Racconta il tuo SUD | Calabria: Tropea…una gita fuori porta, immagine e testo di Marcello Macrì

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Calabria – Veduta panoramica di Tropea (Vibo Valentia) – Ph. Marcello Macrì – FdS: courtesy dell’Autore

Tropea, una gita fuori porta.

Dolci colline dalle forme tondeggianti circondano la città, quasi a volerla chiudere e proteggere dal mondo circostante. C’è una strada che sale lentamente la collina, che sembra voler spingere la città verso il mare. Sali con tornanti la fiancata di questa collina alla cui sommità c’è un santuario, la cui croce si vede dal basso. La strada a stento regge il peso di questo tuo viaggio tanto da invitarti a metà della sua altezza, alla fermata in un piccolo spiazzo. Qui c’è una “cupola” che all’inizio del secolo scorso fu utilizzata per la guerra, che t’invita a salire sul suo estradosso; ma tanto è il vuoto che si presenta intorno a te da doverti sedere per poter ammirare con tranquillità questo infinito panorama. Paesini immersi nel verde collegati da una strada, che più che una strada è una linea disegnata su uno sfondo verde che a tratti sembra perdersi nel nulla; scogliere dalle sommità verdeggianti e il mare dall’orizzonte infinito. C’è la linea di una costa, chiamata costa degli dei, che non vuole minimamente diventare retta ma che con un gioco si spezza continuamente, diventa sasso, diventa strapiombo, diventa baia, diventa scogliera, diventa sperone di roccia; una roccia dai piedi ormai stanchi nel sopportare il peso della bellezza di questa città che secoli fa ebbe l’onore di accogliere. C’è un binario che sembra ormai abbandonato, che divide nettamente la città, concludendola e non volendo accettare alcun edificio al suo interno. C’è una strada contorta che supera la valle con un dolce ponte dagli archi di pietra che poggia e libera il suo peso sui fianchi delle colline, che non vollero riempire questo vuoto. Dolcemente attraversa le campagne quasi a non volerle deturpare; le sfiora accettando d’incurvarsi, di diventare ponticello sul torrente, di diventare strada murata per poi diventare di nuovo ponte sino a tuffarsi dentro la città, Tropea.

Da “Passeggiate Tropeane” di Marcello Macrì – 2008 Meligrana Editore.

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