NOTRIV: il 28 marzo tutti in piazza a Corigliano Calabro contro le trivellazioni petrolifere nel Mar Jonio

Un'immagine della campagna siciliana di Greenpeace contro le trivellazioni petrolifere

Un’immagine di “U mari nun si spirtusa”, la campagna siciliana di Greenpeace contro le trivellazioni petrolifere

di Kasia Burney Gargiulo

Per il prossimo sabato 28 marzo, grande manifestazione unitaria NO TRIV a Corigliano Calabro (Cosenza) per dire NO alle incombenti trivellazioni petrolifere nel Mar Jonio da parte delle multinazionali. Una mobilitazione rivolta –  con quello che si spera sarà un grande concorso di popolo – a spronare le istituzioni regionali affinché confermino il proprio NO ad una minaccia epocale per una terra che sta tentando di puntare il proprio futuro su un’economia sostenibile basata sulla promozione del turismo, del patrimonio culturale ed enogastronomico. Una minaccia ancora più condannabile a pochi mesi dall’appello da parte di scienziati di tutto il mondo affinché si abbandonino i combustibili fossili (tale è il petrolio), ritenuti responsabili delle alterazioni degli equilibri ecologici del Pianeta, in favore delle fonti di energia rinnovabili; appello che in Italia è rimasto finora assurdamente inascoltato, considerato che il decreto “Sblocca Italia” concede il via libera alle trivellazioni, e fra l’altro proprio in un’area come il Sud, tra quelle a maggior vocazione ambientale e turistica.

Trivellazioni e fenomenologia sismica, trivellazioni e inquinamento delle falde acquifere (scandaloso in tal senso quello che sta avvenendo in Basilicata nelle acque, un tempo incontaminate, del lago Pertusillo a seguito delle trivellazioni in Val d’Agri), trivellazioni e rischio gravissimo di disastri ambientali nel Golfo di Taranto e altrove, sono solo alcuni dei temi scottanti che proprio in questi giorni stanno animando i dibattiti (spesso con la presenza di esperti) nelle varie comunità interessate dalla minaccia delle trivellazioni, fra cui quelle dell’Alto Jonio: da Trebisacce ad Amendolara a Corigliano Calabro, solo per citarne alcune. Si vanno formando da mesi comitati di cittadini per la difesa di un bene primario come quello dell’ambiente perduto il quale sarà davvero finita per tutti. E questo per ottenere che cosa? Per poche decine di mesi di estrazioni petrolifere che serviranno solo ad arricchire i pochi a danno irreversibile dei molti. Pertanto per chiunque voglia opporsi in tempo utile a questo terribile scenario, per chiunque voglia rinviare al mittente le infondate prospettive di nuovi posti di lavoro (davvero irrisorii a fronte dei gravi rischi), è doveroso essere presenti alla manifestazione di Corigliano Calabro il prossimo sabato 28 marzo per obbligare le istituzioni regionali a mantenere la propria posizione di diniego nei confronti della nefasta prospettiva di trivellazioni nel Mar Jonio (il discorso, ovviamente, vale per qualunque altra area).

La città di Corigliano è fra quelle che da mesi si sono con più forza mobilitate a livello istituzionale per scongiurare il pericolo, come ha sottolineato l’assessore all’ambiente Marisa Chiurco, impegnata in prima persona ed insieme ai suoi colleghi, ad affermare le ragioni del NO rispetto a questa oscura minaccia per il territorio, per il turismo, per l’economia e per lo sviluppo sostenibile.

“Dalle delibere di giunta inviate ai ministeri richiedenti, alla manifestazione dell’estate 2013; dalla partecipazione ai numerosi incontri promossi nel basso e alto Jonio, all’audizione con il presidente della commissione ambiente del Senato Matteoli nel settembre 2013; dall’incontro con il Ministro Lanzetta, nello stesso mese dell’anno successivo, fino al recupero delle delibere prodotte dagli altri comuni e dalla Provincia di Cosenza e debitamente trasmesse al Ministero. Alla Regione Calabria, unitamente alle delibere sono state inviate anche le richieste per il ricorso alla Corte Costituzionale sul decreto “Sblocca Italia”. E poi abbiamo incontrato il senatore Morra presso la sede del Movimento Cinque Stelle; abbiamo dato l’appoggio morale alla Jonian Dolphin e allo studio dei cetacei nello Jonio per la richiesta dell’area protetta; abbiamo aderito al partenariato, con la firma del protocollo d’intesa con il Parco della Sila, riconosciuto dall’UNESCO, dichiarato ufficialmente decima Riserva della Biosfera italiana. Sul no convinto e forte alle trivellazioni, sarebbe ingiusto accusare l’Esecutivo guidato da Giuseppe Geraci di disinteresse e di immobilismo.” È quanto l’assessore Chiurco rivendica per la squadra di governo cittadina.

Lo ha ribadito anche nel corso dell’incontro tenutosi lo scorso venerdì 6 marzo, presso il il Palazzo Garopoli, alla presenza del Sindaco Giuseppe Geraci, dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Corigliano Francesco Sapia, Francesco Forciniti, Luigi Amica e Francesco Le Pera e di Silvana Abate, in rappresentanza del nuovo movimento cittadino. Nel corso dell’incontro è stato ribadito e spiegato tutto quanto fatto e proposto dal Comune di Corigliano in questi anni per dire NO alle trivellazioni e la necessità di organizzare manifestazioni importanti e coinvolgere le associazioni, il mondo della scuola e le istituzioni del territorio.

In attesa, infine, di ricevere dalla Regione Calabria la documentazione ufficiale sul ricorso alla Corte Costituzionale (partirà, comunque, questa mattina un sollecito formale da parte del Comune), la manifestazione del 28 marzo sarà una occasione importante per chiedere pubblicamente al Presidente della Giunta Regionale Oliverio di ribadire, con pareri negativi da formulare il prossimo lunedì 30 marzo, ulteriori no alle nuove richieste di trivellazioni pervenute e sulle quali gli enti locali non hanno competenza.

 

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