollica

Restauro di un Crocifisso ligneo del XVII secolo – Ph. Renato Mollica

La programmazione degli interventi ha previsto l’apporto di competenze diverse che hanno preceduto ed affiancato le operazioni conservative in una visione olistica del bene culturale capace di “conciliare la preziosa e irrinunciabile specializzazione disciplinare con una moderna interdisciplinarità”: un approccio globale e integrato, finalizzato a ricostruire un quadro completo su storia, composizione materica e stato di conservazione delle opere restaurate.

In un clima di fattiva collaborazione tra la Chiesa Cattolica e lo Stato (con la Soprintendenza competente per territorio ed il Segretariato Regionale MIBACT ), gli enti proprietari e quelli preposti alla tutela hanno avuto il compito di  dettare le linee guida degli interventi e predisporre i piani esecutivi, oltre che vigilare sulla loro esecuzione materiale. Il progetto ha previsto inoltre l’apporto di alcune prestigiose Università quali: il Dipartimento Patrimonio, Architettura, Urbanistica (PAU) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che ha partecipato attivamente nella formulazione del programma di ricerca per le indagini diagnostiche, e che è stato presente con propri tutor, incaricati di seguire gli studenti nella fase operativa (in particolare le attività di rilievo geometrico e la modellazione 3D, sono state eseguite su progetto del prof. Franco Prampolini); il corso di Conservazione dell’Università di Trento e Verona, Facoltà di Lettere, Laurea Specialistica in “ Conservazione e Insegnamento restauro dei materiali” (prof. Sante Guido), il Dipartimento dei Beni Culturali, Facoltà di Storia e Beni Culturali della Pontificia Università Gregoriana (professor Ottavio Bucarelli), l’Università di Napoli Federico II (professoressa Paola D’Alconso), l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, l’Accademia di Belle Arti di Napoli (professoressa Serena Barbagallo).

Restauro di crocifisso ligneo

Restauro di Crocifisso ligneo del XVII secolo

Gli interventi in sede di cantiere e nei laboratori appositamente allestiti in loco, sono stati affidati alla ditta Giuseppe Mantella Restauro Opere d’Arte con la collaborazione di Flavia Gazineo, Ilaria Maretta, Silvia Orsi, Laura Liquori, che hanno garantito una costante e diretta supervisione del progetto, in modo da organizzare quotidianamente le attività in ogni fase esecutiva e seguire da vicino l’operato dei giovani partecipanti, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio della provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia (Soprintendente Anna Maria Guiducci, Architetto Mariolina Reggio, Dottoressa Maria Cristina Schiavone).

Francesco Cozza, San Michele Arcangelo e S. Giovanni Battista, XVII sec., Bianco (RC), Chiesa Matrice

Francesco Cozza, S. Michele Arcangelo e S. Giovanni Battista, XVII sec., Bianco (RC), Chiesa Matrice

Protagonisti dell’iniziativa sono stati però soprattutto i giovani chiamati a formare un gruppo di lavoro che ha funzionato come luogo di confronto concreto e integrazione fra competenze diverse, dove ciascuno – ingegneri, architetti, storici dell’arte, diagnosti e restauratori – ha potuto fornire il proprio contributo ed accrescere il proprio percorso formativo, professionale e umano. Studenti provenienti dalle varie Università italiane coinvolte, tra i quali gli allievi del corso di “ Collaboratore Restauratore dei Beni Culturali” istituito dalla Ex Provincia di Reggio Calabria (oggi Città Metropolitana), e giovani professionisti calabresi e della Diocesi di Locri-Gerace, i numerosi studenti provenienti dalla Accademia di belle arti di Reggio Calabria, primi depositari della cultura e della tradizione artistica e religiosa del territorio che si intende promuovere, sono stati impegnati nelle operazioni di studio e recupero del nostro patrimonio nei mesi di luglio e agosto.

