San Nicandro Garganico e l’antico borgo di Terravecchia custode dI storia e tradizioni

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Puglia – Loggetta tardo-rinascimentale sovrastante l’arco di Terravecchia nei pressi del castello di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello | Photogallery a fondo pagina

di Enzo Garofalo

San Nicandro Garganico è oggi una cittadina di circa 15 mila abitanti e nell’attraversare i suoi quartieri di più recente costruzione, si fa fatica a immaginarne un passato di comunità dedita alla pastorizia e all’agricoltura. Un passato che la modernità non è riuscito a cancellare, sia perchè queste attività economiche persistono ancora e sia perchè le loro più antiche radici trovano oggi alcuni premurosi custodi oltre ad aver lasciato evidenti tracce nelle locali tipicità gastronomiche. Esteso dal mare Adriatico fino all’alta collina, disseminato di aree coltivate e di antiche masserie fortificate, il territorio di San Nicandro è stato per decenni battuto da studiosi di etnoantropologia o semplici cultori della cultura popolare alla ricerca di musiche, canti e danze da conservare negli archivi della memoria collettiva. Anche il cinema si è interesssato ad esso con il film “Zefat, San Nicandro – Il viaggio di Eti”, del regista Vincenzo Condorelli, storia di un’ebrea discendente da una famiglia di San Nicandro, che torna nel paese per riscoprire le proprie origini; mentre il documentario “L’Antimiracolo” girato da Elio Piccon nel 1963 fra Lesina e San Nicandro, racconta le allora difficili condizioni di vita in questo lembo di Puglia.

Il paese ha cercato però di non limitarsi ad essere oggetto di attenzioni esterne, provvedendo da sè a ricucire il filo rosso della storia e dei costumi locali attraverso l’istituzione di un Museo Storico Etnografico della Civilta Contadina. A crearlo è stata l’iniziativa di un privato cittadino, il prof. Michele Grana, che nel corso di lunghi anni ha raccolto reperti di vario tipo (utensili domestici e da lavoro, prodotti dell’artigianato, antichi costumi, materiale fotografico d’epoca, ecc.) allo scopo di istituire un Museo che raccogliesse le testimonianze della Civiltà Contadina altrimenti destinate ad andare perdute. Un modo per preservare l’identità più autentica del luogo e per trasmetterla alle nuove generazioni. A offrirne l’occasione è stata la concessione, da parte della locale Comunità Montana, delle sale del Palazzo Fioritto nel cuore del borgo di Terravecchia, il centro storico di San Nicandro. Oggi il museo si articola su 440 mq di esposizione, attraverso un percorso in 13 sale che raccontano la vita quotidiana della antica San Nicandro rurale, gli spazi abitativi,  i vecchi mestieri di un tempo, gli abiti tradizionali, la religiosità popolare, e non manca persino qualche reperto del Paleolitico accanto ad altri di età romana. Inoltre il Museo annovera una fototeca con circa tremila immagini dalla fine dell’800 ai giorni nostri, una Fonoteca con materiali della tradizione orale e una Videoteca. Ad illustrarne il percorso c’è lo stesso direttore Michele Grana che con passione e dedizione accoglie amatori e turisti che numerosi varcano la sua soglia (il museo è visitabile dalle 16 alle 18, orario invernale, e dalle 19 alle 22, orario estivo. Rimane chiuso il sabato, la domenica e nei festivi, ma a Luglio e Agosto rimane aperto tutti i giorni – Per info e prenotazioni: 0882.472369 – 347.8824743).

