«Il vescovo dei profumi»: una preghiera bizantina per S. Nicola di Mira

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S. Nicola di Mira. L’immagine, forse coeva di un’altra presente a Mottola (Ta), fa parte di un ciclo di affreschi sulla sua vita considerato il più antico del Mediterraneo, anteriore al 1087 data della traslazione delle sue reliquie a Bari. Il ciclo si trova in Puglia nella chiesetta bizantina di S. Marina, a Muro Leccese, e si ritiene sia stato commissionato dall’Imperatrice Zoe, sposa di Costantino IX Monomaco quale ex-voto al santo per la sconfitta e la morte (1043) di Giorgio Maniace – Ph. Ilse Sauber

di Carmelo Nicolò Benvenuto

«Aroma che si spande è il tuo nome» (μύρον ἐκκενωθὲν ὄνομά σου) dice dell’amato un verso del Cantico dei Cantici. Nicola di Mira è il santo più venerato di tutto il mondo ortodosso e in uno splendido tropario* bizantino, egli è il santo degli aromi celebrato con i profumi indicibili del Cantico e con gli unguenti delle mirofore, come una sorta di vaso che inonda di aromi l’universo e scaccia con dolcissime preghiere il miasma delle passioni. Nicola santo miroforo, dunque, come l’insistente ripetersi in successione di μύρῳ – μύρων – μυρίσαντα sembra suggerire. Le mirofore sono, nella tradizione bizantina, le portatrici degli aromi, cioè le donne che scoprirono, all’indomani del sabato, il sepolcro vuoto e la resurrezione del Cristo (l’Unto, cfr. ἔχρισε al v. 1) e che con i loro unguenti ne diedero, per prime, testimonianza. Anche la peccatrice, in Lc 7, aveva cosparso di aromi i piedi del Maestro.

Rittratto di S. Nicola, affresco medievale presso la omonima chiesa rupestre di Mottola (Ta), IX-XII sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

S. Nicola, affresco medievale presso la omonima chiesa rupestre di Mottola (Ta), IX-XII sec. – Ph. © Ferruccio Cornicello

Qui, l’associazione coi profumi sembra essere frutto di una suggestione prima di tutto lessicale e del gioco polisemico, pressochè intraducibile, per cui Nicola è Μύρων προεδρεύσαντα (v.3) cioè «vescovo di Mira» ma anche «chi governa, presiede agli aromi». Un «vescovo dei profumi», insomma, se ci è consentita una resa ardita del testo, fedele però alla sua giocosa ambiguità (è straordinario come una sola parola, in greco, possa evocare, allo stesso tempo, un luogo preciso nello spazio e misteriose gioie dell’olfatto).

Proponiamo qui la prima traduzione in italiano di questo tropario, breve componimento poetico di un anonimo autore bizantino, scritto per essere accompagnato col canto nella breve ufficiatura del vespro (ὁ μικρὸς ἑσπερινός) del 6 dicembre. Il testo greco è stampato in Μηναῖα τοῦ ὅλου ἐνιαυτοῦ, l’imponente raccolta di poesia liturgica bizantina edita a Roma (Propaganda Fide) negli anni ’80 dell’Ottocento.

Di profumo divino ti cosparse…
(MR II, 385)

Di profumo divino ti cosparse
la divina grazia dello Spirito,
vescovo dei profumi,
che di profumi inondasti
con le virtù, santissimo,
del cosmo i confini,
e con tenere preghiere
graveolenti fervori
estinguesti dovunque;
per questo con fede ti lodiamo
e di te celebriamo il ricordo santissimo,
Nicola.

Μύρῳ θείῳ σε ἔχρισε…

Μύρῳ θείῳ σε ἔχρισε
θεία χάρις τοῦ Πνεύματος
Μύρων προεδρεύσαντα
καὶ μυρίσαντα
ταῖς ἀρεταῖς, ἱερώτατε,
τοῦ κόσμου τὰ πέρατα
ἡδυπνόοις τε εὐχαῖς
τὰ δυσώδη διώκοντα
πάθη πάντοτε
διά τοῦτό σε πίστει εὐφημοῦμεν
καὶ τελοῦμέν σου τὴν μνήμην τὴν παναγίαν,
Νικόλαε.

(La traduzione italiana è di Carmelo Nicolò Benvenuto; il testo greco è stampato in Μηναῖα τοῦ ὅλου ἐνιαυτοῦ, ΙΙ, p. 385)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

NOTE

* Nella liturgia bizantina, il tropario è una breve preghiera ritmica composta di pochissime frasi. È l’elemento costitutivo dell’innografia greca cristiana.

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