I laboratori sono stati allestiti nei locali della cittadella vescovile di Gerace, le opere oggetto di studio e interventi conservativi sono stati individuati prendendo in considerazione il nord, il centro e il sud della Diocesi stessa, con opere segnalate durante tutto l’anno dai parroci, esemplificativi della tipologia degli interventi possibili e ideale prototipo di un futuro piano integrato di recupero e manutenzione da attuarsi sul territorio con continuità. L’intervento previsto si è concentrato su centinaia di frammenti in marmi policromi degli altari barocchi, un tempo collocati all’interno del tempio e rimossi nel corso del XIX secolo perché considerati incongrui con le forme rigorose e spoglie della struttura romanica-normanna; abbandonati nel giardino del monastero dei cappuccini di Gerace, giacevano dimenticati da ormai moltissimi anni. Si è inteso quindi recuperare tali manufatti, proseguendo il faticoso e scientifico lavoro già realizzato su oltre 250 frammenti nel corso della edizione Arte e Fede 2016, per collocarli nel museo in fase di progettazione presso la stessa Cattedrale, quale significativa testimonianza della storia dell’edificio e delle diverse fasi attraversate con allestimenti e ornamentazioni legate al mutare del gusto nei secoli. La prima operazione che si è già compiuta, in previsione del cantiere di luglio-agosto 2017, è stata l’individuazione e la ricognizione dei pezzi erratici presenti nel giardino al fine di valutare, con la massima approssimazione, la consistenza dei materiali da recuperare. Allo studio delle vicende storiche e conservative e alla individuazione e ricognizione dei pezzi erratici, è seguito il rilievo grafico, digitale e 3D utile per l’anastilosi virtuale e l’eventuale ricomposizione delle mense eucaristiche e del pergamo in vista di una loro collocazione futura in ambito museale. Si tratta di un intervento particolarmente delicato per la frammentazione degli elementi e la precaria condizione delle tarsie marmoree policrome delle specchiature decorative da mettersi in sicurezza per evitarne il distacco.

Restauro di crocifisso ligneo

Restauro di crocifisso ligneo del XVII sec.

Oltre ai numerosi frammenti di marmi policromi appartenenti agli altari settecenteschi della cattedrale e dismessi nella prima metà del novecento, a Gerace, negli spazi del laboratorio allestito nella Cittadella Vescovile , si è proceduto allo studio storico artistico, ai rilievi , alla diagnostica ed alla esecuzione dell’intervento conservativo su altre opere quali: due dipinti su tela del XVII sec. raffiguranti una “Madonna del Rosario” e una “Immacolata Concezione”, provenienti da Camini (Reggio Calabria), chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo;  un dipinto su tela del XVIII sec. raffigurante una “Madonna del Lume”, una statua lignea del XIX sec. raffigurante una “Madonna della Purità”, due reliquiari del XVIII sec. in argento ed un frammento di ostensorio del XVII sec. provenienti da Siderno superiore, Chiesa di San Nicola; una statua in marmo del sec XVI, raffigurante “Santa Caterina di Alessandria” ed un dipinto su tela del XVII sec., opera di Francesco Cozza, avente per soggetti “San Michele Arcangelo e San Giovanni Battista”, dalla Chiesa Matrice di Bianco; una statua lignea raffigurante San Francesco di Paola, opera attribuita ad Arcangelo Testa del XIX sec., un Crocifisso ligneo del XVII sec. e due turiboli in argento XVIII sec. provenienti da Stilo (la prima opera dalla Chiesa di San Francesco e le altre dalla chiesa di San Domenico); un dipinto su tela del XVII sec. “Madonna con Bambino” attribuito a Francesco Cozza, da Sant’Ilario, Santuario di Sant’Ilario; un reliquiario in argento del XVIII sec. contenente le reliquie di San Vittore, un ostensorio in argento del XVII sec. ed una pisside in argento del XVIII sec. dalla Chiesa Matrice di Roccella Ionica; infine, una serie di paramenti sacri del XVIII sec. provenienti dalla Chiesa Matrice di Platì.

Mosaici paleocristiani

Mosaici della villa romana del Naniglio, I sec. a.C., Gioiosa Ionica (RC)

Il laboratorio di indagine e restauro è stato realizzato in modo da rendere visibili le attività che vi si sono svolte: un vero e proprio “cantiere aperto” che ha coinvolto cittadini, turisti e devoti nel processo conservativo di questo prezioso patrimonio comune.

L’intera operazione è avvenuta sotto la supervisione di un apposito Comitato Scientifico: Salvatore Bullotta, Regione Calabria; Maria Teresa Sorrenti, Segretario Regionale Calabria; Anna Maria Guiducci, Soprintendente SABAP Provincie di Reggio Calabria e Vibo Valentia; Giuseppe Mantella, Restauratore; Francesca Martorano, Università Mediterranea Reggio Calabria ( Dipartimento PAU ); Franco Prampolini, Università Mediterranea Reggio Calabria ( Dipartimento PAU ); Paola D’Alconzo, Università di Napoli Federico II; Ottavio Bucarelli, Pontificia Università Gregoriana; Sante Guido, Università di Trento; Adele Canale, Soprintendenza SABAP RC-VV Calabria; Mariolina Reggio, Soprintendenza SABAP RC-VV Calabria; Maria Cristina Schiavone, Soprintendenza SABAP RC-VV Calabria; Architetto Francesca Neri, Città Metropolitana di Reggio Calabria.

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