Imprenditoria e salvaguardia del patrimonio artistico nel progetto napoletano Made in Cloister. Le rockstar supportano il crowdfunding lanciato in rete

MADE IN CLOISTER by Mag London on Kickstarter

di Redazione FdS

Credere nel valore della cultura e nella sua forza. Desiderare di valorizzare e preservare il patrimonio artistico, bene comune. Investire sul potenziale dei giovani. Riconoscere il valore socio-culturale dell’operato artigiano. Sono questi i 4 punti chiave del progetto Made in Cloister, un progetto nato a Napoli nel 2011 dal desiderio di coniugare l’operato di promozione e di innovazione della tradizione artigianale con la salvaguardia del patrimonio architettonico. Al centro del progetto il restauro del chiostro cinquecentesco di Santa Caterina (annesso alla chiesa di Santa Caterina a Formiello, nel quartiere storico di Porta Capuana), massimo esempio di architettura rinascimentale a Napoli. Due coniugi imprenditori con la passione per l’arte, Davide de Blasio e  Rosa Alba Impronta, titolari della storica azienda napoletana di pelletteria Tramontano e ideatori della Fondazione Tramontano Arte, sono i promotori del progetto che coinvolge anche l’architetto Antonio Giuseppe Martiniello titolare dello Studio Keller Architettura con sedi a Napoli e ad Almaty in Kazakistan.

La notizia dell’iniziativa sta facendo il giro dei media da quando si è conclusa (in notevole anticipo sui programmi) la campagna di crowdfunding che i promotori hanno lanciato sulla piattaforma internazionale Kickstarter. Poco più di un mese di visibilità sul web e il progetto Made in Cloister ha raggiunto la ragguardevole cifra di 90mila euro (75mila sterline), un risultato sorprendente che testimonia la grande sensibilità degli utenti verso un progetto di tutela del patrimonio architettonico in una città come Napoli, che all’estero, soprattutto negli ultimi anni, non gode di ottima reputazione, nonostante il suo intramontabile Mito. Evidentemente è stata percepita con forza la voglia di riscatto che giorno dopo giorno anima sempre più una importante fetta della popolazione partenopea, consapevole delle potenzialità di una città che per secoli ha avuto la statura di una Capitale e che nel suo illustre passato culturale e artistico può trovare quella linfa necessaria per voltare pagina. Il sostegno al progetto è giunto non solo dall’Italia, ma anche e soprattutto da Inghilterra e Stati Uniti, con il coinvolgimento persino di alcune star della musica internazionale come Laurie Anderson, il recentemente scomparso Lou Reed, Patti Smith e Antony Hegarty (di Antony and the Johnsons).

Gli obiettivi di Made in Cloister, come dichiarano gli ideatori, sono sostanzialmente quelli di “realizzare nel chiostro un luogo di eccellenza creativa in cui poter innovare la tradizione artigianale attraverso il dialogo e l’interazione con artisti e designer. Creare un ambiente “felice” fatto di ascolto, di ideazione e di condivisione, dove il fluire di attività didattiche, sperimentali, performative, ricreative, imprenditoriali e produttive, ritmi un “fare” centrato sull’arricchimento etico ed estetico dell’individuo. Coinvolgere la comunità locale per realizzare un modello di sviluppo sostenibile del territorio.”  Tutto ciò avrà appunto il suo polo fisico nel Chiostro cinquecentesco di Santa Caterina nel quale de Blasio & Co. si sono imbattuti  due anni fa: “un luogo nascosto – raccontano – raro esempio rimasto del Rinascimento napoletano e di archeologia industriale: costruito nel ‘500 a ridosso della chiesa, nel’ 800 diventato fabbrica borbonica di lavorazione della lana e poi saponificio, garage, falegnameria, fino all’inizio di un degrado causato dall’abbandono che, nel tempo, e’ divenuto pressoché totale.”

Ecco nascere quindi l’idea di un recupero del Chiostro, per valorizzare un pezzo del patrimonio culturale della città, ponendolo al centro di un progetto di rinascita delle attività artigianali attraverso la visione di artisti e designers. Dall’individuazione all’acquisto degli immobili situati all’interno del complesso di quello che fu il Lanificio borbonico, già convento dell’adiacente chiesa di Santa Caterina a Formiello, il passo è stato breve. Una scelta ricaduta su uno dei centri nevralgici della città, a ridosso delle mura aragonesi e della Porta Capuana, luogo ricco di emergenze archeologiche e monumentali, afflitto da decenni di abbandono ma negli ultimi anni al centro di importanti iniziative di riqualificazione con rilevanti investimenti di fondi pubblici come quelli che che hanno portato alla nascita del Museo d’Arte Contemporanea di Donna Regina (MADRE), al restauro della chiesa di Donna Regina, alla sistemazione e all’apertura al pubblico del bellissimo Museo Diocesano, o iniziative di imprenditoria privata come il restauro dell’importante palazzo Caracciolo in Via Carbonara, trasformato in hotel di charme. Un luogo insomma dal quale tentare di far partire un’opera di vera rinascita sociale ponendo in stretta correlazione attività culturali, progettuali, conservative e imprenditoriali, come alcune tra le più antiche tradizioni artigianali della città, che potranno ricevere stimoli nuovi attraverso l’interazione con artisti, designer, e operatori culturali attenti ai valori, anche etici, del progetto. Non a caso già aderiscono a Made in Cloister alcuni degli artigiani napoletani di maggior prestigio, eredi di tradizioni manifatturiere uniche nel loro genere (QUI i loro nomi e le loro storie, nella sezione ART CRAFTS & DESIGN|ARTIGIANI).

Il programma di recupero del chiostro prevede 2 anni di lavori, 2.000 mq2 sottratti al degrado e riportati alla loro fisionomia originale secondo un progetto approvato dalla Sovrintendenza e 1000 mq2 di affreschi da restaurare per liberarli dallo stucco che li copre per la maggior parte e per sottrarli ad un’incuria che dura da 200 anni. Per quest’ultima parte dell’operazione verranno attivamente coinvolti anche gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli con il coordinamento del professor Enrico Bugli. Terminata la fase del restauro partiranno le molteplici attività ed iniziative che vedranno il chiostro di S. Caterina trasformarsi in un vero e proprio centro polifunzionale (QUI la descrizione del progetto nella sezione ART CRAFTS & DESIGN|IL PROGETTO). Perchè tutto ciò si realizzi, perché cioè Made in Cloister possa diventare un polo di rinascita del quartiere attraverso il motore della creatività – occorrono risorse per reperire parte delle quali, oltre alla campagna di crowdfunding, è stata lanciata l’iniziativa “Sostenere Made in Cloister”, un programma di raccolta fondi aperto a privati, società, enti no-profit e Istituzioni che vogliono dare forza al progetto contribuendo alla sua realizzazione.I sottoscrittori del programma potranno decidere di restare anonimi oppure di essere inclusi nel Members Book di Made in Cloister (QUI i contatti per sostenere il progetto, nella sezione ABOUT | SHARE OUR VISION).

 

 

Un commento

  1. Se volete approfondire questa campagna di crowdfunding il prossimo 22 gennaio a Napoli ci sarà una sessione di crowdfunding training sul tema.

    Qui il link

    https://www.eventbrite.it/e/biglietti-come-avere-successo-con-il-crowdfunding-il-caso-made-in-cloister-9992767637

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