Hanno accompagnato questa prima tappa della nostra visita nel borgo antico le musiche, i canti e le danze dell’antica tradizione agreste rievocati dal Gruppo Folk Sannicandrese di Tommaso Russo, formato da uomini e donne vestiti coi tradizionali costumi del pastore e della pacchiana; non gli abiti della quotidianità, ma quelli del matrimonio – importante momento di affermazione sociale – ricchi di velluti e passamanerie per lui (con sulle spalle adagiato un fazzoletto bianco e frangiato, detto mucquatur’, fermato all’estremità da un grosso anello d’oro, e in testa la sciascina, copricapo cilindrico di origine napoletana finemente ricamato) e di luccicanti parure in oro per lei (dai pendenti che ne adornavano il busto, a tremolenti, pettinesse, spilloni e forcine d’osso adorne di perle che ne decoravano l’acconciatura) a completamento di un costume composto dalla gunnèdda, pieghettata e dotata di nodi dorati o fascioni colorati a seconda del ceto sociale di appartenenza, da u zenal’, ossia il tipico grembiule bianco ricamato con fili d’oro, da uno scialle bianco di seta con frange e da calzature dette chianell’ arricchite con elaborati ricami floreali.

Nelle adiacenze del Museo c’è un’altra delle testimonianze del borgo più antico le cui origini si fanno risalire al periodo bizantino-normanno. Si tratta del Castello Normanno-Aragonese (oggi un immobile privato), sorto nel XV secolo intorno ad una torre di avvistamento e difesa di età normanna; al XVI secolo, risale invece la costruzione di una graziosa loggetta (nella foto in alto) che collegava il castello con un grande palazzo eretto fra la porta e le mura est del borgo; allo stesso periodo è riconducibile anche il già citato Palazzo Fioritto attualmente sede della Biblioteca Comunale “A. Petrucci” e del Museo Storico Etnografico.

A San Nicandro, come in tutti i borghi italiani, ampio spazio hanno le chiese. Ve ne sono di diverse, ciascuna pronta a raccontare la sua storia di stratificazioni architettoniche e stilistiche: a partire dalla chiesa madre di S. Maria del Borgo che un’antica leggenda vuole collegata al castello attraverso un cunicolo sotterraneo. Costruita nel XVI sec., a pianta basilicale e con campanile a torre quadrata, l’edificio rivela una serie di rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli. La chiesa conserva una ricca statuaria lignea di scuola napoletana risalente al periodo tardo barocco, come testimoniano i preziosi ed espressivi simulacri dell’Immacolata, di San Michele e dei tre patroni del paese San Nicandro, San Marciano e Santa Daria. Di notevole interesse anche la tela tardocinquecentesca dell’Annunciazione, gli altari barocchi di San Michele e dei Santi Patroni.

Ed è proprio al martire romano San Nicandro che la città riconduce oggi il proprio nome, sebbene non manchi chi lo ricolleghi alla originaria presenza di una chiesa dedicata a Nicandro, il santo vescovo di Myra. Legata a una suggestiva leggenda popolare è invece la chiesa di San Giorgio in Terravecchia, sorta al di qua delle mura medievali. Ad aula unica con tre campate, ospita nicchie con statue di santi, tra i quali il titolare San Giorgio, Sant’Antonio Abate e San Leonardo. Una scala pioli conduce ad un soppalco in cui si venera la Madonna di Costantinopoli, mentre un quadro della Madonna con Bambino campeggia sulla facciata. La leggenda riguarda un pozzo molto stretto accessibile dietro l’altare tramite una botola aperta sul pavimento ligneo del coro; accanto al pozzo c’è un piccolo secchiello in rame battuto e stagnato e la tradizione vuole che chi fosse riuscito a tirar su dal pozzo quel secchiello colmo di acqua, senza farne cadere goccia, avrebbe potuto esprimere un desiderio, destinato ad essere esaudito. Interessanti edifici storici di culto sono anche le chiese di San Giovanni Battista, della Pietà o dei Morti, della Madonna del Buon Consiglio detta anche “dei Morticelli”, di SS. Maria delle Grazie, mentre sulla collina che sovrasta San Nicandro c’è la chiesa di S. Giuseppe, all’interno di un piccolo parco naturalistico che si anima in particolare in occasione della festività del santo.

