Napoli: aprono al pubblico i sotterranei della Certosa di San Martino

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Campania – Visione panoramica della Certosa di San Martino, XVI-XVII sec., situata in cima alla collina del Vomero, a destra di Castel Sant’Elmo, Napoli – Ph. Johnnyrotten | Public domain

di Redazione FdS

Aprono i sotterranei di uno dei monumenti più straordinari di Napoli, la Certosa di San Martino, tra i maggiori complessi monumentali della città e, in assoluto, uno dei più brillanti esempi di architettura e arte barocca in Italia. Costruita nelle sembianze attuali su un più antico impianto sorto nel XIV secolo sulla collina del Vomero, svetta oggi accanto a castel Sant’Elmo e dal 2010 per decreto del Ministero per i Beni Culturali è stata dichiarata “monumento nazionale” insieme all’intera collina su cui si erge. Dal 1866 la certosa ospita al suo interno il ricchissimo Museo Nazionale di San Martino. La grande novità è che da sabato 24 gennaio 2015, ogni sabato e domenica, sarà possibile visitare i suggestivi spazi dei sotterranei, fulcro nascosto dell’imponente struttura architettonica che da secoli svetta sulla skyline di Napoli offrendo dalle sue terrazze una delle viste più mozzafiato del mondo.

Ad essere state rese visitabili, dopo un accurato restauro, sono le fondamenta trecentesche della Certosa, la cui edificazione iniziò appunto nel 1325 per volere di Carlo, duca di Calabria, figlio del sovrano Roberto D’Angiò, come testimonianza della religiosità del casato francese. Nello stesso luogo, e nello stesso periodo, Roberto D’Angiò dispose anche l’edificazione di un palatium, poi convertito in castello fortificato. Gli architetti che avviarono la costruzione della Certosa furono gli stessi che lavorarono in quegli anni al castello: Tino di Camaino e Francesco di Vivo, cui seguirono nel tempo Attanasio Primario e Giovanni de Bozza. La certosa fu inaugurata nel 1368, sotto il regno della regina Giovanna I, incaricatasi di promuovere i lavori data la precoce scomparsa di Carlo e Roberto D’angiò; i certosini peraltro avevano preso possesso del monastero già dal 1337.

La struttura gotica originaria del complesso, sebbene stravolta dai rimaneggiamenti successivi, è ancora riconoscibile in particolari architettonici come gli archi acuti del pronao della chiesa, l’impianto della volta della navata ma, in particolare, nei sotterranei. E proprio nei sotterranei i visitatori avranno la possibilità di ammirare la complessa concezione ingegneristica della struttura che con la sua successione di pilastri e volte ogivali funge da sostegno dell’intero edificio certosino. I corridoi fanno invece da spazio espositivo per le opere in marmo della Sezione di sculture ed epigrafi formatasi attraverso acquisti, lasciti, donazioni, cessioni e depositi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La collezione esposta contempla circa centocinquanta opere in marmo, passate in rassegna secondo un ordine cronologico (dal medioevo al XVIII secolo) ma mantenendo il riferimento ai contesti di provenienza.

Tra le sculture in marmo visibili lungo il percorso, si segnalano opere trecentesche come il sarcofago di Beatrice del Balzo, ricavato da una vasca romana del II-III secolo d.C. , un frammento di Figura femminile giacente (forse Maria di Valois) della bottega del grande scultore-architetto senese Tino di Camaino. Fra i capolavori settecenteschi di particolare rilievo sono il San Francesco d’Assisi di Giuseppe Sanmartino e un’Allegoria velata (probabilmente una Modestia), attribuibile forse al suo allievo Angelo Viva, che riecheggia alcune delle misteriose sculture della celebre Cappella Sansevero.

Certosa di San Martino, Napoli

Largo S. Martino 5

Orario visite: tutti i sabato e domenica, alle 11.30, a partire dal 24 gennaio 2015

Biglietto: 6€ (valido per l’intero complesso monumentale)

Prenotazione obbligatoria: accoglienza.sanmartino@beniculturali.it – tel. 081 2294 568

IL LUOGO

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