In Abruzzo approvata legge su albergo diffuso. L’esempio di S. Stefano di Sessanio, primo borgo italiano inedificabile

sextantio - s. stefano di sessanio

Ambiente dell’Albergo Diffuso Sextantio, realizzato da Daniele Kihlgren a S. Stefano di Sessanio (L’Aquila)

Lo scorso 15 giugno vi avevamo parlato della presentazione del progetto di legge per promuovere l’albergo diffuso in Abruzzo, tenutasi nella sede di Pescara del Consiglio regionale, alla presenza dell’Assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio, e di Daniele Kihlgren, imprenditore turistico e coraggioso ideatore del progetto dell’albergo diffuso a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila). Giovedì 24 ottobre, sempre a Pescara, presso l’Auditorium ‘Leonardo Petruzzi’ sarà presentata la legge regionale Abruzzese sugli Alberghi Diffusi (approvata lo scorso agosto), in occasione del convegno “Albergo diffuso della Regione Abruzzo, un nuovo modello sviluppo per il nostro paese.”

La legge regionale Abruzzese e il decreto attuativo per gli Alberghi diffusi vuole cercare nella sua specificità di andare oltre la classificazione alberghiera e definire un modello di sviluppo esportabile, ricalcato sulla progettualità di S. Stefano di Sessanio. In questo borgo incastellato, all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso Monti delle Laghe, dove l’inedita tutela del Patrimonio storico minore e del suo legame arcaico col territorio insieme alla tutela dell’elemento umano, (altro elemento caratterizzante l’identità del territorio, con le sue culture materiali e immateriali sopravvissute alla contemporaneità, ovvero l’artigianato domestico, il cibo, dalla povera quotidianità all’abbondanza agricola e rituale), sono i principi fondanti alla base dello sviluppo dell’albergo diffuso.

Prendendo spunto da questo progetto di successo che coniuga tutela del territorio e sviluppo economico, attraverso le attività recettive e la proposta turistica, la regione Abruzzo ha elaborato una legge per gli alberghi diffusi limitandoli ai soli luoghi storici. Inoltre la legge richiede un approccio di tutela e di restauro, declinandolo con specifici disciplinari (ovvero uso esclusivo di materiale di recupero locale laddove spogliato dal tempo, conservazione delle tracce del vissuto sedimentate nei secoli e altro), a cui si sono aggiunti i riferimenti sulla tutela degli interni e su un approccio identitario anche per le culture materiali (cibo/artigianato autoctono) fino all’esigenza di organi di certificazione per ognuno di questi aspetti.

È in questo Patrimonio Minore che si trova una Italia vera, ancora sopravvissuta. Una Italia che dalla sua marginalità, dai suoi tragici destini di abbandono e povertà può trarre nuova linfa per uno nuovo sviluppo, in cui questi patrimoni non vengono negati ma riproposti a un pubblico articolato e consapevole che solitamente gli si rapporta con grande rispetto e interesse.

Prendendo sempre ad esempio S. Stefano di Sessanio, i numeri a oggi di questo progetto sperimentale danno il senso di una rivoluzione copernicana. Gli alberghi sono passati da 1 a 20 senza costruire nulla ex novo, il valore patrimoniale è triplicato e dopo 150 anni si è interrotta la discesa a valle. Ora dalle vallate vanno a S. Stefano per lavorare.

A breve vi sarà un accordo tra Comune e Regione che farà di S. Stefano di Sessanio il primo borgo in Italia totalmente inedificabile, rendendolo così il primo borgo dove viene tutelato il Paesaggio come Patrimonio da consegnare nella sua integrità alle future generazioni.

Ecco il testo della legge regionale pubblicato sul BURA (Bollettino Ufficiale Regione Abruzzo)

Auditorium Leonardo Petruzzi, Pescara
presso il Museo delle Genti d’Abruzzo – Via delle Caserme 24, Pescara
Ore 18,00
Ingresso libero

s.stefano di sessanio

Veduta del borgo abruzzese di S. Stefano di Sessanio (L’Aquila) – Ph. Angelo CesareLicense

 

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