Il parco naturalistico di S. Giuseppe non è l’unica area verde strettamente legata al comune di San Nicandro; esteso in un unico corpo della superficie di 800 ettari, c’è anche il Bosco di Spinapulci (denominazione locale per ‘Bosco dei Biancospini’) che ospita prevalentemente alberi di cerro, roverella, farnia, leccio, acero opale, acero campestre, carpino e sorbo domestico. Non è raro, lungo il sentiero che lo attraversa, che si intravedano suggestivi scenari panoramici sul lago di Lesina, le Isole Tremiti e il Tavoliere delle Puglie. Merita una visita anche il vicino Bosco Fiorella, altro scrigno di biodiversità. Accanto alla natura che viva e rigogliosa circonda in un verde abbraccio il paese di San Nicandro Garganico, c’è anche una natura diversa, quella ‘ricreata’ dall’uomo attraverso il processo di essiccazione dei fiori che va ad alimentare una importante voce della locale economia. I fiori secchi a scopo ornamentale di San Nicandro Garganico rappresentano infatti ben il 70% dell’intera produzione nazionale impegnando diverse aziende in questa particolare attività.

Ma le peculiarità di San Nicandro non finiscono qui: forse in pochi sanno della presenza nella cittadina garganica di una comunità ebraica la cui formazione è relativamente recente ma che ha destato molto interesse fra gli studiosi dell’ebraismo. Correvano gli anni ’20 del Novecento quando Donato Manduzio, un veterano della prima guerra mondiale, ispirato da una personale lettura della Bibbia, decise di convertirsi all’ebraismo. Di origine umile e di scarsa istruzione, Manduzio si sentì misteriosamente investito del compito di divulgare il messaggio salvifico della Torah; iniziò così a celebrare lo Shabbat e le feste ebraiche radunando intorno a sé un crescente numero di sannicandresi a loro volta convertitisi all’ebraismo. Dopo varie vicissitudini che portarono finalmente il gruppo garganico ad essere integrato in seno alle comunità ebraiche italiane, tra il 1948 ed il 1950 la maggior parte degli ebrei di San Nicandro, una settantina circa, si trasferì in Israele, lì dove tuttoravivono i discendenti con le loro famiglie. A San Nicandro rimasero solo quattro donne, tra cui la moglie di Manduzio, che fecero rifiorire la comunità, tramandando ai posteri la fede e le pratiche rituali dell’ebraismo. Oggi la comunità, che conta una cinquantina di membri, fa capo per il proprio culto alla Sinagoga Scolanova di Trani.

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San Nicandro e l'antico borgo di Terravecchia

Puglia - Visione panoramica di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Scorcio del campanile della chiesa madre di S. Maria del Borgo, a San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Scorcio della cupola maiolicata che sovrasta la cappella del Sacro Cuore nella chiesa madre di S. Maria del Borgo, a San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Musiche, danze e costumi tradizionali a San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Musiche, danze e costumi tradizionali a San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - I costumi tradizionali del Pastore e della pacchiana, San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Acconciatura e decorazione a 'tremolenti' della Pacchiana di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - I costumi tradizionali del Pastore e della pacchiana, San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Dettagli del costume tradizionale della Pacchiana di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Dettagli del costume tradizionale della Pacchiana di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Dettagli del costume tradizionale della Pacchiana di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Dettagli del costume tradizionale del Pastore di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Dettagli del costume tradizionale del Pastore di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Altri costumi tradizionali di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Altri costumi tradizionali di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Musiche, danze e costumi tradizionali a San Nicandro Garganico (Foggia). A destra, nell'immagine, l'assessore alla cultura Lorena Di Salvia lanciata in una tarantella sannicandrese – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Uno scorcio del Museo Storico della Civiltà Contadina a San Nicandro Garganico (Foggia) - Ph. MuseoSDCC

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Puglia - Uno scorcio del Museo Storico della Civiltà Contadina a San Nicandro Garganico (Foggia) - Ph. MuseoSDCC

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Puglia - Uno scorcio del Museo Storico della Civiltà Contadina a San Nicandro Garganico (Foggia) - Ph. MuseoSDCC

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Puglia - Uno scorcio del Museo Storico della Civiltà Contadina a San Nicandro Garganico (Foggia) - Ph. MuseoSDCC

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Puglia - Antico portale nel centro storico di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Antico portale nel centro storico di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Antico portale nel centro storico di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Antico portale nel centro storico di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Antico portale nel centro storico di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Puglia - Antico portale nel centro storico di San Nicandro Garganico (Foggia) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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