Salvatore Settis fa il punto sullo stato del Paesaggio e sui suoi risvolti civili

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di Redazione FdS

Chi conosce bene il Sud con le sue ricchezze culturali e ambientali sa come, per anni e in diverse sue contrade, esso abbia subito una pervicace forma di aggressione al Paesaggio e quanto il rischio di una progressiva devastazione non sia ancora del tutto scongiurato. Il che pone più che mai l’obbligo ai cittadini di tenere alta la guardia nel pretendere la salvaguardia di quanto per fortuna ancora rimane. Su questo tema è senz’altro ricco di spunti di riflessione, sia pure estesa a tutto il territorio nazionale, il libro di Salvatore Settis  “Paesaggio Costituzione Cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile” (ed. Einaudi – pp. 326 – 19 euro).

«È oggi più che mai necessario parlare di paesaggio» dice Settis a chiare lettere. I danni al paesaggio ci colpiscono tutti, come individui e come collettività. Uccidono la memoria storica, feriscono la nostra salute fisica e mentale, offendono i diritti delle generazioni future. L’ambiente è devastato impunemente ogni giorno, il pubblico interesse calpestato per il profitto di pochi. Le leggi che dovrebbero proteggerci sono dominate da un paralizzante ‘fuoco amico’ fra poteri pubblici, dai conflitti di competenza fra Stato e Regioni. Ma in questo labirinto è necessario trovare la strada: perché l’apatia dei cittadini è la migliore alleata dei predatori senza scrupoli. E necessario un nuovo discorso sul paesaggio, che analizzi le radici etiche e giuridiche della tradizione italiana di tutela, ma anche le ragioni del suo logoramento. Per non farci sentire fuori luogo nello spazio in cui viviamo, ma capaci di reagire al saccheggio del territorio facendo mente locale. La qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso, è una necessità, è il miglior investimento sul nostro futuro. Non può essere svenduta a nessun prezzo. Contro la colpevole inerzia di troppi politici, è necessaria una forte azione popolare che rimetta sul tappeto il tema del bene comune come fondamento della democrazia, della libertà, della legalità, dell’uguaglianza. Per rivendicare la priorità del pubblico interesse, i legami di solidarietà che sono il cuore e il lievito della nostra Costituzione.

«Il degrado di cui stiamo parlando non riguarda solo la forma del paesaggio e dell’ambiente, e nemmeno solo gli inquinamenti, i veleni, le sofferenze che ne nascono e ci affliggono» – scrive Settis –  ma è una forma di declino complessivo delle regole del vivere comune, reso possibile da indifferenza, leggi contraddittorie – aggirate con disinvoltura – malcostume diffuso e monetizzazione di ogni valore.

Questo volume propone un’indagine che risale alle radici etiche e giuridiche del saccheggio del Bel Paese, per reagire, preservare e fare «mente locale», contro speculazioni, colpevole apatia e conflitti tra poteri. Una necessaria manifestazione di civiltà, per evitare che il cemento soffochi anche il futuro del nostro territorio.

Salvatore_SettisSalvatore Settis, calabrese di Rosarno (Reggio Calabria), è archeologo e storico dell’arte. Dal 1999 al 2010 è stato direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa. Insegna Archeologia classica presso la Normale di Pisa dal 1985. Ha inoltre diretto il Getty Center for the History of Art and the Humanities di Los Angeles dal 1994 al 1999. È inoltre membro del Deutsches Archäologisches Institut, della American Academy of Arts and Sciences, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e del Comitato scientifico dell’European Research Council. L’8 gennaio 2000 il Sindaco di Rosarno Giuseppe Lavorato gli ha conferito il “Premio Rosarno Medma”. Il suo libro Italia S.p.a.. L’assalto al patrimonio culturale nel 2003 ha vinto il premio Viareggio nella categoria Saggistica. Dal 2004 è membro del Comitato dei garanti della Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova. Il 20 novembre 2007 l’Università di Padova gli ha conferito la laurea honoris causa in Giurisprudenza. Il 29 ottobre 2008 l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” gli ha conferito, alla presenza del Presidente emerito della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, la seconda laurea honoris causa in Giurisprudenza. Nel 2012 con il libro Paesaggio costituzione cemento. La battaglia per l’ambiente contro il degrado civile ha vinto il prestigioso premio letterario Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” per la sezione “Ecologia e paesaggio”.

 

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