Racconta il tuo SUD | Puglia: la fiaba del Trullo Bianco, testo e immagini di Anna Garofalo

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Trullo Bianco - dopo

Puglia – Il Trullo Bianco ritornato a nuova vita, Ostuni (Brindisi) – Ph. Anna Garofalo

“C’era una volta un posto di pietra…

non era grande come un palazzo ma più grande di un forno per fare le focacce. Grigio, però. Un brutto grigio di cane abbandonato senza padrone. Umido, bagnato, scrostato, senza neanche una pianta di basilico. Silenzioso. Solo la vigna sulla porta ebbe il coraggio di chiedere sottovoce: per favore, vorrei splendere con le mie uve e dimostrare che posso dare vita, io, la vite. Vi regalo la rinascita a primavera, sempre. Non ho bisogno di molto, davvero. Mi aiutate?

Allora la terra disse: io sono la terra, accoglierò i semi e le piante e i noccioli rifiutati e tutto quello che vorrete, chiedo attenzione e acqua di cielo. La stalla, umile, rispose: io sono la stalla e lo so che non sono alta e formosa, ma se ho accolto gli asinelli, posso ospitare ancora…

Il forno presuntuoso, parlò di timballi e sformati e pizze e pezzi di pane nodosi come ulivi. Alla riunione si unì la lucertola ed il ragno con poche zampe: non abbiamo cibo, non abbiamo acqua, e ci manca qualcuno che abbia disgusto di noi. Possiamo fare qualcosa?

Sì, farvi mangiare! Disse la civetta sul piccolo ulivo. I pinnacoli instabili di età chiesero il cemento, ma la cisterna rise di loro.

Due. Due persone. Lei poco disinvolta lui molto sicuro si avvicinarono a tutti senza sentire alcuna voce. Era già tardi, il tardi del tramonto e fecero molte fotografie. I soliti turisti! Dissero i pinnacoli. No, secondo me sono loro! Disse il ragno con poche zampe. Appena videro un trapano, un pennello ed un panino al prosciutto, capirono e una scheggia di calce si staccò dal muro con una capriola. Le talpe cominciarono a ridere, come mai le talpe fanno. Le zampe di un cane grasso grattavano il tetto di terra ed il solletico era piacevole. Sentirono, lontano, una musica dolce e ricordarono che erano passati dei mesi e i cuccioli pelosi erano già col muso fuori a ridere del cane ancora grasso. Era già tutto bianco, e la lucertola beveva l’acqua dal secchio. Buona, fresca, pulita. Riconobbe i due, lei sempre poco disinvolta, lui vicino al fuoco. La stalla lavorava già da un pezzo, non proprio come stalla ma le piaceva e i pinnacoli ebbero il loro cemento. La vigna era splendida col suo cappotto di uva e la terra custodiva molte e molte piante abbandonate, riconoscenti ed esuberanti del nuovo corso. Il forno restò rabbioso di poco pane, ma fu bellissimo illuminato nella notte. La civetta e le sue figlie giravano intorno alle luci, perché questo posto era loro e di quei due che lasciano cibo per tutti. C’era molta gente, quella sera e così molte altre sere, il ragno con poche zampe aveva messo al mondo maschi con poche zampe per controllare il disgusto nelle persone, la cisterna lavorava silenziosa e la lucertola, oramai anziana, cominciava a raccontare la storia alle sue uova. Solo il tramonto, nel silenzio, rimase lo stesso. C’era una volta, un posto di pietra…”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Anna Garofalo*

Trullo Bianco - prima

Puglia – Il Trullo Bianco si offre ai nuovi ospiti nella sua scabra bellezza e bisognoso di qualche lavoretto… – Ph. Anna Garofalo

*Anna Garofalo, formatasi alla scuola del grande maestro Orazio Costa, è attrice e insegnante di recitazione e dizione Italiana. Lavora in diversi allestimenti, con lunghi impegni di tournée in tutta Italia con compagnie nazionali e titoli importanti (Verga, Cocteau, Moravia, Lorca). Collabora con i Presìdi del Libro – intervenendo alla presentazione di numerosi autori e premi letterari – nonché a diversi piani di lavoro scolastici nell’ambito di progetti europei.

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