Il Progetto

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Analizzando il panorama editoriale on line dedicato al Sud Italia, abbiamo constatato l’assenza di un “racconto” unitario ed approfondito del suo patrimonio culturale, ambientale, paesaggistico e produttivo, per lo più sconosciuto al grande pubblico proprio a causa di una scarsissima o frammentaria comunicazione. Pertanto abbiamo avvertito l’esigenza di colmare questa lacuna ideando il Magazine Famedisud nel quale luoghi, storie, persone, prodotti, tradizioni e processi innovativi diventano protagonisti assoluti di un inconsueto ed originale storytelling. Questa precisa scelta editoriale vuole essere l’inizio di un superamento di tutti quegli stereotipi negativi che – per quanto non sempre infondati – sono stati fino ad oggi il principale, se non unico, catalizzatore di ogni attenzione mediatica.

Tale narrazione ha la peculiarità di partire dal basso, ossia di essere compiuta da chi vive il Sud in prima persona, e mira ad incrementare nei lettori percezione e conoscenza della sua multiforme realtà, ad affascinarli e, soprattutto, a stimolare negli abitanti di quegli stessi territori la consapevolezza del loro valore. Nel perseguire tale obiettivo, e per evitare di offrire un’immagine edulcorata e poco obiettiva del Sud Italia, abbiamo scelto di non tralasciare eventuali criticità legate alle tematiche trattate.

Il Sud raccontato dal nostro Magazine non sarà pertanto una semplice latitudine geografica con particolari condizioni geoclimatiche. Punteremo infatti a riscoprire innanzitutto un importante e semisconosciuto patrimonio millenario di Civiltà, Pensiero e Conoscenza, già fecondo alimento e fattore di scambio a livello internazionale. Ma poichè l’identità di un territorio è un elemento in continua evoluzione, Famedisud si soffermerà anche su tutte quelle realtà innovative – sociali e produttive – sempre più riscontrabili nelle diverse aree da noi indagate e meritevoli della giusta attenzione. Si tratta di importanti segnali di una ben precisa volontà di cambiamento proveniente soprattutto dalle nuove generazioni, di un significativo mutamento di prospettiva e di apertura alle molteplici sfide della contemporaneità, senza rinunciare al valore della tradizione, solida base di ogni cambiamento.

Consapevoli altresì di quanto questa parte del territorio italiano spesso sfugga alla conoscenza del pubblico estero, abbiamo ritenuto opportuno rivolgerci ad esso con specifici contenuti in lingua inglese.

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2 commenti

  1. Condivido del tutto lo spirito di Fame di Sud da quando, un anno fa, mi sono imbattuta casualmente in un vostro articolo sulla gastronomia nella Pompei antica, mentre facevo una ricerca per il mio lavoro.
    Mi colpirono il dettaglio delle informazioni e del repertorio iconografico, la scorrevolezza del testo divulgativo che non perdeva in profondità di senso, la generosità con la quale tutte queste informazioni venivano messe a disposizione gratuitamente. Ora siete un mio punto di riferimento per una parte d’Italia che mi sta a cuore e spero che qualcuno abbia voglia di istituire anche una “Fame di Nord”.

  2. Simona, ti ringraziamo per le tue generosissime parole e ci ripromettiamo di continuare a raccontare con passione ed entusiasmo questa parte del territorio italiano nella quale viviamo e della quale ci fa piacere condividere qualità e difetti col resto del Paese e del mondo [visto che internet ce lo consente]. In questa iniziativa ci sono vicine tante persone che cogliamo l’occasione per ringraziare, molte delle quali contribuiscono attivamente con testi ed immagini agevolandoci in questa esaltante ma non facile opera di ricognizione di un patrimonio culturale e ambientale sterminato ma spesso colpevolmente misconosciuto. Ci auguriamo che tu e quanti ci hanno conosciuto nel corso dell’ultimo anno su FB continuiate a seguirci con assiduità anche sul neonato Magazine. Il racconto è ancora molto lungo, ma da buoni eredi degli aedi magno-greci, cantori dei lunghi poemi omerici, la cosa non ci spaventa…

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