Il museo storico Amarelli compie 13 anni. Fortunato Amarelli:«Investire in cultura crea economia»

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Documenti storici della famiglia Amarelli, titolare dell’omonima plurisecolare azienda di produzione di Liquirizia – Museo Amarelli, Rossano Calabro

di Redazione FdS

L’investimento in cultura è duraturo e produce ricchezza condivisa sui territori. Ed il format del museo d’impresa funziona. Anche e soprattutto al Sud. A confermarlo sono, con i suoi oltre 600.000 visitatori (senza contare le presenze nello shop aziendale), i 13 anni di crescita costante del Museo della Liquirizia “Giorgio AMARELLI” di Rossano Calabro, antica città d’arte della Calabria alto-jonica. Un esempio meridionale e italiano di virtuosa progettazione imprenditoriale basato sulla valorizzazione delle proprie risorse identitarie attraverso la promozione di storia, cultura e marketing territoriale. Un modello di riferimento che dimostra come il Bel Paese possa far girare l’economia puntando strategicamente sulla cultura.

AMARELLI “Quando nell’estate del 2001 inauguravamo il Museo – ricorda Fortunato Amarelli, CEO dell’azienda (nella foto) – vi era ancora qualche diffidenza: in pochi avrebbero scommesso sull’effettiva efficacia e soprattutto sull’effetto moltiplicatore di un esperimento che allora appariva quasi come una provocazione estemporanea. Oggi, a distanza di 13 anni, secondo in Italia soltanto al Museo Ferrari e primo (per Tripadvisor nel 2013) nella scelta dei musei in Calabria, il “Giorgio Amarelli” è diventato punto di riferimento indiscusso per l’originalità, per i numeri e per la sua subito conquistata riconoscibilità regionale, nazionale ed internazionale.”

Ed è in effetti presto scandito da ambiti riconoscimenti e premi il giovane curriculum del più ricercato e visitato museo calabrese. Nello stesso anno della sua inaugurazione, il 17 novembre nel 2001, all’Amarelli viene attribuito a Venezia l’autorevolissimo Premio Guggenheim – Premio Speciale Il Sole 24 Ore, assegnato al miglior museo aziendale. Il Museo entra quindi a far parte di Les Hénokiens, la prestigiosa Associazione Internazionale che riunisce le aziende familiari bicentenarie di tutto il mondo, della quale Pina Amarelli è Vicepresidente. Così come entra, sin da subito nella rete di Museimpresa, l’Associazione Italiana Archivi e Musei d’Impresa nata anch’essa nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria con l’obiettivo di individuare, promuovere e mettere in rete le imprese che hanno scelto di privilegiare il proprio patrimonio culturale all’interno delle proprie strategie di comunicazione.

In questo club prestigioso, il brand Amarelli ed il nome di Rossano sono in compagnia dei marchi più noti del Made in Italy, come Alfa Romeo, Olivetti, Pirelli, Campari, Ducati, Enel, Eni, Ferrari, Guzzini, Magneti Marelli, Italgas, Barilla, Poli, Frau etc. Nell’Aprile 2004 le Poste Italiane dedicano al Museo (ed è la prima volta per un museo d’impresa) uno speciale francobollo, appartenente alla serie tematica “Il Patrimonio Artistico e Culturale Italiano”, emesso in 3.500.000 esemplari. Ed in quello stesso anno, celebrandosi il Millenario della morte di San Nilo, Rossano diventa una delle poche città italiane ad essere protagonista, nello stesso anno, di ben due emissioni di francobolli: quello emesso a novembre per il Museo Amarelli, infatti, si aggiunge al primo dedicato a settembre da Poste Italiane al famoso Santo di Rossano e di Grottaferrata, venerato in Oriente ed in Occidente.

“A distanza di dieci anni da quell’esordio – aggiunge Fortunato Amarelliil Museo non soltanto continua a funzionare ma viene addirittura rinnovato e raddoppiato nella sua estensione. Viene inaugurata il 27.11.2011 una nuova sala, la galleria della modernità e del presente. Fra antichi tralicci e guidati dalla fascinosa luce di alcune lampade Edison si dipana la storia dell’introduzione dell’energia trasportata e della rivoluzionaria trasformazione avvenuta nell’organizzazione delle imprese e, nello specifico, nel “Concio”. Con decreto del Ministero per i Beni e le attività Culturali del 20 dicembre 2012 l’Archivio Amarelli, conservato presso il Museo e contenente documenti della famiglia e dell’impresa dal 1445 ad oggi, viene dichiarato d’interesse storico particolarmente importante.”

Nel 2013 – conclude l’imprenditore – arriva anche il prezioso riconoscimento di TRIPADVISOR, secondo il quale il Museo Amarelli di Rossano è la proposta di maggior successo tra i musei calabresi, prima del Museo dei Reggio Calabria dove sono custoditi i Bronzi di Riace. Con l’avvio qualche settimana fa dell’e-commerce, che consente di acquistare da tutto il mondo le nostre ricercate scatolette di liquirizia, prosegue dunque un percorso di investimenti nell’industria della cultura che è diventato ormai non solo un modello di riferimento ma anche la dimostrazione di come il Bel Paese possa e debba concentrarsi sul suo sterminato patrimonio culturale per far girare l’economia, per uscire strategicamente dalla crisi e riposizionarsi quindi nei mercati globali con i suoi propri marcatori e con le sue risorse identitarie.”

 
latuapubblicita2
 

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