Per la creazione di una Rete della Biodiversità Antica. Secondo convegno a Roma

Raccolta delle olive in un'anfora attica del VI sec. a.C.

Raccolta delle olive su un’anfora attica del VI sec. a.C.

di Redazione FdS

Il 3 dicembre, presso la sede del Centro politiche e bio-economia del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea Pb), a Roma, si terrà il secondo incontro (il primo si è tenuto il 16 luglio) per la creazione di una “Rete della biodiversità antica”. L’iniziativa è promossa dalla Rete rurale nazionale (Rrn) ed è finalizzata alla costituzione di una rete tra Gruppi di azione locale (Gal) italiani impegnati in attività di ricerca e valorizzazione delle testimonianze botaniche antiche (3.500 a.C.-476 d.C.) e medievali (476 d.C.-1492) all’interno o nei pressi delle aree archeologiche dei territori rurali di riferimento.

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Il progetto si propone di sperimentare e mettere a sistema un approccio interdisciplinare in cui confluiscono archeologia, storia, botanica, genetica, agricoltura, economia, allo scopo di contribuire alla conservazione e all’uso sostenibile della biodiversità attraverso la scoperta e la valorizzazione delle testimonianze storico-botaniche dei territori rurali.

La conoscenza della relazione tra evidenze storiche/archeologiche e vegetazione circostante (piante inselvatichite, semi, ecc.) consente infatti da un lato il recupero di preziose testimonianze di biodiversità genetica, dall’altro la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale dei territori. Tale percorso, se attuato con un approccio multidisciplinare che coinvolga popolazione, istituzioni culturali, attività economiche locali, contribuisce a rinsaldare il rapporto degli abitanti con le aree di riferimento, riconoscendogli una responsabilità individuale e collettiva nei confronti dell’eredità culturale in essi presente.

Partendo da casi concreti, l’appuntamento del 3 dicembre sarà occasione per: 1) analizzare aspetti teorici e metodologici per la realizzazione di progetti locali per il recupero e la valorizzazione della biodiversità antica; 2) pianificare puntualmente le attività che la RRN-ReteLeader, il CREA e i GAL intendono realizzare per valorizzare progetti avviati e realizzare nuove iniziative.

Il modello da cui partire per la realizzazione di progetti mirati al recupero e alla valorizzazione della biodiversità antica connessa con il patrimonio archeologico, è stato individuato dalla Rrn nel progetto di alta formazione AgriCultura, finanziato dalla Regione Sicilia (Fse 2020) e coordinato dal Crea Dc con il supporto scientifico dell’Unità di Ricerca dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Urt Ibam Cnr) di Palermo. Attraverso il finanziamento di nove borse di formazione, nasce, infatti, con l’intento di promuovere la valorizzazione integrata del patrimonio culturale e ambientale. Due borsiste, l’archeologa Giusj Galioto (Urt Ibam Cnr) e l’agronoma Alessandra Sgueglia (Crea Dc), sono impegnate, in particolare, nello sviluppo di un percorso in grado di mettere in risalto e valorizzare il profondo legame tra natura e cultura all’interno del sito archeologico di Solunto, nel territorio del comune di Santa Flavia (Pa). Adagiato sul fianco di Monte Catalfano, l’abitato sorge nel corso del IV sec. a. C. in seguito alla distruzione, ad opera del tiranno siracusano Dionisio I, del più antico centro fenicio posto sulla costa. L’area archeologica è integrata in un contesto di elevato pregio paesaggistico e ambientale ed è caratterizzata dalla presenza di specie vegetali autoctone mediterranee. Durante l’incontro del 3 dicembre, il direttore del Crea Dc e coordinatore del progetto, Massimo Mammano e Salvatore Tosi, ricercatore dell’Urt Ibam Cnr di Palermo mostreranno il lavoro in itinere svolto nell’ambito del progetto “AgriCultura”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CREA PB, Roma
Via Po, 14 (nei pressi di Villa Borghese)
Sala 69, I° Piano
3 dicembre 2018 dalle ore 10.00
IL LUOGO

 

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