Un aspro scontro tra gladiatori nell’affresco appena rinvenuto a Pompei

Gladiatori in combattimento, l'affresco del I sec. d.C. ritrovato a Pompei, nella Regio V

Gladiatori in combattimento, l’affresco del I sec. d.C. ritrovato a Pompei, nella Regio V

di Redazione FdS

Amati dal pubblico alla stregua delle moderne star dello sport, ma anche talora vituperati per la loro bassa estrazione sociale (accanto a uomini liberi e combattenti professionisti, figuravano spesso criminali, schiavi, galeotti, prigionieri di guerra, sprezzanti di fronte alla morte o in cerca di qualche forma di riscatto), i gladiatori e gli spettacoli di cui erano protagonisti negli anfiteatri (i Munera, se finanziati da privati, e i Ludi, se sponsorizzati dallo Stato) furono uno dei maggiori fenomeni di costume del mondo Romano nel periodo a cavallo fra Repubblica e Impero, in alcuni casi protraendosi fino alle soglie del Medioevo. Se ne torna a parlare in questi giorni grazie al ritrovamento, nella Regio V di Pompei, di un affresco raffigurante due gladiatori al termine del combattimento, l’uno vincente e l’altro soccombente. Il rinvenimento è avvenuto nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza e rimodulazione dei fronti di scavo, previsti dal Grande Progetto Pompei.
 

Il Direttore generale del Parco Archeologico di Pompei osserva l'affresco appena rinvenuto

Il Direttore generale del Parco Archeologico di Pompei osserva l’affresco appena rinvenuto

Un soggetto artistico del genere, a Pompei, non può non evocare le attività che si tenevano nel grande Anfiteatro, così come il celebre episodio accaduto nel 59 a.C. a Pompei, quando nacque un duro scontro tra le contrapposte tifoserie di Pompeiani e Nocerini: vi fu infatti una sanguinosa rissa, ricordata dallo storico Tacito e raffigurata in un un affresco oggi conservato nel Museo archeologico nazionale di Napoli. Nello specifico, l’affresco ritrovato di recente a Pompei, mette in scena di un combattimento tra un “Mirmillone” e un “Trace”, due tipologie di lottatori distinti da armature differenti e classici avversari nelle lotte gladiatorie.
 

Scorcio della scena gladiatoria, Pompei, Regio V

Scorcio della scena gladiatoria, Pompei, Regio V

Su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa, si compone la scena di lotta tra i due gladiatori. Quello sulla sinistra è un “Mirmillone” della categoria degli “Scutati”: impugna l’arma di offesa, il gladium (corta spada romana) e un grande scudo rettangolare (scutum) e veste un elmo a tesa larga dotato di visiera con pennacchi, il cimiero. L’altro, in posizione soccombente, è un “Trace”, gladiatore della categoria dei “Parmularii”, con lo scudo a terra. È rappresentato con elmo (galea), a tesa larga ed ampia visiera a protezione del volto, sormontato da un alto cimiero.
 

Scorcio dell'ambiente - forse una locanda per gladiatori - in cui è stato rivenuto l'affresco

Scorcio dell’ambiente – forse una locanda per gladiatori – in cui è stato rivenuto l’affresco

L’affresco di circa 1,12 mt x 1,5mt, rinvenuto in un ambiente alle spalle dello slargo di incrocio tra il Vicolo dei Balconi e il vicolo delle Nozze d’Argento, ha forma trapezoidaile, in quanto era collocato nel sottoscala, forse di una bottega. Si intravede al di sopra della pittura, l’impronta della scala lignea. Molto probabilmente decorava un ambiente frequentato da gladiatori, forse una bettola dotata di un piano superiore, destinato ad alloggio dei proprietari dell’esercizio commerciale o come di frequente, soprattutto vista la presenza di gladiatori, destinato alle prostitute.
 

Framento di figura maschile su un affresco prospiciente quello con la coppia di gladiatori, Pompei, Regio V

Framento di figura maschile su un affresco prospiciente quello con la coppia di gladiatori, Pompei, Regio V

“Il sito archeologico di Pompei, fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa: i crolli, gli scioperi e le file dei turisti sotto il sole. Oggi  –  ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini - è una storia di riscatto e di milioni di turisti in più. Oggi è un sito accogliente, ma soprattutto è un luogo in cui si è tornati a far ricerca, attraverso nuovi scavi. La scoperta di questo affresco dimostra che davvero Pompei è una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro”.
 

Part. dell'affresco rinvenuto a Pompei: in primo piano le ferite al torace del gladiatore soccombente

Part. dell’affresco rinvenuto a Pompei: in primo piano le ferite al torace del gladiatore soccombente

“E’ molto probabile che questo luogo fosse frequentato da gladiatori. – dichiara il Direttore Generale Massimo OsannaSiamo nella Regio V, non lontani dalla caserma dei gladiatori da dove, tra l’altro, provengono il numero più alto di iscrizioni graffite riferite a questo mondo. In questo affresco, di particolare interesse è la rappresentazione estremamente realistica delle ferite, come quella al polso e al petto del gladiatore soccombente, che lascia fuoriuscire il sangue e bagna i gambali. Non sappiamo quale fosse l’esito finale di questo combattimento. Si poteva morire o avere la grazia. In questo caso c’è un gesto singolare che il trace ferito fa con la mano, forse, per implorare salvezza; è il gesto di ad locutia, abitualmente fatto dall’imperatore o dal generale per concedere la grazia.  

Il gladiatore tracio fa con la mano il gesto ad locutia con cui l'imperatore soleva concedere la grazia al perdente

Il gladiatore tracio fa con la mano il gesto ad locutia con cui l’imperatore soleva concedere la grazia al perdente

L’ambiente di rinvenimento - conclude Osanna - è solo parzialmente portato in luce su un lato emerge un’altra piccola porzione di affresco che rivela la presenza di un’altra figura- in quanto lo scavo dello stesso è stato possibile a seguito dell’intervento di rimodulazione dei pendii dei fronti e alla loro messa in sicurezza, che costituisce l’esigenza prioritaria di tutto il cantiere della Regio V”.

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