A Bari chiude il Bif&st e guarda ai prossimi tre anni. Cinque i premi al film di Paolo Virzi. Per il cinema internazionale vince il georgiano Zaza Urushadze

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Puglia – I vincitori della 5a edizione del Bif&st – Bari International Film Festival

di Redazione FdS

Si è chiusa con una grande serata di gala al Teatro Petruzzelli il 5° Bif&st – Bari International Film Festival, quest’anno declinato all’insegna della filmografia del grande attore Gian Maria Volonté, nel ventesimo anniversario della sua scomparsa. E’ stata un’edizione che ha confermato il successo degli anni scorsi, come è emerso nel corso della conferenza stampa di bilancio all’indomani della chiusura. “Il Bifest è finito e già ci manca”. Lo ha detto l’assessore al Mediterraneo, Turismo e Attività culturali, Silvia Godelli, presente alla conferenza. “Il festival ci ha riempiti di vita, diventando – con la sua particolarmente dinamica idea di essere – un punto di riferimento per la città”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il direttore del Bifest, Felice Laudadio, il responsabile organizzativo Angelo Ceglie e la presidente di Apulia Film Commission, Antonella Gaeta. “Tra ieri e oggi – ha proseguito – ho continuato a ricevere i commenti più vari, soprattutto positivi. Ma anche suggerimenti e critiche. Perché si discute di ciò che c’è, di cosa si è, di quello che è importante. Ogni critica è l’impulso ad andare avanti. Questo festival tuttavia vede un’innegabile crescita di anno in anno: è un festival che cresce e che vede, con un effetto moltiplicatore, settantamila persone coinvolte in una settimana”. “Ci sentiamo insomma ormai abbastanza maturi, con la rodata interfaccia della Apulia Film Commission”. “Adesso – ha concluso – siamo al momento del “che fare”. Ogni anno il direttore Felice Laudadio ci chiede se l’anno prossimo potremo rifare il festival. Gli altri anni non ero in grado di rispondere subito sì, oggi possiamo dire di essere sicuri di poter programmare l’annata 2014 e quelle successive. Stiamo infatti lavorando con la cabina di regia dei fondi europei straordinari per capire se finanziarle tramite i Fas o tramite il Fesr, quest’ultimo ancora da sviluppare. Ma oggi sappiamo che il Bifest ci sarà almeno per i prossimi tre anni anche in questa fase di passaggio di programmazione europea e garantiremo l’edizione anche per il primo anno del prossimo governo regionale, nel 2016”.

Nel prendere atto delle felici prospettive che emergono dalle dichiarazioni dell’assessore Godelli, vediamo qual’è stato l’esito di questa edizione del Bif&st in termini di premi assegnati. Per la sezione Panorama Internazionale, la giuria popolare presieduta da Francesco Bruni ha assegnato il Premio Internazionale al miglior regista al cineasta georgiano Zaza Urushadze per il suo film Tangerines (Mandarini).  Il premio è stato attribuito con la seguente motivazione: Il film ha il grandissimo pregio di saper raccontare, in maniera semplice ma raffinata, l’insensatezza della guerra, specie quando essa contrappone persone che hanno la stessa faccia, parlano la stessa lingua e faticano persino a riconoscersi come nemici. Qui, due miliziani, un abkhazo ed un georgiano, gravemente feriti, vengono ospitati sotto lo stesso tetto da un anziano e paziente contadino estone; nella convivenza forzata, nella condivisione dei piccoli momenti della giornata, l’odio feroce che li divide è destinato a perdere ogni senso, poiché si può odiare solo ciò che non si conosce. Il regista impossibilitato ad intervenire alla manifestazione ha inviato i seguente messaggio: ”Vi prego di scusarmi per non essere presente alla cerimonia. Vi ringrazio molto per questo fantastico premio. Per me è un vero privilegio. E’ un onore non solo per me, ma per tutto il cinema georgiano, così come per quello estone. Da parte di tutti noi, un grazie e un augurio per il vostro festival”.

Per quanto riguarda i premi assegnati al cinema italiano, la giuria espressa dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, composta da Valerio Caprara del Mattino, Paolo D’Agostini della Repubblica, Piera Detassis direttrice di Ciak, Fabio Ferzetti del Messaggero, Anton Giulio Mancino della Gazzetta del Mezzogiorno, Paolo Mereghetti del Corriere della Sera, Franco Montini presidente del Sindacato Critici, Sergio Naitza dell’Unione Sarda e Silvana Silvestri del Manifesto, si è così espressa:

Al film di Paolo Virzì, “Il capitale umano”, sono andati ben 5 premi: il Premio Mario Monicelli per il miglior regista; il Premio Luciano Vincenzoni per la migliore sceneggiatura a Francesco Bruni, Francesco Piccolo e Paolo Virzì; il Premio Vittorio Gassman per il miglior attore protagonista a Fabrizio Gifuni, purtroppo impossibilitato ad intervenire;  il Premio Alida Valli per la migliore attrice non protagonista a Matilde Gioli; il Premio Roberto Perpignani per il miglior montatore a Cecilia Zanuso. Due i premi per il film Song’e Napule” di Marco e Antonio Manetti: Premio Alberto Sordi per il miglior attore non protagonista a Carlo Buccirosso, anch’egli impossibilitato ad intervenire alla premiazione, e Premio Ennio Morricone per le migliori musiche a Pivio e Aldo De Scalzi.  Premio Franco Cristaldi per il miglior produttore è andato invece a Gianluca Arcopinto per L’amministratore e per La mia classe Premio Tonino Guerra per il miglior soggetto è stato assegnato ad Antonio Morabito per Il venditore di medicine. Due i premi per il fim Come il vento di Marco Simon Puccioni: Premio Anna Magnani per la migliore attrice protagonista a Valeria Golino e Premio Giuseppe Rotunno per il miglior direttore della fotografia a Gherardo Gossi. Il Premio Dante Ferretti per il miglior scenografo è andato a Giancarlo Basili per L’intrepido di Gianni Amelio. Infine, si è aggiudicato il Premio Piero Tosi per il miglior costumista Maria Rita Barbera per il film Anni felici di Daniele Lucchetti.

Nel corso della serata è stato assegnato anche il Premio Fellini for Artistic Excellence allo scrittore siciliano Andrea Camilleri, il cui intervento è stato salutato con particolare calore dal foltissimo pubblico presente al Petruzzelli al quale ha promesso di tornare anche il prossimo anno. Camilleri era già stato protagonista in mattinata di una gremitissima ”Lezione di Cinema” coordinata dal critico Enrico Magrelli e dedicata alle relazioni fra il cinema e le opere letterarie di Leonardo Sciascia.

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