Coronavirus: il barese Marco Ranieri scopre come collegare un respiratore a più pazienti

Il prof. Marco Ranieri

Il prof. Marco Ranieri

di Redazione FdS

E’ il Direttore del reparto di Rianimazione e Anestesia dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna e insieme ad alcuni colleghi, di fronte alla drammatica emergenza da coronavirus che l’Italia sta attraversando – soprattutto in Lombardia dove è concentrato il maggior numero di casi, con le strutture ospedaliere al collasso e la carenza di vitali strumentazioni mediche –  ha provato a collegare un respiratore a due circuiti, e quindi a due pazienti. Un’intuizione che si è rivelata fondata creando la realistica prospettiva di duplicare i posti in rianimazione.  Lui è Marco Ranieri, barese, classe 1959, ordinario all’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche, già Ordinario di Anestesia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione all’Università di Torino ed all’Università La Sapienza di Roma.

Ponderata la praticabilità della soluzione tecnica, Ranieri e il team dell’ospedale hanno incaricato la Intersurgical, un’impresa di Mirandola, nel distretto biomedicale modenese, di costruire in 72 ore un prototipo, poi testato con successo all’Ospedale Sant’Orsola. “Le prime forniture – ha affermato Sergio Venturi, commissario ad acta per l’emergenza coronavirus in Emilia-Romagna – arriveranno a Piacenza e Parma. E’ una notizia che ci riempie di orgoglio: noi italiani, quando siamo in difficoltà riusciamo a tirare il fuori il meglio. Sarà anche un regalo per le altre regioni e per gli altri Paesi, quelli più fortunati che stanno avendo più tempo per organizzarsi”. Il tutto con buona pace di chi pensa che i medici meridionali debbano essere pagati meno degli altri perché “meno preparati” (almeno secondo l’opinione della leghista toscana Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina) o considera il riconoscimento del loro ingegno un’espressione di “provincialismo”.

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