Ritrovato in Molise l’unico canto al mondo composto da una donna contro la follia nazi-fascista. Due copie anche a Napoli

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Donne partigiane, Italia anni '40

Donne partigiane, Italia anni ’40

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di Redazione FdS

Due pagine di musica per canto e pianoforte, stampate nel 1945 dalla pregiata Incisoria Editoria Musicale Fratelli De Marino a Napoli. Un’opera che ha dell’eccezionale poiché è l’unica ad essere stata composta da una donna per celebrare la Resistenza e la Liberazione e stigmatizzare la follia nazi-fascista. Si tratta di “Rinascenza italica”, il brano composto da Antonietta Preziosi su versi di Egidio Cipressi: una sentita denuncia contro il nazi-fascismo e un inno alla speranza di una nuova vita fondata sulla libertà. A scoprire il prezioso documento presso la Biblioteca “Preziosi” di Larino (Campobasso) è stato il musicista Marcello Cofini, compositore, etnomusicologo e pianista conduttore presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma, il quale ha altresì individuato – fra il tanto materiale non ancora inventariato – oltre 200 composizioni musicali della stessa autrice e vari suoi componimenti poetici. Molti dei lavori della Preziosi (che fu autrice di circa 750 composizioni musicali per vario organico e più di 2200 componimenti poetici) godettero dell’apprezzamento di noti musicisti e critici e fra gli altri, diversi risultano dedicati al popolo oltre a fare riferimento alla situazione politica del tempo; tuttavia la sua condizione di donna non emancipata e di cittadina mai iscrittasi al partito fascista (scelta condivisa anche dal fratello) le costò senz’altro una immeritata emarginazione.

Antonietta Preziosi, poetessa e musicista non vedente, era la sorella del professore larinese Bartolomeo Preziosi – funzionario statale, riformatore dell’istruzione secondaria e tenore dilettante – che ha lasciato in dono alla sua città la biblioteca personale e l’archivio musicale della compositrice. Ad Antonietta di deve anche la fondazione di una Accademia di Arte e Cultura aperta al popolo volta alla formazione di giovani talenti. Il brano dedicato alla Resistenza è composto di due pagine a stampa ed è stato ritrovato in due copie in buone condizioni che la prossima estate saranno mostrate al pubblico, occasione nel corso della quale verrà anche eseguito lo stesso brano musicale.

Una particolare sensibilità verso la democrazia e un atteggiamento di condanna verso ogni forma di oscurantismo sono all’origine di brani per pianoforte da lei dedicati agli eventi dell’occupazione della Polonia da parte dell’esercito nazista, ai caduti della seconda guerra mondiale e alle vittime del campo di sterminio di Auschwitz. Fra gli interessi musicali rivolti all’opera di altri autori non può non citarsi quello verso il compositore toscano Alfredo Catalani, sul quale pubblicò una biografia ragionata, di grande interesse.

Antonietta Preziosi ha inoltre intessuto un intenso scambio di opere con musicisti-disegnatori e poeti, che a sua volta ricambiava con propri componimenti musicali e poetici; fu vicina agli ambienti futuristi napoletani, romani e fiorentini, eppure su di lei non si conoscono specifiche pubblicazioni biografiche. Tuttavia si sa per certo che ebbe allievi pianisti che spinse allo studio della composizione oltre che alla esecuzione delle loro stesse opere come emerge dai programmi da concerto eseguiti nella Sala Martucci del Conservatorio di Musica “S.Pietro a Majella” di Napoli; occasioni durante le quali si alternava con loro al pianoforte. E proprio prendendo spunto da questa sua frequentazione napoletana, testimoniata dall’editore del canto ritrovato a Larino, abbiamo riscontrato l’esistenza di altre due copie del suo “Rinascenza Italica”: uno presso la Biblioteca del Conservatorio di Napoli e l’altra presso la Biblioteca della Società Napoletana di Storia Patria.

Oltre a questo pezzo storico di musica, la ricerca di Cofini in Molise lo ha portato a scoprire che il vecchio pianoforte della famiglia Preziosi è uno degli esemplari più antichi al mondo di “Grand Piano Erard” probabilmente risalente al 1820, allorquando Sébastien Erard, celebre costruttore francese di strumenti musicali, sviluppò tecniche all’avanguardia per la sua epoca. Il suo modello di pianoforte a coda, antesignano di quelo usato in tempi moderni, fu molto apprezzato da musicisti del calibro di Beethoven, Chopin, Liszt e Verdi, tanto per citare i più celebri fra coloro che ne possedettero un esemplare. Un’altra chicca legata allo strumento di casa Preziosi è l’aver riscontrato incastonata al suo interno una medaglia d’oro all’onore assegnata per essere stato in mostra alle due prime grandi Esposizioni Universali di Londra (1851) e Parigi (1855). Insomma un prezioso cimelio, in buone condizioni, stimato 175 mila dollari e anch’esso destinato all’attenzione del pubblico la prossima estate se non altro perchè sarà utilizzato per eseguire le musiche di Antonietta Preziosi.

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aliamedia

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