L’Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

facebook twitter instagram vimeo youtube google+ linkedin

Un ampio pezzo di ceramica ritrovato nelle acque del lago Issyk-Kul, in Kirghizistan, reca stampigliate scritte in Armeno e Siriano - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

Un ampio pezzo di ceramica ritrovato nelle acque del lago Issyk-Kul, in Kirghizistan, reca stampigliate scritte in Armeno e Siriano – Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times | Photo gallery a fondo pagina

di Kasia Burney Gargiulo

Prendete uno dei dodici apostoli di Cristo, una tradizione agiografica altomedievale fiorita nel Meridione d’Italia, una antica leggenda del Kirghizistan, una vecchia disputa fra cattolici e ortodossi sull’esatta collocazione dei resti mortali dell’apostolo, aggiungetevi una recente scoperta archeologica da cui potrebbe giungere una risposta cercata per secoli, ed otterrete un intricato giallo a sfondo mistico.

Effigie di S. Matteo sul portale della Duomo di Salerno

Effigie di S. Matteo sul portale della Duomo di Salerno

L’apostolo in questione è S. Matteo, nato a Cafarnao alla fine del I secolo a.C. e forse morto in Etiopia, alla metà del I secolo d.C. (pare, ucciso sull’altare mentre diceva messa), di professione esattore delle tasse, chiamato da Gesù tra i suoi seguaci e autore dell’omonimo Vangelo. Il Chronicon Salernitanum, cronaca anonima della seconda metà del X secolo, scritta all’incirca nel 978, narra del rinvenimento delle sue reliquie nell’antica Lucania e della loro successiva solenne traslazione a Salerno, per volere del principe longobardo Gisulfo I, reliquie poi collocate dai principi normanni nel duomo della città, di cui divenne Patrono (un suo molare si conserva però presso il convento pugliese di San Matteo Evangelista a San Marco in Lamis). Il fatto sarebbe avvenuto nel 954, data stabilita sulla base di elementi testuali e cronologici ricavati dalla narrazione dell’ignoto cronista salernitano. Al contrario, una leggenda kirghiza, vorrebbe l’apostolo sepolto in un monastero di fondazione armena lungo le sponde del Lago Issyk-Kul, un grande bacino della catena montuosa del Tian Shan, in Kirghizistan, nell’Asia Centrale: per la precisione, il monastero avrebbe avuto sede lungo la riva nord-est del lago Issyk-Kul.

Proprio sulla scia di tale leggenda, nel 2002 era circolata per la prima volta notizia del ritrovamento, sul fondo del lago kirghizo, del presunto sito di sepoltura dell’apostolo Matteo. A divulgarla, una troupe di documentaristi americani che parlò dell’avvistamento delle rovine di un monastero, dove secondo la tradizione si sarebbe trovata appunto la tomba. A suo tempo gli archeologi del posto espressero forti dubbi sull’autenticità del ritrovamento, anche perchè pare che l’anno precedente una missione scientifica ufficiale avesse perlustrato la stessa zona senza rinvenire nulla.

Tuttavia, come spesso accade in archeologia, su vecchie questioni irrisolte prima o poi si aprono nuovi fronti di ricerca. E’ quanto accaduto anche per il lago Issyk-Kul e per la tomba di Matteo, secondo quanto riporta il quotidiano The Siberian Times. In un articolo che in poche ore ha fatto il giro del mondo si afferma infatti che l’enorme bacino di acqua salata – decimo al mondo per grandezza e secondo fra quelli salati dopo il Mar Caspio, con un’area di 6.236 chilometri quadrati e una profondità media di 270 metri – potrebbe celare le spoglie di San Matteo. L’ipotesi è legata al ritrovamento dei resti di una antichissima e ignota città della civiltà Saka (popolo menzionato da Erodoto e noto fra l’altro come bevitore di Soma, un liquore inebriante), risalente a 2500 anni fa, della quale un team di archeologi russi della Tomsk State University ha riportato alla luce numerosi reperti individuati nelle acque del lago ad una profondità di circa 23 metri. Trattasi di una scoperta nuova, distinta da quella compiuta nel 2007 sempre nelle acque del lago e relativa ad un’altra città della stessa epoca e a tumuli funerari Sciti.

Ma qual’è il nesso fra il recente ritrovamento e la tomba dell’apostolo Matteo?

Ad attirare l’attenzione degli archeologi è stato soprattutto un frammento di un grande vaso di ceramica che reca sulla superficie un timbro e alcune iscrizioni in armeno e in siriano (v. foto in alto). Dallo studio del reperto – sostengono gli studiosi – potrebbe derivare conferma all’ipotesi che nel Medioevo un monastero armeno sia stato costruito sui resti della antica città e che possa trattarsi proprio di quello citato nella leggenda sulla sepoltura di San Matteo. Dmitry Gorn, direttore della squadra di sommozzatori, ha dichiarato che il frammento di ceramica è “davvero unico”.  Gli esperti stanno ora lavorando alla decifrazione delle iscrizioni sulla stampigliatura, ma sembrano non esserci dubbi che si tratti di lingua armeno-siriana. Qualora questo dato dovesse risultare comprovato – ha spiegato lo studioso – sarebbe un’ulteriore prova che ad Issyk-Kul c’era un monastero armeno nel XIV° secolo, dove, secondo la leggenda, sono state conservate le reliquie di San Matteo”.

