Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

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Calabria - Il cancello divelto dell'ingresso nord-est dell'area archeologica delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia

Calabria – Il cancello divelto dell’ingresso nord-est dell’area archeologica delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia | Photo gallery a fondo pagina

di Alessandra Scriva

Ieri vi ho parlato di uno dei tesori nascosti di Vibo Valentia, le monumentali mura greche dell’antica polis di Hipponion, città alle origini dell’attuale centro abitato. Una testimonianza d’eccezione – insieme a pochi altri esempi nel panorama archeologico meridionale – di quelli che furono i fasti dell’antica Magna Grecia. Eppure, un patrimonio di questo valore storico-archeologico è ormai da anni esposto, a fasi alterne, ad una inaccettabile condizione di degrado. Ci sono momenti in cui quello che potrebbe essere un luogo ameno e idilliaco nel quale godere delle suggestioni di un passato quasi mitico, diventa invece ricettacolo di rifiuti e di erbacce trasformandosi in emblema dell’incapacità di valorizzare una importante risorsa culturale, turistica ed economica: il sito potrebbe essere infatti per il visitatore l’ideale completamento di un itinerario nella storia e nell’arte della Magna Grecia iniziato nel ricco Museo Archeologico ‘V. Capialbi’ che ha sede nel poco distante Castello normanno-svevo.

Dare il giusto valore e prendersi cura di un luogo del genere sono allo stato attuale iniziative quasi del tutto assenti: basti pensare che il turista o lo stesso abitante del posto, che desideri vedere di persona, per curiosità, interesse o ragioni di studio, le antiche fortificazioni, dovrà essere baciato dalla fortuna e giocare a una vera e propria caccia al tesoro. Non esistono, infatti, segnaletiche o cartelli adeguati che indichino la loro esatta posizione, perciò chi volesse visitarle sarà costretto a chiedere, continuando a tenere le dita incrociate, informazioni ai passanti, augurandosi però di beccare quello giusto che conosca effettivamente la loro esistenza ed ubicazione. Neppure Google Maps potrà essere di aiuto visto che il luogo non vi è affatto segnalato; eppure non è certo disperso nel nulla, trovandosi a un passo dalla città odierna.

Una volta giunti sul posto, bisognerà quindi indovinare quale sia l’ingresso per raggiungere il ‘tesoro’. Proprio così, perché sul cancello arrugginito, semichiuso e senza maniglia, nel quale ad un certo punto ci si imbatte, non c’è alcuna indicazione relativa al luogo a cui si vorrebbe accedere, tanto meno un pannello divulgativo che ne racconti la storia. Superato quindi il timore di invadere una proprietà privata, si potranno finalmente intravedere le mura, raggiungibili a breve distanza, ma non non sono rari i casi in cui il visitatore troverà un percorso a ostacoli fatto di erbacce, siepi incolte ed escrementi di varia origine.

Situazione non dissimile è quella solitamente riscontrabile all’ingresso Nord-Est dell’area archeologica, anche se ora, grazie alla encomiabile iniziativa volontaria di due cittadini, Francesco e Gaetano Prestia, cultori della storia locale, quell’accesso è finalmente sgombro da water dismessi, materassi, bombole del gas e spazzatura varia, ma purtroppo ancora disseminato di detriti come piastrelle rotte e calcinacci. Pensate che una volta i Prestia hanno raccolto ben 40 sacchi di rifiuti, rimossi con la collaborazione di un altro cittadino che ha fornito un piccolo autocarro per il trasporto. Così come, nelle interminabili pause fra i già rari interventi istituzionali di manutenzione, i due vibonesi sono soliti mettere mano al decespugliatore per liberare dalle erbe infestanti il viale che costeggia le mura.

Nonostante la preziosità di questa testimonianza del nostro passato, la situazione descritta viene prodotta dall’inciviltà di quei cittadini che sversano sul posto i loro rifiuti, ma è innanzitutto frutto dell’incuria di chi a livello istituzionale non garantisce, se non saltuariamente, una manutenzione dell’area, nè assicura alcuna forma di vigilanza o sorveglianza che possa fare da deterrente contro abusi e atti vandalici.

Vorrei infine ricordare che, oltre al nucleo principale, vi sono resti di mura greche sparsi anche in altri punti della città e non indicati, come quello affiorante sul piano stradale della via che conduce al cimitero e quello che precede l’imbocco della galleria delle ex ferrovie Calabro Lucane.

Vista la situazione, temo che per il momento rimarrà solo un sogno percorrere, magari in una splendida notte d’estate, tutto il tragitto punteggiato da un’illuminazione ‘bianca’ già realizzata ad hoc per segnalare  l’andamento delle mura e offrire l’occasione di una passeggiata emozionante, immersi in un’atmosfera dalle suggestioni mitiche. Se non altro perchè parte di quegli spot luminosi sono ormai rotti, così come vandalizzata è la centralina elettrica a cui sono collegati.

Ho voluto segnalare questa amara realtà per evidenziare come venga calpestato il valore inestimabile di un monumento che potrebbe invece fungere da emblema degli antichi fasti della nostra città. Purtroppo oggi Vibo Valentia e i suoi cittadini sembrano aver smarrito se stessi a tal punto da aver dimenticato la propria storia e i luoghi simbolicamente più importanti della propria plurimillenaria identità. Al contrario, ritengo che ogni buon cittadino abbia l’importante compito di conoscere a fondo il territorio in cui é nato e di valorizzarlo perchè non rimanga preda dell’incuria e del degrado. Di primaria importanza resta ovviamente l’iniziativa delle istituzioni che dovrebbero farsi paladine della tutela di questi luoghi, scrigni di cultura e fondamenta imprescindibili su cui costruire il nostro presente e il nostro futuro: purtroppo ciò non accade con la dovuta costanza e attenzione, ma noi tutti abbiamo il diritto di pretenderlo con forza, avendo però cura di fare la nostra parte.

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Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Viale delle mura greche di Hipponion invaso dalle erbacce, Vibo Valentia - Ph. Belsito | CCBY-SA3.0

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Cancello divelto all'ingresso nord-est dell'area archeologica delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Centralina elettrica vandalizzata nei pressi delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Detriti di riporto nell'area archeologica delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Ingresso nord-est all'area archeologica delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Resti delle mura greche di Hipponion coperte da erbe infestanti, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Resti delle mura greche di Hipponion coperte da erbe infestanti, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Resti delle mura greche di Hipponion coperte da erbe infestanti, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Resti delle mura greche di Hipponion coperte da erbe infestanti, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Spot luminosi lungo il viale delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Spot luminosi lungo il viale delle mura greche di Hipponion, Vibo Valentia

Mura Greche di Vibo Valentia: un patrimonio minacciato dal degrado

Resti di mura greche in via Paolo Orsi

 
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