Il Sogno di Jacob: per la prima volta al cinema il documentario sull’artista Nik Spatari

 
di Redazione FdS

Storia di un uomo straordinario e del suo sogno d’arte realizzato in Calabria. Potrebbe essere questo il sottotitolo del docufilm “Il sogno di Jacob” (v. trailer in alto), ispirato alla vita e alle opere di Nik Spatari, l’artista calabrese che nel 1969, insieme alla moglie olandese Hiske Maas, ha fondato a Mammola (Reggio Calabria) il MuSaBa (Museo Santa Barbara), parco-museo di arte contemporanea visitato da turisti di tutto il mondo. Realizzato dal regista Luigi Simone Veneziano, che lo ha scritto a quattro mani con la giornalista e scrittrice Alessia Principe, il docufilm sarà proiettato in sala il prossimo mercoledì 30 novembre, alle ore 20.00, al cinema Citrigno di Cosenza (via Adige 13). L’iniziativa, che fa seguito alla presentazione di quest’opera al Magna Graecia Film Festival, si lega ad un evento speciale, ossia una raccolta fondi da devolvere all’attivazione di un laboratorio d’arte per persone sorde come lo era lo stesso Nik Spatari, che perse l’udito nel 1941 quando a solo dodici anni, mentre si trovava a Pellaro (Reggio Calabria), fu investito dal fragore di una bomba esplosa a poca distanza da lui; un handicap che lo accompagnò per tutta la vita ma che non gli impedì di vivere appieno la propria creatività.
 

Scorcio del MuSaBa, Mammola (RC) - Image by MuSaBa

Scorcio del MuSaBa, Mammola (RC) – Image by MuSaBa

“È una grande emozione presentare il film nella mia città – ha dichiarato il regista Veneziano -. Credo che “Il sogno di Jacob” sia una testimonianza preziosa di un contesto storico e culturale che sembra lontanissimo, anche se non lo è, e di un artista a cui tutto il mondo guarda con grande ammirazione. Quello che mi ha colpito, durante le riprese, è stata l’incredibile forza che trasmetteva Nik, e il dispiacere più grande è che non sia riuscito a terminare il mosaico monumentale a cui lavorava da molti anni”.

“Raccontare il Musaba – ha aggiunto la giornalista Alessia Principe – è stata un’esperienza sensoriale. Per una settimana, durante le riprese, abbiamo vissuto l’anima di un posto in cui la natura è il cuore e l’arte l’essenza di un “organismo” vivo, composto di immagini, storia e ricordi. Questo museo è una rarità da proteggere a tutti i costi”. Un’affermazione, quest’ultima, che richiama l’attenzione dell’opinione pubblica sull’impegno che gli amministratori regionali assunsero all’indomani della morte di Nik Spatari, avvenuta ad agosto del 2020, di sostenere e salvaguardare questo luogo d’arte straordinario; impegno peraltro ribadito anche dalla attuale amministrazione.
 

Parte della troupe con Hiske Maas, moglie di Nik Spatari

Parte della troupe con Hiske Maas, moglie di Nik Spatari

Unendo elementi documentaristici originali e ricostruzioni, “Il sogno di Jacob” è un racconto metacinematografico che contaminando il linguaggio prettamente documentaristico con la fiction e la videoart, amplifica l’atmosfera onirica e misteriosa del MuSaBa di cui Spatari è stato e rimane il Genius Loci. La sua carismatica figura sembra aleggiare ancora sulla collina di Santa Barbara, che prima del parco-museo aveva ospitato una chiesa paleocristiana costruita tra il 300 e il 450 d. C. e poi, nel X secolo, un monastero dell’ordine basiliano passato poi di mano in mano ai monaci Certosini e ai Cistercensi fino all’inesorabile abbandono iniziato nel 1800. La rinascita del luogo iniziò proprio col ritorno in Calabria di Nik Spatari che, reduce da esperienze internazionali e da un soggiorno a Milano, decise insieme a sua moglie, l’artista olandese Hiske Maas, di trasferirsi nel cuore del Sud Italia e precisamente a Mammola, nell’area aspromontana, dove con pochi mezzi, grandi ideali e non senza svariate traversie, diedero vita al Museo Santa Barbara, in omaggio ai ruderi dell’omonimo monastero.

Il sogno di Jacob, il manifesto del docufilm

Il sogno di Jacob, il manifesto del docufilm

Il plot narrativo de “Il sogno di Jacob”  vede una troupe televisiva giungere a Mammola per un servizio sul MuSaBa e sulla vita di Nik Spatari. L’incontro con il parco-museo e con la moglie dell’artista, in un luogo denso di opere che trasudano tutta la passione del fondatore, è motivo per il regista Salvo (interpretato da Francesco Paglino) di una sorta di folgorazione che squarcia il velo su una realtà in cui passato, presente e futuro si fondono in modo caleidoscopico. Il percorso del regista nelle ”pieghe” di questo magico sito si concluderà al cospetto del “Sogno di Jacob”, il capolavoro di Nik Spatari definito anche “la Cappella Sistina calabrese” che con straordinario e innovativo effetto scenografico illustra la storia del celebre patriarca col quale l’artista espresse nell’opera una sorta di identificazione.
 

Nik Spatari nel suo studio con alcuni membri della troupe

Nik Spatari nel suo studio con il regista e alcuni membri della troupe

Il cast del docufilm, oltre al già citato Francesco Paglino – attore di teatro e di cinema per registi come Paolo Sorrentino, Eduardo De Angelis, Stefano Incerti e Roberto Faenza – include anche Enzo De Liguoro - attore e performer conosciuto a livello europeo, che vanta collaborazioni con Marina Abramovich, Studio azzurro, Rabarama, noto al pubblico del piccolo e grande schermo per le interpretazioni in “Squadra antimafia”, “L’ultimo padrino” e “Corpo celeste” – Pino Torcasio, attore di fiction e serie televisive come “Romanzo criminale”, “Gente di mare2”, “Solo”. In un cameo nel quale interpreta se stesso troviamo infine lo scrittore calabrese di fama internazionale Gioacchino Criaco autore di bestseller come “Anime nere” e “La maligredi”. Hanno fatto parte della troupe Vittorio Sala, direttore della fotografia; Andrea Ras aiuto regista; Luigi Porto compositore e sound designer; Giuseppe Tripodi fonico; Walter Cutrupi operatore Movi, Simone Nocchi fuochi, Francesco Farina riprese aeree, Walter Nicoletti operatore Eva; Francesca Marchese, organizzazione generale.

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Cinema Citrigno, Cosenza
Via Adige 13
Biglietti: 6 euro
Prevendita on line: su Inprima fila.net

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