I sommozzatori si sono immersi presso la Tup Bay, nella zona nord-est del lago, lungo l’antica Via della Seta. La spedizione è stata guidata dal dottor Vladimir Ploskikh, del dipartimento di Storia e Cultura presso l’Università Russo-Kyrghiza. “Questa spedizione subacquea – ha detto Gorn – ci ha permesso innanzitutto di trovare un insediamento Saka finora sconosciuto, con evidenti tracce di attività di fusione del bronzo. La squadra di spedizione ha condotto lo scavo con pompa idraulica, rivelatori di metalli e altri strumenti, riuscendo a recuperare dalle acque del lago oltre 200 pezzi tra i quali soprattutto frammenti di ceramica, pietre per affilare i coltelli, un frammento di falce rituale in bronzo, e molte scorie di lavorazione del bronzo. Siamo anche riusciti a trovare un vaso di ceramica completo, presumibilmente riconducibile alla cultura Saka-Usun e forse utilizzato per qualche rituale, dato che si trovava nei pressi di un luogo di sepoltura.”

Ma a suscitare maggiore curiosità in tutto il mondo è il reperto che potrebbe ricondurre a San Matteo e alla sua tomba. Su questo punto la Chiesa Ortodossa ha sempre sostenuto una propria versione dei fatti che porta molto lontano da Salerno, come ricorda Vladimir, metropolita di Tashkent e del Centro-Asia. Secondo questa versione, il corpo di San Matteo – dopo una morte cruenta – sarebbe stato nascosto dai suoi seguaci e quindi sepolto sulle rive del lago Issyk-Kul. San Matteo è morto in Siria – afferma il prelato ortodosso – e i suoi seguaci, in fuga dalle persecuzioni di Roma, hanno portato le reliquie dell’Apostolo in questa terra affidandole ad un’abbazia situata su una spiaggia di Issyk-Kul…Tutto il mondo cristiano era a conoscenza di questo fatto.” Anche una mappa del XIV° secolo del cartografo Abraham Cresques viene citata a sostegno di questa ricostruzione, mentre a Tup Bay si racconta inoltre della visione di una croce fiammeggiante nel presunto luogo di sepoltura di San Matteo.

Certo è che la profondità del lago è variata notevolmente nel corso dei secoli (nel Medioevo ad es. il fondale era più basso di almeno 8 metri) e che le acque hanno sommerso antichi insediamenti un tempo situati vicino alla sua riva, come ha già dimostrato il citato ritrovamento nel 2007: allora fra i reperti sono emerse asce, punte di freccia in bronzo, pugnali, stampi di fusione, monete e un lingotto d’oro sfaccettato usato come unità monetaria.

E mentre si attendono prove certe sul vero luogo di sepoltura dell’apostolo Matteo, non è difficile immaginare che i Salernitani saranno poco propensi a mettere in discussione il loro legame con un santo al cui intervento riconducono per tradizione diversi episodi salvifici: da quello del 1544 quando il Santo Patrono salvò Salerno dai pirati Saraceni a quello del 1656, quando soccorse i salernitani insidiati dalla peste propiziando una pioggia purificatrice, a quello del 1688 quando protesse la città dal terremoto.

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

1. Sulle rive del lago Issyk-Kul, Kirghizistan - Ph. Hardscarf | CCBY-SA3.0

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

2. I sommozzatori della Tomsk State University in esplorazione sul lago Issyk-Kul - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

3. I sommozzatori della Tomsk State University in esplorazione sul lago Issyk-Kul - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

4. Dai fondali del lago Issyk-Kul emergono resti di una città di civiltà Saka - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

5. Dai fondali del lago Issyk-Kul emergono resti di una città di civiltà Saka - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

6. Il ritrovamento del frammento fittile con iscrizioni in armeno-siriano - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

7. L'esplorazione dei fondali con metal detector e altri strumenti - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

8. L'esplorazione dei fondali con vari strumenti - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

9. Uno dei sommozzatori con alcuni dei reperti ritrovati in fondo al lago - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

10. Il vaso rituale integro ritrovato nel lago issyk-Kul - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

11. Il vaso rituale integro ritrovato nel lago issyk-Kul - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

12. Frammenti di bronzo lavorato ritrovati sul fondale del lago - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

13. Frammenti di ceramiche - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

L'Apostolo Matteo è davvero sepolto a Salerno? Una scoperta archeologica in Kirghizistan lo mette in dubbio

14. Frammenti metallici e fittili - Ph. Dmitri Gorn / The Siberian Times

Image credit: Ph. n. 1 by Hardscarf | CCBY-SA3.0
 
latuapubblicita2
 

Rispondi

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Torna su