Premio Paganini: il prestigioso riconoscimento al salernitano Giuseppe Gibboni

Il violinista Giuseppe Gibboni

Il violinista Giuseppe Gibboni – Image source

di Redazione FdS

Al tripudio di premi internazionali che il 2021 ha regalato all’Italia nelle discipline più disparate, si è aggiunto nei giorni scorsi un altro prestigioso riconoscimento, il Premio Paganini, conferito nell’ambito di una delle più importanti competizioni violinistiche mondiali, istituita a Genova nel 1954 in armonia con le volontà espresse oltre un secolo prima dal grande violinista e compositore Niccolò Paganini. Il musicista, che donò a Genova il suo violino Guarnieri del Gesù, chiese infatti che la città organizzasse manifestazioni annuali gratuite per i cittadini. Star dell’ultima edizione del concorso, la 56a, è stato il giovane violinista Giuseppe Gibboni, classe 2001, originario di Campagna (Salerno), nato in una famiglia di musicisti professionisti – papà Daniele (violinista), mamma Gerardina (pianista) e due sorelle gemelle, Annastella e Donatella, entrambe violiniste – e formatosi prima con  Maurizio Aiello presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno e poi all’Accademia Stauffer di Cremona sotto la guida di Salvatore Accardo, approdando infine ai corsi del violinista russo Pavel Berman presso l’Accademia Perosi di Biella. Attualmente si sta perfezionando con Pierre Amoyal al Mozarteum di Salisburgo. Un curriculum di prim’ordine che Giuseppe riesce a conciliare con la passione per lo sport e anche per la musica pop anni 70/80.

Grazie a lui il Premio Paganini è tornato in Italia dopo ben 24 anni, tempo trascorso dalla vittoria andata nel 1997 a Giovanni Angeleri, a sua volta preceduta da quelle di Massimo Quarta nel 1991 e di Salvatore Accardo nel 1958. A premiare il talento di Gibboni una giuria presieduta da Sergej Krylov e composta da Pierangelo Conte, Francesca Dego, Stephanie Gonley, Pavel Korgan, Aiman Mussakhajayeva, Cristoph Poppen e Pavel Vernikov, maestri davanti ai quali il giovane solista ha eseguito, con tecnica straordinaria e raffinata sensibilità interpretativa, il Concerto n. 1 di Paganini e il Concerto di Ciajkovskij. Visibilmente emozionato dopo la scrosciante ovazione, Gibboni ha voluto dedicare la vittoria a tutti coloro che gli sono stati vicino negli anni della formazione, e in particolare alla sua famiglia che lo ha supportato da quando, all’età di tre anni ha iniziato a studiare. Il secondo posto è andato a Nurie Chung (Corea del Sud), mentre hanno raggiunto ex aequo la terza posizione i violinisti Ava Bahari (Svezia) e Lara Boschkor (Germania).

Il caso ha voluto che la vittoria italiana arrivasse nello stesso giorno in cui il Comune di Genova ha inaugurato una statua del grande Paganini davanti al Teatro Carlo Felice, come ha tenuto a rimarcare l’assessore alle Politiche culturali Barbara Grosso, la quale ha augurato al vincitore, agli altri finalisti e a tutti i giovani violinisti e violiniste partecipanti al Concorso, una carriera brillante e ricca di soddisfazioni, sottolineando come lo studio del violino ai massimi livelli richieda dedizione e sacrificio, oltre a un notevole talento e a un grande amore per la musica. Oltre al primo premio (30 mila euro) e all’onore di suonare il violino Guarneri del Gesù del 1743, detto “Il Cannone”, appartenuto a Paganini, Giuseppe Gibboni ha fatto inoltre incetta di altri premi come 15 concerti in Italia, un contratto biennale con un’agenzia di concerti di Shanghai, il Premio alla memoria di Stefano Fiorilla, offerto dalla moglie Giovanna Barone Fiorilla per la migliore esecuzione del Concerto di Paganini; il Premio alla memoria del maestro Ruminelli, offerto dall’omonima associazione culturale al concorrente che ha ottenuto nella finale il maggior riconoscimento da parte del pubblico; il Premio alla Memoria di Renato e Mariangiola De Barbieri offerto dall’omonima associazione al concorrente semifinalista per la migliore interpretazione dei Capricci di Paganini.
 

Il violinista Giuseppe Gibboni

Il violinista Giuseppe Gibboni – Image source

Giuseppe Gibbone ha prevalso su ben 102 concorrenti provenienti da ogni parte del mondo, tra i quali la commissione aveva selezionato 32 candidati invitati ad esibirsi a Genova; di questi, 16 sono passati in semifinale e i restanti sei hanno disputato le finali. “Il Premio Paganini – ha commentato a caldo il giovane musicista sul suo profilo Instagram -, dopo un quarto di secolo, torna in Italia ed io mi sento così piccolo d’innanzi a questa impresa storica che pare io abbia realizzato. Inutile dire quanto io sia emozionato, ci ho messo un bel po’ prima di scrivere questo post. Poco prima della sua morte – ha aggiunto -, Paganini scrisse al figlio una lettera in cui diceva: “voglio che la mia musica sia suonata nelle generazioni future così da vivere per sempre”. Spero di poter contribuire, nel mio piccolo, a rendere omaggio ad un angelo del violino troppo spesso sottovalutato. Sono stati anni duri, ho tartassato il mio corpo e la mia mente, non mi sono mai dato tregua, ma la devozione verso qualcosa di meraviglioso ripaga sempre.” E poi, rivolgendosi ai suoi coetanei: “Non mollate mai, abbiate fede nel lavoro, nella costanza, nel sacrificio. Diffidate da falsi profeti che promettono opportunità’ per farvi “emergere”. Avete già tutto nelle vostre mani e nel vostro cuore.” La vittoria di Giuseppe Gibboni, ha avuto anche un curioso fuori programma poco prima della finale: essendosi accorto di come un ragazzo, davanti al Caffè del Teatro Carlo Felice, avesse puntato la borsa di una signora finendo con impadronirsene, ha coraggiosamente rincorso il borseggiatore riuscendo a sventare lo scippo.

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